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Moni Ovadia

Comparazioni

Il celebre professor Ernst Nolte alcuni giorni orsono ha tenuto una lectio magistralis alla sala Zuccari presso il Senato della Repubblica Italiana, su invito del Presidente Marcello Pera. Molti autorevoli quotidiani il giorno dopo riferivano dell'indignazione e dell'imbarazzo di alcuni esponenti della maggioranza e dell'opposizione. Ho avuto modo di leggere, riportata sul quotidiano “Il Foglio”, il testo integrale della conferenza dello storico tedesco dal titolo: “La Filosofia europea e il futuro dell'Europa” e da non addetto ai lavori l'ho trovata per gran parte generica e di scarso interesse ancorché erudita e ridondante di citazioni. Ma i primi tre quarti dello scritto che sono nel merito delle intenzioni e analizzano i rapporti fra le idee e lo sviluppo dell'Europa come occidente e cristianità sono solo un prologo per assestare l'affondo, cioè il vero scopo di tanto sapere. Con un ardita operazione concettuale, il “garbato” revisionista mette in rapporto e di parentela la Germania nazista, l'Urss di Stalin e lo Stato d'Israele. Tutti e tre Stati di natura eccezionale, tutti e tre stati “ideocratici”. Il professor Nolte aveva già nel suo celebre saggio “La Guerra Civile Europea” apparentato il nazismo e comunismo e deresponsabilizzato il fenomeno Germania nazista come reazione al fatto del Bolscevismo collocando anche la questione ebraica in quella “nuova” luce. Questa volta spinge l'affondo con la comparazione Nazismo-Sionismo. Naturalmente da serio studioso qual'è lo fa con tutte le cautele dovute e con tutti i “se” del caso. Aggirando tutti gli ingombranti ostacoli come i processi storici, le specificità del contesto, le questioni istituzionali e socio-politiche, dichiara la formazione dello Stato d'Israele un'operazione colonialista europea tout court e afferma che se l'operazione di “trasfer” (eufemismo per definire la deportazione dei palestinesi dalle loro terre ad altri luoghi) sostenuta da una minoranza di estremisti fosse messa in atto, l'unica differenza fra Israele e la Germania nazista rimarrebbe (trascurabile dettaglio) l'Olocausto. Il professor Nolte ritiene insignificanti i seguenti fatti: lo stato d'Israele è stato legittimato da una risoluzione dell'Onu votata a grande maggioranza insieme agli Stati Uniti dall'Unione Sovietica di Stalin e da tutto il blocco dei paesi socialisti e con l'astensione della Gran Bretagna allora impero coloniale; quella risoluzione prevedeva anche uno Stato Palestinese pienamente sovrano, Israele ha accettato quella risoluzione. Lo stato d'Israele è a tutt'oggi una democrazia, con piena libertà di opposizione, di stampa, dove vivono un milione di palestinesi con passaporto israeliano, con diritto di voto e con rappresentanti alla Kenesset. Diverse centinaia di militari si rifiutano di prestare servizio nei territori occupati. Esistono parlamentari, intellettuali, cittadini, organi di stampa che sparano a zero sul primo ministro Ariel Sharon ogni giorno. Personalmente sono da sempre duramente critico contro la politica dell'occupazione e della colonizzazione dei territori palestinesi, da sempre sostengo che Israele non avrà un futuro giusto, libero e sicuro se non riconoscerà al popolo palestinese la pienezza dei suoi diritti e della sua dignità. Giudico la politica di repressione dell'attuale governo israeliano contro i civili palestinesi immorale, la considero terreno di incubazione di ulteriore e più profondo odio reciproco. Ma ritengo che tirare in ballo Auschwitz e la Germania nazista sia non solo capzioso, vile e stupido, ma anche di effetto devastante sulle prospettive di pace fra i due popoli. La sparata revisionista del professor Nolte astutamente spolverata di un antiamericanismo reazionario progressista (l'ossimoro è voluto) esce dal logoro armamentario di un vecchio nazista “per bene” travestito da elegante conservatore europeo. Ferisce sapere che certe argomentazioni balorde e stantie sono sposate anche da certa sinistra. Ma come mai su certe argomentazioni del genere: la guerra di George W. Bush è la guerra degli ebrei, gli ultra sinistri e gli ultra destri come Pat Buchanan o Newt Gingrich sono su posizioni simili? Non sarà il vecchio caro antisemitismo sempre di moda? Evidentemente noi ebrei siamo gente permalosa, ma è bene ricordare che in fondo l'antisemitismo è solo un problema degli antisemiti.

Moni Ovadia – l'UNITA' – 10/05/2003


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