| BIBLIOTECA | | EDICOLA | | TEATRO | | CINEMA | | IL MUSEO | | Il BAR DI MOE | | LA CASA DELLA MUSICA | | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI LUOGHI | | ARSENALE | | L'OSTERIA | |
LA GATTERIA |
| IL PORTO DEI RAGAZZI |

altri scritti di Ovadia


Moni Ovadia

L'amico cinese

IUna persona molto vicina a Sergio Cofferati, sorseggiando una bibita ad un party estivo nel giardino di una casa milanese, mi ha detto: “che strano paese siamo, per riuscire a trovare un uomo stimabile, nel quale riconoscerci dobbiamo cercare un cinese”. Una tale affermazione suona pericolosa, può riattivare la paura del pericolo giallo. La celebre e geniale canzone di Bruno Lauzi “Arrivano i cinesi” si prepara a vivere una seconda primavera di successi. Il governo giustamente preoccupato per l'identità occidentale dei cittadini e la sicurezza del suolo nazionale sta orchestrando una dura e poderosa campagna di stampa ed opinione contro il contagio dagli occhi a mandorla. Molti italiani si domandano angosciati: quali irreversibili e devastanti trasformazioni sconvolgeranno il tranquillo corso delle loro vite? Le quattro modernizzazioni che porteranno il paese ad un regime di comunismo capitalista, con sviluppo impetuoso dell'economia e tasso di crescita del PIL oltre il 10%, ma spietatamente liberticida?

Oppure l'utopia estremista di un egualitarismo contadino con libretto rosso e campagne di rieducazione forzata di intellettuali dissidenti e borghesi impuniti? Coloro che paventano un simile scenario possono risvegliarsi dall'incubo, il nostro paese non corre simili pericoli. Il cinese di cui tanto si parla e si sparla di questi tempi è nostrano, è un cinese di Cremona e il “mandarino” delle modernizzazioni è un cittadino della laboriosa Brianza.

Noi viviamo in una democrazia, certo una democrazia sui generis, tuttavia una democrazia occidentale a tutti gli effetti. Ma allora qual'è la ragione dell'atmosfera incandescente che si è impossessata dell'agone politico. Chi è il minaccioso “cinese” che viene indicato come il responsabile di tutti i mali della città? E' un pericoloso estremista? Un veterocomunista nostalgico impenitente del tempo che fu? Un sovversivo per vocazione? No! L'uomo che oggi sta subendo la vergognosa aggressione dei manovratori è un grande dirigente sindacale che guida il più grande sindacato italiano verso il quale l'intero paese ha un debito inestinguibile. La Cgil come si è fatto rilevare da più parti è stata in prima linea nella lotta al terrorismo, è stata fra le principali artefici del risanamento pubblico sapendo con forza coniugare gli alti valori della difesa dei diritti del lavoro con le necessità dei sacrifici imposti al paese di cui le classi lavoratrici hanno portato il peso prevalente, se non esclusivo, risparmiando all'Italia il destino che oggi vive l'Argentina.

Sergio Cofferati è un riformista autentico, erede di una tradizione fulgida che passa per le straordinarie dirigenze di Lama e Trentin, ha sempre goduto della stima di tutti i suoi interlocutori e delle controparti, fino a questo triste momento. Il crollo del muro di Berlino disgraziatamente ha dato alla testa a molti esponenti della destra politica ed imprenditoriale, a torto essi ritengono che l'alluvione che ha travolto i sistemi a cosiddetto socialismo reale permetta loro di liberarsi insieme all'acqua sporca del bambino. Quel bambino si chiama diritto. Il Segretario Generale manifesta su questa questione la testardaggine di mulo tipica di chi conosce il significato profondo delle parole libertà e democrazia. L'attacco contro di lui è frontale perché il centro-destra ne teme la chiarezza, la coerenza e la fermezza. Cofferati è punto di riferimento per milioni di cittadini e lavoratori che riconoscono in lui una risorsa etica e politica fondamentale per il futuro del nostro paese. Per noi tutti “il cinese” è un amico e che amico.

Moni Ovadia – L'UNITA' – 06/07/2002


| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO | LA POESIA DEL FARO|