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FAME
Gro Harem Brundtland
L'UNITA' , 08-06-2002

Morire, morire di fame


Con metà della popolazione mondiale che vive in condizioni di povertà non possono esservi né sviluppo sostenibile né sicurezza globale.
È essenziale che si riconosca da parte di noi tutti questa conseguenza dell'interdipendenza mondiale.
Per troppi anni gli investimenti nel campo della sanità sono stati considerati da numerosi economisti un di più che i paesi in via di sviluppo potevano permettersi solo una volta raggiunto un maggior livello di reddito.
Trascuravano il fatto che salute e sviluppo economico sono inestricabili. In realtà è necessario un approccio che si basi su due momenti. Una popolazione sana è il presupposto della crescita oltre che esserne il prodotto.
Negli anni '90 il sistema delle Nazioni Unite ha ospitato una serie di conferenze globali che hanno garantito l'accordo su una quantità di strategie di sviluppo internazionale unitamente agli obiettivi ai quali poteva aspirare la comunità mondiale. Vi è stato consenso su impegni globali per i bambini, la popolazione, l'ambiente, la casa, l'alimentazione e la parità di diritti per le donne.
Al contempo è stato sottolineato in misura crescente l'appoggio alle misure di stabilizzazione economica nei paesi in via di sviluppo e in quelli a medio reddito modificando le condizioni di scambio commerciale per le nazioni in via di sviluppo, dando impulso a iniziative nuove in materia di riduzione del debito unitamente a risposte più forti nei confronti delle emergenze e della ricostruzione dopo i conflitti.
È stata raggiunta l'intesa sui nuovi diritti economici, sociali e culturali intesi come criteri universali e legittimi attraverso i quali si articolano gli obblighi dei governi nei confronti dei singoli. Sono stati prodotti da governi per i governi e costituiscono una importante piattaforma per le iniziative di sviluppo.
Nei primi anni '90 hanno avuto il momento di gloria le ideologie del libero mercato unitamente agli sforzi sistematici per ridurre il potere dei governi. Tuttavia alla fine del decennio una governance incisiva e positiva, istituzioni efficaci e democratiche e una amministrazione illuminata da parte dello Stato erano considerate vitali per un equo sviluppo.
Perch ci siano più mercato e un mercato migliore occorrono più governo e un governo migliore. I cittadini di alcuni dei paesi dell'OCSE (l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che raccoglie le nazioni più sviluppate) hanno compreso che le forze della globalizzazione possono essere sfruttate a beneficio dei miliardi di poveri. I loro governi godevano del sostegno politico necessario per raggiungere determinati livelli di spesa per lo sviluppo e pochi hanno superato l'obiettivo dello 0,7% del PIL.
All'alba del 2000 i leader mondiali erano pronti a trovare un'intesa sui lungimiranti «impegni per il millennio» che erano la conseguenza degli accordi in materia di diritti, obiettivi, standard e responsabilità negoziati durante il decennio precedente. I leader del G-8 nei loro incontri annuali prestavano maggiore attenzione alle questioni globali. Lo stesso dicasi per il settore privato. Al contempo molte organizzazioni non governative (Ong) spostavano la loro attenzione dalla fornitura di servizi alla promozione dell'equità e della giustizia sociale. Medicina Senza Frontiere, ad esempio, è diventata sempre più importante ed influente ai fini della giustizia sanitaria globale.
Il 2001 verrà ricordato come l'anno in cui un mondo tormentato ha preso coscienza dell'importanza della salute della gente. Il Rapporto della Commissione sulla Macroeconomia e la Salute presentato a Londra nel dicembre 2001 mostra, in modo semplicissimo, in che modo la malattia indebolisce lo sviluppo e in che modo gli investimenti nel settore della sanità possono essere un input concreto per lo sviluppo economico. Il rapporto dice inoltre che migliorare lo stato di salute della gente può essere il fattore più importante di sviluppo per l'Africa.
Questo rapporto rappresenta una autentica svolta. La salute era il parente povero della famiglia dello sviluppo. È stata trascurata negli ultimi due decenni durante i quali si poneva l'accento sulla costruzione di infrastrutture e sulla creazione di un clima favorevole agli investimenti. Il mondo ha lentamente capito l'importanza dell'istruzione per lo sviluppo, ma l'istruzione da sola non può garantire uno sviluppo sostenibile. Ora va dato alla salute il ruolo centrale che merita.
La Commissione si batte per un approccio globale ed esaustivo alla salute con obiettivi concreti e specifiche scadenze. Auspica che le forze della globalizzazione vengano incanalate per ridurre le sofferenze e per promuovere il benessere. Gli investimenti proposti sono interventi sperimentati di cui è nota l'efficacia. Il loro impatto può essere misurato in termini di riduzione delle malattie e di miglioramento del rendimento dei sistemi sanitari. L'accento va posto sui risultati, sull'investimento di risorse economiche nei settori strategici.

Uno studio dei dati globali evidenzia che tre malattie, AIDS/HIV, tubercolosi e malaria, hanno una importanza predominante.
Altre priorità sanitarie globali sono le condizioni delle madri e dei figli, le malattie legate alla riproduzione, le lesioni e le conseguenze mediche dell'uso di tabacco.
Qualunque serio tentativo di ridurre le malattie da parte dei più poveri del mondo deve concentrarsi su tutte queste condizioni, al pari di qualsiasi serio tentativo di stimolare lo sviluppo globale economico e sociale e quindi di promuovere la sicurezza umana.
Le sfide sono gigantesche, ma non è mai stata maggiore di oggi l'opportunità di riunire le forze globali per affrontarle.

Gro Harem Brundtland è direttore generale
dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità
IPS
Traduzione di Carlo Antonio Biscotto


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