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L'Unità
Piero Sansonetti
01.02.2002

Social Forum. Un enorme corteo, come a Genova ma senza la polizia

Il Forum sociale si è aperto l'altra sera con una immensa manifestazione per le strade di Porto Alegre. Un corteo lungo due o tre chilometri, molto giocoso, poliglotta e battagliero. C’erano circa centocinquantamila persone. Quasi come a Genova quel sabato 21 luglio di sei mesi fa. Guardandole sfilare viene in mente un pensiero: a Genova poteva anche finire così, in allegria, con le canzoni e le danze, come qui a Porto Alegre, invece finì col massacro poliziesco. Ironia della storia: una volta per dire «terrore poliziesco» si diceva «sudamericano, ora siamo in Sudamerica e la polizia quasi non si vede, e se uno pensa alla ferocia della polizia pensa all'Italia. Il corteo è aperto dai brasiliani. In prima fila c'è il sindaco di Porto Alegre, Tarso Genro, e c'è l'ex presidente del Portogallo Soares. Il corteo è formato in grande maggioranza dai brasiliani. Poi, in ordine di quantità vengono gli argentini, gli italiani e i francesi. I latino-americani comunque sono moltissimi. Pochi gli statunitensi, pochi i tedeschi e gli inglesi. Questo è un movimento radicato soprattutto nei paesi del Sud del mondo e nei paesi latini.
La delegazione italiana è molto folta e si è collocato più o meno a metà corteo. Grida poco e canta molto. Canta Bandiera Rossa e l'Internazionale, e Bella Ciao, ma soprattutto canta le canzoni degli anni sessanta e le canzoni napoletane. Ha un grande successo con Volare, con Sapore di Sale e con O Sole mio. Cantano anche Bertinotti e Cesare Salvi, ma non sono intonatissimi. Il corteo si è concluso nella spianata di un immenso parco, sulle rive della laguna. Il parco si chiama l'anfiteatro, ed è un gigantesco prato senza alberi, grande quattro o cinque volte piazza del Popolo. C'è un palco, e dal palco si dirige la festa che va avanti fino a notte fonda.
Ieri il Forum è entrato nel vivo aprendo tutte le sue sessioni di lavoro. Si tratta di 27 conferenze cosiddette «plenarie», che però plenarie non sono perché si svolgono, in contemporanea, sette alla volta. Poi ci sono i seminari, i gruppi di lavoro, e le testimonianze di alcuni intellettuali singoli. È molto difficile descrivere in una pagina di giornale la ampiezza di queste discussioni, la loro serietà, il grado di approfondimento. L'ampiezza è presto detta: diciamo che più o meno stiamo parlando di un assemblea - o potremmo dire convegno, meeting, riunione - di circa 35 mila persone. I delegati registrati sono 15 mila e ciascuno di loro per registrarsi e ottenere il distintivo ha pagato 25 dollari. Soldi che servono a finanziare questo forum. Poi ci sono gli osservatori. Ieri, nella varie riunioni -tra le 150 e le 200: nessuno è in grado di contarle precisamente - hanno preso la parole circa 1000 persone. Se pensate che in una Convention del partito democratico americano (cioè del più grande partito di massa occidentale) prendono la parola nelle sedute pubbliche non più di una cinquantina di persone (per arrivare a mille interventi ci vogliono 20 Convention, cioè bisogna ripartire da quella che designò per la prima volta Roosevelt alla presidenza, nel 1932...) capite che le dimensioni di questo forum sono una novità assoluta nella politica di tutti i tempi. Le riunioni sono tutte tenute attorno a relazioni preparate e discusse da molto tempo. Non c'è niente di improvvisato. In tutte le riunioni intervengono prestigiosissimi professori universitari e persino un bel gruppetto di premi Nobel. Da questo punto di vista sicuramente il forum brasiliano tiene bene il confronto con quello finanziario di New York (ex Davos) che si sta svolgendo in queste stesse ore. La sfida al convegno di New York non è l'aspetto essenziale della sei giorni di Porto Alegre, però esiste. Tra l'altro ieri i no-global hanno deciso un attacco virtuale e di massa contro i newyorkesi, e cioè hanno preso di mira e mandato in tilt il sito internet del «World economic». Gli organizzatori dell'assalto erano molto contenti e hanno fatto sapere che all'impresa hanno partecipato un esercito di ottantamila pirati telematici.
Le varie conferenze si tengono quasi tutte nelle gigantesche aule dell'Università pontificia di Porto Alegre (il «Puc»), ciascuna delle quali ha tremila posti a sedere. Le altre sedi del Forum sono sparse nella città (in una caserma, in alcuni grandi alberghi, nel campeggio dei giovani).
I giovani sono la parte decisiva di questo Forum, sono la maggioranza, ma non una maggioranza schiacciante: la presenza di quarantenni, cinquantenni e anche di persone anziane è fortissima. L'organizzazione è buona, ciò nonostante ieri in alcune aule non si poteva entrare perché le persone che volevano partecipare era di gran lunga superiore alla capienza delle sale. La Conferenza che ha attratto di più è stata quella sul commercio mondiale, che è un po' il cuore di tutta la discussione, che è stata coordinata da Bernard Cassen, che è uno dei francesi fondatori di Attac ed è uno dei leader più noti del movimento, e vi ha partecipato, tra gli altri, Martin Khor, un malese che insegna a Cambridge ed è considerato la mente economica dei no-global.


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