| BIBLIOTECA | | EDICOLA | | TEATRO | | CINEMA | | IL MUSEO | | Il BAR DI MOE | | LA CASA DELLA MUSICA | | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI LUOGHI | | ARSENALE | | L'OSTERIA | |
LA GATTERIA |
| IL PORTO DEI RAGAZZI

altri scritti di Ovadia


Moni Ovadia

Ebrei e sinistra, i pregiudizi incrociati

Ci risiamo. Il pregiudizio antisemita rispunta fuori con ritmo periodico impreciso tuttavia inesorabile, al punto da apparire maniacale. Lo strumento che diffonde il virus può essere la dichiarazione di un politico che ha i freni inibitori in avaria (è di recente accaduto in Germania), l'articolo di un giornalista che vuole far colpo, l'uscita estemporanea di un regista nostalgico, le facezie di un primo ministro o le sparate di uno storico revisionista che ammicca al negazionismo. Questa volta si tratta di un sondaggio proposto ad un campione di 7500 cittadini europei per tastare il polso agli umori che circolano nella nostra Unione riguardo ai temi caldi dell'agenda politica.

Fra le domande rivolte, ve n'era una così capziosa e mal posta da essere offensiva per chiunque non abbia rinunciato a far uso delle proprie capacità intellettive. A quella domanda che sostanzialmente chiedeva quale fosse il paese più pericoloso per la pace nel mondo dando la possibilità di scegliere fra un elenco di dieci paesi, il 50% del campione selezionato ha risposto: Israele. Com'era prevedibile una domanda idiota posta senza elementi di ponderazione, ha prodotto una risposta di allarmante imbecillità. Le reazioni ovviamente non si sono fatte attendere. Si sono levate vibranti voci di protesta in Israele e in tutte le comunità ebraiche e molte sono state le attestazioni di solidarietà rivolte ad israeliani ed ebrei. Le destre, come da copione, ne hanno approfittato per aggredire strumentalmente il Presidente della Commissione Europea Romano Prodi non vergognandosi di attribuirgli la responsabilità dell'accaduto, quasi fosse stato lui a scegliere le modalità per effettuare l'indagine che conteneva la domanda incriminata e la relativa ributtante genericità della risposta data.

La mala pianta dello stereotipo sembra inestirpabile soprattutto se si parla di certe categorie di persone: gli ebrei, gli extracomunitari, i mussulmani, gli albanesi eccetera. Quello a proposito degli ebrei, fra i semi velenosi, è il più antico e profondo. Se diffondi notizie notizie strampalate sul potere occulto degli ebrei, trovi molta gente disposta a crederti e fra questi non tutti sono rozzi e ignoranti. Le ultime in ordine di tempo sono state: 1) Non c'erano ebrei nelle Twin Towers 2) la guerra preventiva di George W. Bush C contro l'Iraq è la guerra degli ebrei. Quando si tratta di ebrei queste argomentazioni uniscono sempre nel loro assolutismo da verità rivelata l'estrema destra e l'estrema sinistra. Ora, che la cultura neo nazista e neo fascista sia brodo di coltura dell'antisemitismo è logico e coerente, ma il fatto che il pregiudizio antiebraico circoli con il passaporto di piena legalità negli ambiti della sinistra, in particolare di quella radicale, è davvero molto grave e rappresenta al tempo stesso un vulnus ed un danno.

Questo fenomeno oltre a colpire gli ebrei in generale getta grave discredito sulla sinistra stessa e infanga la credibilità e la dignità di tutti gli ebrei che consapevolmente militano nei partiti o nei movimenti di tradizione riformista e marxista. Quest'ultimo episodio ha dato il destro a Fiamma Nirenstein, giornalista e scrittrice, di pubblicare su Liberal un articolo duro e appassionato di cui ho avuto modo di leggere alcuni estratti sulla “Stampa”. La Nirenstein denuncia con forza il pregiudizio antiebraico ed in particolare quello anti-israeliano ed arriva alla conclusione che oggi l'antisemitismo ha il suo principale focolaio nelle sinistre. Molte delle sue argomentazioni polemiche contengono elementi di verità ma, a mio parere, anche se comprensibilmente esasperata da molti odiosi attacchi alla sua presenza, la Nirenstein rischia di mettere in moto contro le sinistre quello stesso pregiudizio che denuncia contro gli ebrei ed Israele mentre, proprio lei dovrebbe ben sapere che è inaccettabile fare di tutte le erbe un fascio. L'accusa principale che la giornalista rivolge alle sinistre è quella di non concedere ad Israele il sacrosanto diritto alla difesa del terrorismo, ma elude il merito principale della questione: la quarantennale occupazione del popolo e delle terre palestinesi da parte israeliana e, a macchia di leopardo, fatti che la parlamentare israeliana Yael Dayan ha definito il padre e la madre di tutti i problemi. Esponenti autorevoli della sinistra israeliana – sì, la sinistra esiste anche in Israele! - come l'ex presidente della Kenesset Avram Burg, hanno avuto parole molto dure sul perdurare dell'occupazione e delle sue nefaste conseguenze sulla fibra morale del proprio paese. Criticare onestamente le politiche dei governi israeliani, in particolare quella dell'attuale ministro Ariel Sharon, non è segno di essere antisemita o anti-israeliano, è normale esercizio di libertà di pensiero. Lo scrittore Alef Beyt Yehoshua, proprio sulle pagine del nostro giornale, ha spiegato che i veri amici sanno criticarti per i tuoi errori. Il nostro giornale, che è di sinistra, è diretto da Furio colombo di cui è nota la grande sensibilità verso i temi che riguardano gli ebrei. Io sono fiero di scrivere su questo quotidiano di sinistra, di dare il mio piccolo contributo alle grandi battaglie per la democrazia, per l'uguaglianza e per la piena dignità dei diritti di tutti gli uomini e le genti, fra questi il diritto del popolo palestinese ad avere una sua nazione nella pienezza delle sue prerogative e contestualmente, quello di Israele a vivere riconosciuto in pace ed in piena sicurezza nei propri confini.

Moni Ovadia – L'UNITA' – 08/11/2003


| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO | LA POESIA DEL FARO|