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Lidia Ravera

Il silenzio e la Vergogna

Grazie a tutti quelli che hanno mentito sulle micidiali quanto inesistenti armi nucleari possedute da Saddam Hussein al fine di giustificare l'invasione armata di un paese poco democratico, poco simpatico, ma non per questo privo di diritti. Grazie a tutti quelli che hanno insabbiato, messo a tacere, deviato e mistificato, le informazioni degli ispettori dell'Onu. Grazie a tutti quelli che, a guerra finita, hanno continuato a fingere che le truppe americane restassero sul territorio del paese invaso e battuto, per garantirne una rapida ricostruzione. Grazie a chi, pur avendo votato contro le guerra, ha finto di credere che mandare i nostri carabinieri e i nostri soldati, oggi, a collaborare con le truppe anglo-americane fosse una semplice operazione postbellica di stampo umanitario e non la ratifica di una guerra ingiusta.

Grazie a chi ha finto di credere che la presenza dell'Onu cambiasse di segno, magicamente, a tutta quanta l'operazione. Ma soprattutto grazie a chi ha deciso di spalleggiare la politica estera di George W. Bush, la sua scelta di difendere con l'esercito, mediante guerre di “prevenzione del dissenso”, il monopolio neoliberista del mercato mondiale, affamando e invadendo, sottomettendo e governando a mezzo fantocci, omologando alla propria ogni cultura o religione, credenza o stile di vita.

Grazie a chi ha deciso di partecipare alla guerra in Iraq e poi anche alla “bellicosa pace”, contro la volontà della maggior parte degli italiani, laici e cattolici, di sinistra e di centro e talvolta anche di destra, contro la volontà di chi non crede che la guerra sia la prosecuzione della politica con altri mezzi, di chi crede che la guerra sia la sconfitta della politica. Grazie a chi se ne è fregato di manifestazioni di piazza, petizioni, dibattiti e sfilate, grazie a chi ha fatto finta di non vedere. Grazie a chi ha negato l'informazione sperando che non si notasse quanta gente, diversa per età e appartenenza e collocazione sociale, è scesa in piazza contro Bush, contro la guerra, contro l'ipotesi di mandare i nostri soldati a morire per una causa sbagliata.

Grazie Bush, grazie di essere così testardamente deciso a restare in Iraq, nonostante una situazione che, di giorno in giorno, si fa più violenta, più insostenibile. Grazie a Berlusconi e ai suoi complici. Grazie alla retorica del “Non ci faremo intimidire”, grazie alle mitologie falliche che giocano con la vita (per lo più altrui) al solo nobile scopo di stabilire e stabilizzare il proprio dominio.

Grazie, e una preghiera: per favore, restate in silenzio. Almeno di fronte all'inutile sacrificio di questi ragazzi innocenti.

Lidia Ravera – L'UNITA'- 13/11/2003

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