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Giustizia capovolta

A pensarci bene piazza Fontana non poteva che finire così. Gli imputati tutti assolti che fanno festa e le parti civili, cioè la vittime, condannate a pagare le spese processuali. Del resto, quei 17 morti e quegli 84 feriti non si meritavano clemenza alcuna. Insomma, c’è un limite a tutto. Per 35 anni loro e i loro insistenti familiari hanno costretto la giustizia italiana a occuparsi di una strage, pur sapendo benissimo che in Italia le stragi sono impunite per definizione (del resto, già trovare un colpevole per un singolo morto, vedi Calipari, è impossibile, figuriamoci quando i morti sono venti o trenta). Hanno preteso, queste fastidiose vittime, che fossero istruiti ben 11(undici) inutili processi, con un dispendio di denaro pubblico che adesso devono giustamente risarcire allo Stato. Devono pagare salato perché con questo loro assurdo incaponirsi hanno permesso che fosse innalzato a imperitura memoria il più grandioso laboratorio d’impunità giudiziaria mai concepito in democrazia (Nando Dalla Chiesa). Perché chiedendo giustizia hanno umiliato la giustizia costringendola ad ammettere pubblicamente che tra una vittima e un imputato in grado di resistere dietro una munita barricata di ricorsi, avocazioni e annullamenti, alla lunga la vittima perde sempre. Perché indicando i neofascisti, con tanto di robuste prove raccolte dai pubblici ministeri, hanno fatto sì che alla fine i soci di quella lugubre organizzazione chiamata Ordine Nuovo potessero proclamare il loro immacolato agire contro ogni evidenza storica. Sì, è giusto che paghino sempre e comunque le vittime se esse non si rassegnano a subire, se non si decidono una volta per tutte a scomparire, a farsi dimenticare. Chiedendo scusa, magari, per il disturbo che hanno arrecato alla collettività. Per il brutto spettacolo di cui sono stati protagonisti quel 12 dicembre 1969, saltando per aria, esplodendo in mille pezzi. Facendosi trovare nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, nel Paese sbagliato.


Antonio Padellaro – L'UNITA' – 04/05/2005


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