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Moni Ovadia

Laicità e governabilità

La nave Italia sta affondando nelle acque limacciose della vergogna. I rappresentanti del centro destra hanno perso qualsiasi senso della dignità, del ridicolo, nonché il minimo livello di percezione della realtà. Si comportano scompostamente da uomini di regime - quello che vediamo è il rimasuglio di un regime- hanno vivo un solo “sentimento”: l’arrapamento del potere. Ad esso si attaccano come se fosse loro per diritto di sangue. Come in un parodia del Riccardo terzo al modo del Bagaglino dovunque venga offerto loro un uditorio sembrano starnazzare: “il mio cavallo per un pezzo di regno”. Il miserabile spettacolo che viene offerto al paese, al mondo, ma soprattutto alle giovani generazioni produce guasti seri che sarà urgente sanare appena i cittadini italiani si saranno sbarazzati di questi guitti di infima qualità travestiti da pseudo politici. Il prossimo governo non avrà solo il compito di riparare i disastri prodotti all’economia del paese e quello di rilanciare lo sviluppo, ma dovrà prioritariamente restituire senso e credibilità all'idea stessa di governo, idea sfigurata da Berlusconi che ha devastato un intero paese per servire i suoi interessi e quelli dei suoi cortigiani, alcuni dei quali davvero infidi che lo abbandonano quando i suoi giochi di prestigio rivelano la loro natura posticcia e grossolana come il suo cerone. Per ritornare alla politica è necessario sgombrare il terreno da taumaturghi, da uomini del destino, demagoghi, dispensatori di miracoli, di novità decrepite e ripristinare la laicità dello stato, del governare, garantita dal pluralismo autentico che consenta anche alle minoranze non solo di parlare dei propri diritti, ma anche di esercitarli con pienezza nell'ambito delle fattispecie concrete. Per questa ragione ritengo che la legge istitutiva dei Pacs (patti civili di solidarietà) sarà uno dei più importanti banchi di prova per il prossimo esecutivo. Il conferimento alle unioni di fatto di una sanzione giuridica nel quadro del diritto pubblico è un provvedimento improcrastinabile ed attiene ad una delle questioni fondamentali di ogni società: la famiglia, la sua definizione, il suo significato pratico ed simbolico. È proprio in riferimento a questo istituto che la laicità può essere definitivamente affermata come valore insostituibile e non negoziabile di una democrazia piena. L'Italia è l'unico paese del mondo avanzato che abbia vissuto ogni evoluzione dell'istituto familiare in un clima da guerra santa a causa delle crociate lanciate da una parte delle gerarchie ecclesiastiche in difesa del dogma di una presunta famiglia naturale. I cattolici per contro, in stragrande maggioranza, hanno messo concretamente in discussione il carattere sacramentale del matrimonio votando la legge sul divorzio e altrettanto hanno fatto con il valore assoluto della famiglia approvando la legge sull'aborto. La famiglia come la intendiamo noi, è bene ribadirlo instancabilmente, non è istituto naturale, bensì sociale e culturale soggetto ad evoluzione e pertanto può senza scandalo accogliere nella propria categoria forme diversificate nel rispetto della grandiosa libertà del principio dell'amore universale. Uno stato laico è tale solo se fa propri i valori universali accettati come tali dalla comunità umana e risultato di conquiste sociali nell'ambito dei diritti. I comandamenti dei credo religiosi degni del massimo rispetto non sono tuttavia e non devono essere leggi dello stato tout court, pena la dissoluzione dell'idea stessa di democrazia.

Moni Ovadia – L’UNITA’ – 24/09/2005


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