| BIBLIOTECA | EDICOLA |TEATRO | CINEMA | IL MUSEO | Il BAR DI MOE | LA CASA DELLA MUSICA | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | NOSTRI LUOGHI | ARSENALE | L'OSTERIA | IL PORTO DEI RAGAZZI | LA GATTERIA |

EDICOLA

Cile, la verità sul passato per costruire il futuro

“Io sapevo solo che avevo aperto una porta verso un mondo tenebroso, che il quel mondo c'era stato mio padre fino a morirne, che poterlo scrutare mi permetteva in qualche modo di accompagnarlo e mi dava la prima chiave, per un giorno, rendergli giustizia”. Sono parole tratte dal libro di Patricia Verdugo Calle Bucarest 187. Santiago del Cile (pp. 327, euro 15.00). La giornalista cilena ha presentato in questi giorni l'edizione italiana, edita da Baldini Castoldi Dalai, del suo libro. Si tratta di un lavoro segnato da una forte impronta personale, dove la drammatica vicenda familiare diviene quella di un intero popolo. L'inchiesta dei precedenti libri ha lasciato il posto al racconto, all'autobiografia. La morte del padre, il sindacalista Sergio Verdugo, per mano dei sicari di Pinochet, rappresenta l'occasione per parlare del passato ma soprattutto del presente, ora che in Cile la situazione è radicalmente mutata, ma dove la memoria è ancora un atto rivoluzionario. Così ci troviamo a domandare ma soprattutto ad ascoltare. La Verdugo ci parla di un paese dove si fa un largo uso di pastiglie per dormire, dove la malattia mentale ha picchi elevatissimi. Questo è il prezzo di una transizione difficilissima. Mantenere un grado di amabilità, di razionalità, rappresenta allora un atto di resistenza vera e propria. Bisogna tornare ad essere degli esseri umani.

Signora Verdugo, parliamo del libro "Calle Bucarest 187": perché una giornalista abituata ad usare gli strumenti dell'inchiesta, questa volta fa sua la forma dell'autobiografia?

Perché questo è uno scritto personale, è stata la necessità di scrivere per i miei figli e chiedere scusa per tutto il tempo che non ho dedicato a loro. Io non gli raccontavo cosa facevo durante il giorno, del mio lavoro, delle mie inchieste sulla morte di mio padre. Questo libro è stato il tentativo di chiedere perdono. Sicuramente, come mi diceva il mio editore, questo tipo di lavoro servirà anche ad altre persone che hanno avuto storie simili alla mia, penso che il libro aiuti a non sentirsi soli, parlo di quelle famiglie che durante la dittatura hanno subito profonde lacerazioni avendo al proprio interno i padri contro i figli o viceversa. Inoltre l'uso della forma autobiografica rompe gli schemi usati dai giornalisti abituati a ricercare il distacco, l'obiettività.

Dire la verità, ricordare, è un atto sovversivo. E' ancora così in Cile?

E' ancora vigente la legge di amnistia che aiutò Pinochet, una legge che ci obbliga a perdonare, a dimenticare. Ma questo non è possibile perché il perdono deve essere un atto volontario. Cristianamente potrei perdonare anche gli assassini di mio padre, ma la giustizia è un'altra cosa. Non esiste nessun paese civile che fonda la propria storia sul "non ricordare", sull'ingiustizia perpetrata ai danni di un intero popolo. A livello istituzionale il Presidente Lagos ha un unico grande lavoro di fronte a sé, non conta se agirà bene in campo economico o altro, egli deve far in modo che il paese sconfigga la paura. Tutto passa attraverso alcuni atti simbolici e concreti nello stesso tempo. Nel 2001 è stata posta una statua di Salvador Allende di fronte al palazzo della Moneda, un fatto che potrebbe sembrare innocuo, ma se confrontato ai quattordici anni di transizione dalla fine della dittatura, durante i quali non si poteva ancora pubblicamente parlare della repressione del legittimo presidente cileno, acquista un significato fondamentale

Si può pensare che il più grande castigo per Pinochet sia mettere allo scoperto il suo sistema corrotto, il ladrocinio sistematico nei confronti della "cosa pubblica"?

Ci sono molti molti modi di fare ottenere giustizia. La famiglia di Pinochet è totalmente corrotta, il fatto che i suoi figli siano incriminati per reati finanziari rappresenta un castigo. Ma il diritto è un'altra cosa e non averlo visto ancora condannato dimostra che egli conserva ancora potere sufficiente a sfuggire ad una giusta punizione. Pinochet, infatti, rappresenta sempre il braccio armato di Washington, gode dell'appoggio dei ricchi del Cile, gli stessi che lo finanziarono nel 1973.

A quale potere dello Stato rispondono le Forze Armate cilene?

Si sta approvando una legge che permette al Presidente della Repubblica di cambiare il capo delle Forze Armate. Sicuramente l'esercito e il Consiglio di Sicurezza non esercitano nella stessa misura il potere che avevano nella Costituzione di Pinochet, ma il cambiamento deve essere reale e non soltanto legale. Bisogna che le Forze Armate diventino espressione democratica dello Stato e di tutto il popolo, invece oggi rappresentano ancora la destra cilena e rispondono tuttora al Pentagono. Basti solo pensare che qualche anno fa un colonnello della Polizia segreta, la DINA, non resse alla pressione dell'inchiesta nei suoi confronti e si gettò nel vuoto dalla sua abitazione. Il generale Cheyre, comandante in capo delle forze armate, tornò precipitosamente dalle vacanze, indossò l'uniforme ufficiale e circondato dalla stampa si precipitò a rendere omaggio al militare suicida. Il messaggio era chiaro: solidarietà con i carnefici e non con le vittime.

In che mani si trova la stampa cilena oggi? Esistono delle esperienze indipendenti significative?

In Cile tutta la stampa è di proprietà della destra, non esiste un'effettiva informazione libera. Nell'ultimo rapporto di Human Rights Watch il Cile è al penultimo posto per quanto concerne la libertà di stampa. I periodici indipendenti sono marginali, il Partito Comunista ha una rivista che esce una volta al mese. Lo stesso centro-sinistra sconta un grandissimo ritardo su questo versante, sembra quasi che non riconosca il potere dei mezzi di comunicazione e oggi qualsiasi battaglia è perduta se non si possiede almeno un canale televisivo o un periodico. I socialisti e i democristiani sembrano degli irresponsabili a confronto della destra.

Che spiegazione dai di tutto ciò?

In Cile 16 gruppi economici controllano l'economia del paese, diciamo che sono padroni di tutto e quindi decidono anche a chi deve andare la maggior quota di pubblicità, in pratica determinano la vita o la morte di un mezzo di comunicazione. La destra cilena, anche quella economica, è fortemente ideologizzata, è fascista, quindi la possibilità di sopravvivere per pubblicazioni di sinistra è pressoché nulla. Anche per quanto riguarda il canale televisivo pubblico metà della direzione appartiene ad ambienti di destra, così come è avvenuto per un giornale del governo come La Nacion che ha cambiato il suo regolamento interno in seguito ad un'inchiesta di un anno e mezzo fa. I giornalisti di questo periodico dimostrarono che il comandante della Forza Aerea aveva falsificato dei dati importanti relativi al tavolo sui diritti umani, inoltre aveva nominato come suo rappresentante un altro militare riconosciuto in seguito come criminale. L'inchiesta provocò la fine degli alti graduati ma di li a poco esponenti della destra fecero ingresso nella direzione editoriale del giornale.

Ma se questa è la situazione cosa succederà secondo te alle prossime elezioni?

Non è in discussione se vincerà il gruppo della Concertazione (socialisti e democristiani), ma il vero tema è quello che riguarda quante donne accederanno a posti di potere istituzionale. Attualmente a capo del Ministero della Difesa si trova la figlia di un generale torturato dal regime, è un altro segno di come si sta combattendo la paura. Si tratta di un punto fondamentale in quanto le donne sono il reale motore di cambiamento. Esse stanno spezzando il maschilismo che è parte integrante della cultura della destra ma anche della sinistra cilena. Il piano dei diritti civili sarà il prossimo campo di battaglia e di progresso.

Alessandro Fioroni  - LIBERAZIONE – 06/02/2005 

Altro articolo

| UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO | MOTORI DI RICERCA |