|
BIBLIOTECA
| |
EDICOLA | |
TEATRO | | CINEMA
| | IL
MUSEO | | Il
BAR DI MOE | | LA
CASA DELLA MUSICA |
| LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
| LA
STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI
LUOGHI | | ARSENALE
| |
L'OSTERIA | | LA
GATTERIA | |
IL PORTO DEI RAGAZZI |
|
L'Unità |
||
|
Social Forum. Un enorme corteo, come a Genova ma senza la polizia |
||
Il Forum sociale si è aperto
l'altra sera con una immensa manifestazione per le strade di Porto
Alegre. Un corteo lungo due o tre chilometri, molto giocoso,
poliglotta e battagliero. Cerano circa centocinquantamila
persone. Quasi come a Genova quel sabato 21 luglio di sei mesi fa.
Guardandole sfilare viene in mente un pensiero: a Genova poteva anche
finire così, in allegria, con le canzoni e le danze, come qui
a Porto Alegre, invece finì col massacro poliziesco. Ironia
della storia: una volta per dire «terrore poliziesco» si
diceva «sudamericano, ora siamo in Sudamerica e la polizia
quasi non si vede, e se uno pensa alla ferocia della polizia pensa
all'Italia. Il corteo è aperto dai brasiliani. In prima fila
c'è il sindaco di Porto Alegre, Tarso Genro, e c'è l'ex
presidente del Portogallo Soares. Il corteo è formato in
grande maggioranza dai brasiliani. Poi, in ordine di quantità
vengono gli argentini, gli italiani e i francesi. I latino-americani
comunque sono moltissimi. Pochi gli statunitensi, pochi i tedeschi e
gli inglesi. Questo è un movimento radicato soprattutto nei
paesi del Sud del mondo e nei paesi latini.
La delegazione
italiana è molto folta e si è collocato più o
meno a metà corteo. Grida poco e canta molto. Canta Bandiera
Rossa e l'Internazionale, e Bella Ciao, ma soprattutto canta le
canzoni degli anni sessanta e le canzoni napoletane. Ha un grande
successo con Volare, con Sapore di Sale e con O Sole mio. Cantano
anche Bertinotti e Cesare Salvi, ma non sono intonatissimi. Il corteo
si è concluso nella spianata di un immenso parco, sulle rive
della laguna. Il parco si chiama l'anfiteatro, ed è un
gigantesco prato senza alberi, grande quattro o cinque volte piazza
del Popolo. C'è un palco, e dal palco si dirige la festa che
va avanti fino a notte fonda.
Ieri il Forum è entrato nel
vivo aprendo tutte le sue sessioni di lavoro. Si tratta di 27
conferenze cosiddette «plenarie», che però
plenarie non sono perché si svolgono, in contemporanea, sette
alla volta. Poi ci sono i seminari, i gruppi di lavoro, e le
testimonianze di alcuni intellettuali singoli. È molto
difficile descrivere in una pagina di giornale la ampiezza di queste
discussioni, la loro serietà, il grado di approfondimento.
L'ampiezza è presto detta: diciamo che più o meno
stiamo parlando di un assemblea - o potremmo dire convegno, meeting,
riunione - di circa 35 mila persone. I delegati registrati sono 15
mila e ciascuno di loro per registrarsi e ottenere il distintivo ha
pagato 25 dollari. Soldi che servono a finanziare questo forum. Poi
ci sono gli osservatori. Ieri, nella varie riunioni -tra le 150 e le
200: nessuno è in grado di contarle precisamente - hanno preso
la parole circa 1000 persone. Se pensate che in una Convention del
partito democratico americano (cioè del più grande
partito di massa occidentale) prendono la parola nelle sedute
pubbliche non più di una cinquantina di persone (per arrivare
a mille interventi ci vogliono 20 Convention, cioè bisogna
ripartire da quella che designò per la prima volta Roosevelt
alla presidenza, nel 1932...) capite che le dimensioni di questo
forum sono una novità assoluta nella politica di tutti i
tempi. Le riunioni sono tutte tenute attorno a relazioni preparate e
discusse da molto tempo. Non c'è niente di improvvisato. In
tutte le riunioni intervengono prestigiosissimi professori
universitari e persino un bel gruppetto di premi Nobel. Da questo
punto di vista sicuramente il forum brasiliano tiene bene il
confronto con quello finanziario di New York (ex Davos) che si sta
svolgendo in queste stesse ore. La sfida al convegno di New York non
è l'aspetto essenziale della sei giorni di Porto Alegre, però
esiste. Tra l'altro ieri i no-global hanno deciso un attacco virtuale
e di massa contro i newyorkesi, e cioè hanno preso di mira e
mandato in tilt il sito internet del «World economic».
Gli organizzatori dell'assalto erano molto contenti e hanno fatto
sapere che all'impresa hanno partecipato un esercito di ottantamila
pirati telematici.
Le varie conferenze si tengono quasi tutte
nelle gigantesche aule dell'Università pontificia di Porto
Alegre (il «Puc»), ciascuna delle quali ha tremila posti
a sedere. Le altre sedi del Forum sono sparse nella città (in
una caserma, in alcuni grandi alberghi, nel campeggio dei giovani).
I
giovani sono la parte decisiva di questo Forum, sono la maggioranza,
ma non una maggioranza schiacciante: la presenza di quarantenni,
cinquantenni e anche di persone anziane è fortissima.
L'organizzazione è buona, ciò nonostante ieri in alcune
aule non si poteva entrare perché le persone che volevano
partecipare era di gran lunga superiore alla capienza delle sale. La
Conferenza che ha attratto di più è stata quella sul
commercio mondiale, che è un po' il cuore di tutta la
discussione, che è stata coordinata da Bernard Cassen, che è
uno dei francesi fondatori di Attac ed è uno dei leader più
noti del movimento, e vi ha partecipato, tra gli altri, Martin Khor,
un malese che insegna a Cambridge ed è considerato la mente
economica dei no-global.
![]()
|
MOTORI
DI RICERCA | UFFICIO
INFORMAZIONI | LA
POSTA | CHAT
| SMS
gratis | LINK
TO LINK!
|
LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing
List | Forum | Newsletter | Il
libro degli ospiti | ARCHIVIO
| LA
POESIA DEL FARO|