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Moni Ovadia

Ebrei irresistibili

Il grande salmista è sempre attuale e anche uno solo dei suoi versi colpisce nel segno e rappresenta la continua coazione a ripetere in cui cadono gli esseri umani nella loro incurabile fragilità chi mi legge sarà pertanto indulgente con la ridondanza della mia citazione. Il versetto a cui ripetutamente mi riferisco è questo: “homer petaim haShem” il Signore è custode degli sprovveduti.

Lo sprovveduto questa volta ha un nome e un cognome: Leone Paserman, è il presidente della Comunità ebraica romana, la più antica della diaspora, già risiedeva nell'Urbe ai tempi di Giulio Cesare. Ma malgrado la lunga e travagliata esperienza, oggi i suoi membri più autorevoli rimangono delle anime semplici. Qualche giorno fa ho letto sulla stampa che il signor Paserman è rimasto senza parole. Perché? Perché la sedicente casa della libertà ha attivato trattative per imbarcare nell'alleanza due noti nazifascisti negazionisti che fanno parte di Alternativa Sociale, il partito della gagliardissima signora Mussolini, nipote del celeberrimo duce: “'accordo - spiega Paserman - era nell'aria ma speravamo che non andasse in porto. Mi spiace che la casa delle "libertà" alla disperata ricerca di appoggi, dimentichi i principi su cui è stata fondata. Non escludo che il Polo possa perdere, con questa alleanza, più voti di quelli che cerca di guadagnare In entrambe gli schieramenti vi sono posizioni estremiste totalmente incettabili, ma questa alleanza, se confermata, tra Cdl e Alternativa Sociale è la più sconcertante”

Ciò che è più toccante nell'ingenuità del presidente della Comunità Ebraica romana è, che per capire l'imprinting della casa delle “ibertà” aveva bisogno di sapere se sarebbe stata confermata o meno l'alleanza elettorale più sconcia con i nazifascisti (oggi sarà tripudiante per la notizia che i nazisti Fiori e Tilgher sono furbescamente stati esclusi dalle liste elettorali) . Il commovente signor Paserman potrà rialzare lo stendardo dei princìpi su cui è stata stata fondata la Cdl. Quali principi? Il peronismo mediatico di un padrone travestito da politico! L'alleanza organica con ex fascisti revanscisti che fanno rigurgitare la nostra televisione di ignobili programmi revisionisti! La comunella con un partito xenofobo e razzista! Le leggi ad personam! Quelle liberticide ed immorali come la Bossi-Fini e quella far-west per fare il tiro al bersaglio contro i nostri pellerossa extracomunitari! A questo tipo di ebreo purtroppo bastano pochi scodinzolamenti verbali di natura puramente strumentale a favore dello Stato di Israele per ottunderne il comprendonio.

Mi ricordano certe donne di piacere invecchiate precocemente cui basta mettere una mano sulle natiche per ottenere le loro grazie. Io appartengo ad un'altra categoria di ebreo, preferisco le critiche dirette - anche se talora ingiuste e non lungimiranti - con le quali mi posso misurare a viso aperto, alle moine di convenienza di chi è solo interessato ai voti o alle foto oppotunities. Personalmente per giudicare i sentimenti profondi dei politici nei confronti degli ebrei, mi dispongo a studiare i loro comportamenti con i “eticci avventizzi”di oggi, come per esempio il mio amico e collega Faisal Taher, palestinese di Jenin residente a Catania. Faisal vive in Italia da oltre vent'anni, ha studiato medicina e si è laureato qui, dal 1988 lavora legalmente e regolarmente in Italia, i suoi tre figli sono nati in Sicilia. Questi requisiti non sono considerati sufficienti, non gli è stata ancora riconosciuta la cittadinanza italiana. Ogni volta che prende un aereo o passa una frontiera per lavorare, siccome è un palestinese con passaporto giordano, viene sottoposto a controlli vessatori, sfiancanti ed interminabili che Faisal sopporta con il grande sense of humour di chi sa come vengono trattati oggi gli stranieri se hanno la pelle scura e sono extracomunitari.
Lo scorso mercoledì di fronte all'ennesimo sfibrante controllo mi ha detto: “ai Moni, quello che veramente mi preoccupa è che al compimento dei diciotto anni, mio figlio maggiore diventerà italiano e forse mi butterà fuori dall'Italia perché sono extracomunitario!” Se certi ebrei frequentassero gli ebrei «non-ebrei» di oggi, darebbero a se stessi la preziosa opportunità di ascoltare le risonanze di quell'anima profonda dell'ebraismo che hanno soffocato nel benpensantismo conformista.

Moni Ovadia – L'UNITA' – 18/02/2006


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