| BIBLIOTECA | EDICOLA |TEATRO | CINEMA | IL MUSEO | Il BAR DI MOE | LA CASA DELLA MUSICA | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | NOSTRI LUOGHI | ARSENALE | L'OSTERIA | IL PORTO DEI RAGAZZI | LA GATTERIA |

CINEMA

Trevico- Roma

Tu c'avrai pure l'orecchino ar naso, le perline in testa, le penne ar culo pe' fatte notà, ma io guarda che c'ho dietro – si gira mostrando la distesa monumentale dei Fori – e datte 'na regolata”. Benvenuti tra la Gente di Roma, il nuovo graffiante film di Ettore Scola, nelle nostre sale dal prossimo 31 ottobre, distribuito dall'Istituto Luce, e in anteprima all'Auditorium capitolino martedì 28 ottobre.

Un block-notes cinamatografico sulla Capitale – dedicato ad un romano doc come Alberto Sordi – il cui regista rimette insieme tutto il suo cinema per sfornare un ritratto per niente buonista e decisamente politico della Roma di inizio millennio. A bordo di un autobus che attraversa la città, dalle periferie tentacolari ai quartieri bene, fin dentro il Campidoglio, incontriamo operai che hanno perso il lavoro, ma che tutte le mattine continuano a svegliarsi all'alba ed escono di casa fingendo di raggiungere la fabbrica per paura di dare la “brutta notizia” alla famiglia. Donne delle pulizie, magari di qualche agenzia interinale, anch'esse costrette a partire dalle loro periferie per arrivare nel ventre dell'alba. E ancora la manifestazione di San Giovanni con Nanni Moretti e Vittorio Foa, ma anche una storica sezione Ds in cui tutti i militanti si riuniscono per vedere una partita di Champions League. Poi tanti anziani soli, dimenticati nelle case famiglia. Oppure malati di Alzhaimer, come quello interpretato da uno straordinario Arnoldo Foà colto al momento “dell'ultima cena” al ristorante, insieme al figlio che ha deciso di “sbatterlo” in un istituto. La sua rabbia, la sua cattiveria investe tutti e tutto: il cameriere, il figlio, la cliente anziana anche lei e non rassegnata, che sfoggia un rossetto accecante: “Mi scusi perché si trucca da troia? Faceva quel mestiere””, gli dice Foà passando nello stesso istante dalla violenza verbale alle lacrime. Ma non c'è spazio per la commozione, il montaggio stacca subito su altro. E spiazza.

Scola continua il suo collage. E ci parla di extracomunitari, tanti, tantissimi. La sua Roma è una città multietnica. E folgorante ed esilarante è il giro in bus con Salvatore Marino, romanaccio di colore che si spaccia per giornalista alle prese con un'inchiesta sugli extracomunitari in città. Sua è la battuta che citiamo a inizio pezzo a proposito dell' “impassibilità” dei romani, del loro menefreghismo, della loro indifferenza. Anche nei confronti dei “forestieri”. “Roma – dice Ettore Scola – in fondo non è una città intollerante. Piuttosto è indifferente. E quello che normalmente può essere un difetto, in questo caso si trasforma in un pregio. Per questo gli extracomunitari si sentono più accolti che altrove. Si potrebbe definire una sorta di accoglienza creativa quella dei romani. Aveva ragione Freud che scelse Roma come metafora del subconscio”.

Insomma, i due temi centrali di “Gente di Roma” sembrano soprattutto la vecchiaia e gli immigrati?

Sì, perché sono due temi che mi competono. L'età è quella che è. E anch'io sono immigrato da Trevico. Tante volte mi sono chiesto dove andare, ma poi non ho trovato altri posti e mi sono fermato in questa città, perché Roma ha tanti difetti, ma anche tante virtù particolari. Molti difetti le derivano dall'avere la Chiesa così vicina: l'ipocrisia per esempio, o quell'idea che basti confessare per sentirsi assolti. Ma anche le virtù sono molte: a cominciare da questa straordinaria capacità di accoglienza.

A proposito di accoglienza, il suo film arriva proprio nel momento in cui si è acceso il dibattito sul diritto al voto per gli immigrati...

E già. E' un tema che la sinistra aveva avanzato da tempo. Mi auguro solo che questa uscita in favore della legge da parte della destra non sia soltanto un gioco delle parti.

Nella scena della manifestazione di San Giovanni c'è un bimbo che si perde e poi si ritrova tra la folla. Forse c'è l'idea di una sinistra che ha ritrovato la sua strada?

Mah, non credo che la sinistra si sia mai persa o sia mai finita. Ho voluto mettere quelle immagini perché la manifestazione di San Giovanni con Foà era l'occasione per descrivere un bell'esempio di folla romana. Allora qualcuno definì quella manifestazione come “la solita folla si precettati”. Ecco, a Roma non credo che sia possibile precettare nessuno. Penso per esempio alle adunate oceaniche...chissà perché di questi tempi mi viene sempre in mente il fascismo. Eppure anche allora i romani erano insofferenti verso certe forme di autoritarismo: ci andavano piuttosto per stare tutti insieme e poi ritrovarsi all'osteria e non certo per ascoltare i discorsi buttati giù dal balcone...

Eppure, nonostante accese punte di cattiveria, in “Gente di Roma” c'è un diffuso ottimismo. E' il suo stato d'animo?

Beh, l'ottimismo è necessario, nonostante le voci contrarie. Peraltro, ci sono molti segnali che spingono ad esserlo. Se non altro per merito degli avversari politici che ogni giorno offrono un contributo in più per farci sperare. Ormai questi segnali si stanno stratificando e c'è da confidare molto nel loro operato.

I diessini del suo film si riuniscono in sezione per vedere una partita di calcio. Però le immagini della manifestazioni a San Giovanni sono emozionanti. C'è la forza della partecipazione e la politica non sembra venire meno...

La fiducia è sempre da riporre nella politica, anche se di questi tempi si sta vivendo un certo impoverimento. Pure la sinistra di fronte agli attacchi quotidiani si vede costretta a risposte immediate come se si giocasse a biliardo. E tutto questo può far perdere di vista l'obiettivo, cioè una prospettiva più ampia e un disegno più generale.

Ha in progetto un nuovo film?

Sì, s'intitola Un drago a forma di uovo. E' con Gérard Depardieu, si svolge a Parigi ed è una storia intimista sul rapporto tra un padre e una figlia che ho scritto con Furio Scarpelli e mia figlia Silvia. Produzione Medusa.

Quando cominciate le riprese?

Al momento è tutto sospeso.

Come mai?

Per girare un film non basta stare fisicamente bene soprattutto essere psicologicamente in forma. Essere sereni e nutrire buone speranze per il futuro prossimo, avere fiducia nei propri collaboratori e anche nei committenti. Altrimenti il film rischia di non venire bene e, alla mia età, non posso permettermelo.

Ci sono stati dei problemi con la casa di produzione legata al nostro premier, la Medusa?

Nessuno. Alla Medusa ci sono professionisti accorti e civili con i quali ho già collaborato in passato e spero di tornare a farlo presto. Essere registi, però, non significa smettere di essere cittadini. Perciò tornerò al lavoro quando la situazione italiana sarà meno anomala.

Intervista di Gabriella Gallozzi – L'UNITA' – 25/10/2003

| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO | LA POESIA DEL FARO|