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Comunicato stampa
12 settembre 2001

LA TENEREZZA DEI POPOLI



Le immagini che ci arrivano dagli Stati Uniti ci mostrano una violenza spettacolare e cinica oltre ogni immaginazione: civili requisiti e usati come bombe contro altri civili ignari e innocenti, uccisi per obiettivi che non appartengono loro. Una simbologia di morte e di guerra senza confini che lascia tutti sgomenti e angosciati.

Anche noi come tutti gli statunitensi, amici o avversari politici, mai avremmo ritenuto possibile un simile colpo al cuore della "superpotenza", nel momento culminante della sua supremazia. Proprio quando stava partendo lo Scudo stellare per il controllo e l'egemonia incontrastata del pianeta e dello spazio si apre questo squarcio, che mostra, con una evidenza abbagliante, come il ricorso alla forza non serve né come difesa né come deterrente. Sono cambiati con questo atto il concetto e la natura stessa della guerra; né le navi da guerra né alcun scudo stellare avrebbero potuto proteggere le migliaia di persone uccise a New York e a Washington.

Le armi rendono allo stesso tempo potenti e vulnerabili.

Ci chiediamo come può essere veramente significativa l'espressione della nostra solidarietà a tutte le vittime e ai loro familiari. Vorremmo che tutto il popolo statunitense potesse capire e soprattutto sperimentare in questo momento di smarrimento e sofferenza quanto è importante la solidarietà e la tenerezza degli altri popoli. E vorremmo che i suoi governanti e responsabili politici avessero la saggezza di comprendere che non l'egemonia costruita sulla forza economica e sulle armi, ma la collaborazione con tutti alla pari è la grande risorsa politica per garantire la sicurezza mondiale e per rispondere alle urgenze dell'umanità e del pianeta.

Ogni risposta di ritorsione armata contro nemici trasversali difficilmente localizzabili e identificabili, senza una ricerca seria e il perseguimento dei responsabili, in questo momento potrebbe innescare una spirale di reazione a catena di violenze che possono portare a una guerra generalizzata.

Il Segretario generale della Nato ha ricordato che, secondo gli accordi del Patto Atlantico, i diciotto alleati sono tenuti ad accorrere in difesa dell'alleato aggredito. Chiediamo all'Italia e agli altri membri della Nato di garantire ogni difesa da attacchi esecrabili come questo, ma di predisporsi con calma e riflessione alla ricerca delle modalità politiche per non cedere alla tentazione della risposta militare. La sofferenza per le vittime statunitensi deve aiutarci a riconoscere e tener conto nelle nostre risposte anche di tutte le innumerevoli persone che ogni giorno, in forma silenziosa e anonima, in tutto il mondo vengono sacrificate innocenti dalla violenza diretta e da quella strutturale.

Nel '45 l'umanità di fronte alla devastazione della guerra ha creato l'Onu, oggi di fronte a questa disgregazione mondiale l'umanità può riscoprire la necessità della nonviolenza, scelta come alternativa politica non solo per le singole persone, ma anche per gli Stati e per tutte le istituzioni internazionali.

Don Albino Bizzotto
Presidente Beati i costruttori di pace

Padova, 12 settembre 2001

sta in http://www.peacelink.it/users/bcp/Costampa/america.htm