| BIBLIOTECA | | EDICOLA | | TEATRO | | CINEMA | | IL MUSEO | | Il BAR DI MOE | | LA CASA DELLA MUSICA | | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI LUOGHI | |
ARSENALE |
| L'OSTERIA | | LA GATTERIA | | IL PORTO DEI RAGAZZI |

L'Unità
Piero Sansonetti
30.01.2002

Forum Sociale Mondiale, il movimento lancia le sue sfide:
«Portiamo la pace a Gerusalemme»


Porto Alegre - Il movimento no-global apre il suo gigantesco raduno a Porto Alegre con una "spallata": entra con tutta la sua forza nell'arena della grande politica internazionale. Ospite non invitato, forse non troppo gradito. Cioè compie un passo molto importante, che finora non aveva compiuto. Decide un proprio mutamento, che possiamo spiegare così: da grande forza giovanile - combattiva, intelligente, ma ai margini della battaglia politica generale che scuote il pianeta - si candida a diventare una delle forze fondamentali in campo. Una forza "generale". Uno dei poli della battaglia che investe i popoli, gli Stati, le dottrine politiche. Vuole contare, vuole sedersi al tavolo dei grandi, vuole disfare i giochi. E lo fa con tre gesti. Il primo è quello di assumere come temi fondamentali del meeting di Porto Alegre la questione Argentina e la questione Mediorientale, cioè le due grandi questioni di attualità nella politica internazionale.
Il secondo - davvero clamoroso - è quello di indire un forum mondiale straordinario (cioè un seguito di Porto Alegre) nella città di Gerusalemme. Il che significa portare migliaia e migliaia di giovani, pacifisti, nel cuore e nel fuoco della guerra tra palestinesi e israeliani. Con l'obiettivo di cambiare i termini e i punti di riferimento di quel conflitto. E di avviare una specie di iniziativa diplomatica di massa, che colmi il vuoto dell'iniziativa diplomatica dei governi.
Il terzo gesto è rivolto a se stesso, è un gesto di «identità»: quello di fissare alcune linee generali che rappresentano i confini del movimento. Invalicabili. Dentro questi confini si sviluppa il pluralismo, che è connaturato a un movimento costruito sulla varietà delle migliaia di movimenti che lo compongono. Ma fuori di questi confini non si esce. Chi sta fuori può essere un interlocutore importante, un amico, ci si può dialogare, ma è altra cosa dal movimento.
Quali sono queste linee di confine? Due sole: opposizione al liberismo e opposizione alla guerra. Che poi alcuni dicono sia un'unica linea, perché considerano liberismo e guerra due espressioni della stessa idea politico-sociale. Ieri Vittorio Agnoletto, che è il leader della delegazione italiana al social forum, ha riferito sulle discussioni e sulle decisioni prese nelle ultime 48 ore dal Consiglio internazionale (tra cui quelle che abbiamo appena detto). Il Consiglio è un organismo di circa ottanta persone, le quali rappresentano tutti i movimenti sociali che partecipano al Forum, e costituisce il centro di organizzazione e di decisione politica. Una specie di «Comitato centrale», per usare il vecchio gergo dei socialisti e dei comunisti. Nel Consiglio sono rappresentate tutte le nazioni e tutte le correnti di pensiero. I più forti sono i brasiliani, i francesi e gli italiani, sul piano nazionale, mentre sul piano delle organizzazioni hanno un grande peso Attac e la Caritas. La componente cristiana resta fortissima, sia come partecipazione di massa sia come elaborazione di idee.
Agnoletto ha spiegato che al Forum partecipano circa 14 mila delegati, e poi ci sono migliaia e migliaia di invitati e osservatori, ma tra i delegati e gli altri c'è una distinzione. Gli uomini politici, cioè i rappresentati dei partiti - ha detto Agnoletto - sono qui come osservatori, non fanno parte del Forum. Ci fa piacere che ci siano, ma la discussione del Forum è nostra e resta nostra: non è aperta a loro.
Agnoletto ha citato i molti rappresentati della sinistra italiana e francese, i sei ministri del governo francese presenti a Porto Alegre e il primo ministro belga (non ci sono altri uomini di governo, anche perché i partiti della sinistra tedesca e inglese non sono a Porto Alegre, e tutti gli altri partiti, spagnoli, italiani, portoghesi, brasiliani, sono all'opposizione nei loro paesi). Agnoletto ha detto: «benvenuti a tutti, ma restano distinti i ruoli». E ha detto che il forum mondiale delle autorità locali, che si è svolto in questi giorni a Porto Alegre, su invito del sindaco, non ha niente a che fare col Forum sociale, però è un fatto importante per due motivi.
Il primo è che diventa evidente come ormai per schierarsi fuori dalla «scuderia liberista dei banchieri e dei finanzieri» si debba venire dai no-global. O New York (dove inizia il convegno economico che fino all'anno scorso si teneva a Davos, una specie di summit del capitalismo occidentale) o a Porto Alegre.
Il secondo motivo è che molti uomini politici della sinistra che ancora qualche mese non avevano mai pronunciato la formula «contro-il-liberismo», ora iniziano a farlo. Quel che conta - ha detto Agnoletto - è che ripetano queste formule anche in patria, e non le considerino una licenza da viaggio all'estero. Agnoletto ha polemizzato con Veltroni sulla sua proposta di aprire il G8 ad Africa e America Latina («Il G8 va abolito e basta»), ma poi ha accolto le aperture del sindaco di Roma e gli ha lanciato una sfida: realizzi a Roma il bilancio partecipativo, cioè la nuova forma di democrazia diretta inventata dai brasiliani e che è stata l'argomento principale del Forum delle autorità locali. Agnoletto poi ha illustrato il prossimo programma del forum. Tema dell'anno sarà la Fao, e cioè la fame nel mondo. Appuntamento a Roma in giugno, non contro la Fao («che a differenza del G8 è un organismo legittimo») ma contro la sua politica, seguendo la quale occorrerebbero 60 anni per dimezzare il numero (un miliardo) delle persone che rischiano la morte per fame. Poi forum continentali o regionali fino al nuovo forum mondiale, che si terrà anche nel 2003 a Porto Alegre.
Ieri sera, mentre i no-global si preparavano alla grande giornata di apertura - che sarà oggi, con un corteo in città - all'Hotel Plaza si è concluso il forum delle autorità locali. Il momento più importante della giornata è stato il discorso tenuto dall'ospite d'onore, e cioè dal giudice Garzon, il «capo di mani-pulite in Spagna», che è diventato un po' il simbolo, nel mondo, della lotta tra giudici e potere politico. Garzon diventò famoso qualche anno fa con il mandato di cattura contro il dittatore cileno Augusto Pinochet, e poi con varie inchieste su Telecinco e Berlusconi. Anche ieri Garzon ha polemizzato con Berlusconi e ha preso un grande applauso dalla sala. Garzon ha detto che oggi c'è una «triade» che minaccia la democrazia, cioè l'attacca e la corrode come un cancro: la corruzione politica, la malavita organizzata e la liberalizzazione finanziaria, che è un portato della globalizzazione e rende impossibile la trasparenza dell'economia e dei suoi intrecci con la politica. Garzon sostiene che per uccidere questo cancro la medicina è quella di Montesquieu, e cioè la separazione dei poteri. Garzon ha aggiornato Montesquieu (che parlava di potere legislativo, esecutivo e giudiziario): ha unificato legislativo ed esecutivo nel potere politico, e ha aggiunto il nuovo potere forte, e cioè il potere economico. Per avere la separazione dei poteri - ha detto - occorre l'indipendenza di ogni potere, mentre oggi non c'è indipendenza della magistratura. La magistratura è sottoposta all'attacco, al ricatto, talvolta alla subalternità verso il potere politico, che a sua volta è subalterno verso il potere economico.
Infine una nota - diciamo così - di colore: nelle vie di Porto Alegre, tra i ragazzi no-global, ieri rimbalzava una voce che ha portato una polemichetta (magari un po' qualunquista ma non del tutto insignificante): dicono che Jose Bove sia arrivato in Brasile viaggiando in business class, mangiando aragosta e bevendo Johnny Walker etichetta nera. Se è vero, questo non toglie nulla alla sua sacrosanta battaglia politica contro le multinazionali. Solo lo rende un pochino meno simpatico.


| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO | LA POESIA DEL FARO|