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Lidia Ravera

Chi balla intorno al pentolone

No, signor Guzzanti (padre), non stiamo ballando attorno al pentolone dove bolle il nemico, nella nostra tribale allegria di manigoldi di sinistra, come Lei ha scritto sul “Giornale”. La vicenda Imi Sir, che si è conclusa con una condanna ad undici anni di reclusione per l'avvocato di fiducia del capo del governo di questo Paese, ci avvilisce e ci umilia, non ci mette affatto di buon umore.

Non ci fa piacere che la classe dirigente politica di Questo Paese sia composta da professionisti dalla carriera non proprio cristallina.

Ci snerva la tiritera del perseguitato. Ci disgusta profondamente che mai nessuno, fra i potenti, ammetta di aver sbagliato. Di essersi comportato in modo disonesto. Di avere, come si dice fra i comuni mortali, “pisciato fuori dal vaso”.

La maggior parte di noi (società civile? Ceti medi riflessivi? Gente per bene?) non ha alcuna attitudine alla retorica forcaiola, non si ritiene soddisfatta dalle punizioni. La maggior parte di noi vorrebbe che non fosse prassi comune comprare i giudici, ungere le ruote, rifilare mazzette, corrompere o ricattare con lo scambio di favori.

La maggior parte di noi vorrebbe che un deputato del Parlamento di questo paese non dicesse, con tono leggero e autoassolutorio, ricusando l'accusa di corruzione: “al massimo ho evaso il fisco”, come se evadere il fisco fosse morale, normale, consentito e chi paga con regolarità le tasse, (da una vita e su redditi largamente inferiori) fosse un deficiente poco consono ai tempi moderni.

La maggior parte di noi, non ne può più delle scemenze sulle Toghe Rosse, di questa Politica tirata in ballo quando fa comodo, una volta per delegittimare un magistrato, una volta per salvare il di dietro a un deputato. La maggior parte di noi, più che eccitata dal clangore sinistro delle catene che attendono i polsi del perseguitato Previti, è stanca.

Sfiduciata. Un tantino in imbarazzo di fronte all'Europa, cui non è sempre semplice spiegare che noi facciamo parte dell'altra Italia (i biechi ex comunisti? I deficienti che pagano le tasse?). E preoccupata. Sì, la maggior parte di noi, è preoccupata.

Del degrado morale, della piccineria degli argomenti, dello squallore dilagante. Della difficoltà di educare i propri figli, in questo clima. Dove ogni contestazione è una calunnia, ogni manifestazione di dissenso un atto di connivenza filoterrorista.

Ove si possono inventare leggi per gabbare la giustizia e quando la trappola non funziona, invece di star zitti e vergognarsi si alza ancora la voce.

Lidia Ravera – L'UNITA' – 01/05/2003

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