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Il nostro è
davvero un bizzarro paese, lo abbiamo sempre saputo. A lungo le
sue anomalie sono state al tempo stesso una risorsa e una
patologia come per esempio la difficoltà ad accettare
regole che ha avuto come contraltare, un certo estro birbone che
si è espresso nell'arte di arrangiarsi ma anche nella
fantasia e in una sorprendente inventiva imprenditoriale. Per
queste ed altre ragioni, il mondo ci ha guardati con sentimenti
contrastanti di simpatia e sfottò al confine col disprezzo
e più raramente e per brevi periodi ci ha considerati con
ammirazione. Ma da ché il Cavaliere è sceso in
campo, e soprattutto da quando, insieme alla sua armata
Brancaleone di dipendenti della sue aziende, di ex-fascisti non
proprio ex, di xenofobi separatisti, governa con nefasta
regolarità, la credibilità dell'Italia è
precipitata ai suoi minimi storici. La stampa internazionale più
autorevole e le agenzie di valutazione più accreditate, ci
hanno declassato, rispetto a molti indicatori che misurano i
tassi di democrazia e di affidabilità
economico-finanziaria, ai livelli del terzo mondo.
L'impressionante declino del sistema Italia deriva, oltre che da
ragioni antiche e da problemi congiunturali, dalla manifesta
incapacità dell'attuale governo a rispettare le regole
costitutive della nostra democrazia e, con Berlusconi, la
gaglioffa propensione ignorare le regole è diventata
norma, la trasgressione ha preso il posto della legge. Moni Ovadia L'UNITA' 21/03/2006 |
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