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PALAZZO GRASSI, VENEZIA

I FARAONI



9 settembre 2002- 25 maggio 2003

PALAZZO GRASSI, VENEZIA

ORARI


tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 19
tranne 24, 25 e 31 dicembre 2002 e 1 gennaio 2003,

L'accesso al palazzo è consentito fino alle ore 18,
ora in cui si chiude la biglietteria.

BIGLIETTI


Intero - € 9,00 Ridotto - € 6,50

PRENOTAZIONI

presso il sito di Palazzo Grassi
presso la BNL

Per raggiungere palazzo Grassi

informazioni 199 139 139

CATALOGO BOMPIANI

Per saperne di più: La Civiltà Egizia sul sito www.rodari-rossano.org

IL PERCORSO ESPOSITIVO DELLA MOSTRA

La regalità del faraone viene per la prima volta con questa mostra sviscerata in tutti i suoi aspetti, attraverso 300 importanti opere, delle quali circa un terzo provenienti dal Museo del Cairo.
Il termine Faraone, che ci è stato tramandato dalla Bibbia, deriva dall’egiziano “per-aâ”, “la grande casa”, che dopo aver designato il palazzo ha finito con essere attribuito a colui che lo abitava, il sovrano d’Egitto.

L’universo riposa sul Faraone, posto sulla terra dal dio creatore per scacciare il male e il caos.
Questa è la concezione del mondo che viene veicolata dal potere egizio.
In altre parole il re costituisce l’emblema della civiltà egiziana, il centro del cosmos, della comunicazione tra cielo e terra, dove natura e cultura, religione e politica si confondono.
L’itinerario tematico della mostra ripercorre le grandi tappe della storia egiziana e i diversi aspetti della funzione regale, con i fasti che accompagnavano le fasi della vita e anche della morte dei detentori di tali regalità.

Ad eccezione della prima parte, dedicata alla sequenza storica dei Faraoni, tutte le opere presentate sono datate al Nuovo Impero (verso 1550-1069 avanti Cristo) uno dei periodi di maggior splendore della civiltà egiziana.


L’Egitto monumentale.  A mo’ di introduzione, la corte centrale di Palazzo Grassi ripropone la monumentalità dell’antico Egitto attraverso opere di grande formato che solo la corte centrale del palazzo veneziano poteva contenere.Tremila anni di storia: la galleria dei ritratti dei faraoni.  Si scoprono, in seguito entro una lunga galleria di ritratti, i profili di quanti governarono l’Egitto. Questi volti singolari, congiunti alla simbologia divina e regale, testimoniano un rinnovamento incessante delle opere d’arte in Egitto, entro la continuità della tradizione. Per la prima volta il visitatore potrà trovare riuniti tutti i personaggi che hanno tessuto la storia dell’Antichità egiziana, da Kefren a Tutankhamon, da Ramesses a Cleopatra.

Dopo questa galleria, che si rivela un percorso attraverso la storia, la mostra si dipana tra due grandi temi, a prima vista in contrapposizione tra loro: il carattere divino del faraone e la sua natura umana.
Immagini che sono emblemi della regalità faraonica. I caratteri divini del re si esprimono attraverso immagini della regalità, molteplici manifestazioni del potere che mostrano il faraone nella veste di infante divino o di animale.

Il faraone è un dio tra le divinità, ma al tempo stesso il loro protetto. Per la prima volta la presentazione congiunta dei diversi attributi della dignità regale permette di comprendere meglio il valore simbolico che essi comunicavano: il carattere solare del potere regale, la sua doppia natura, simbolo della unificazione dei due paesi: l’Alto e il Basso Egitto. Vi si incontreranno gli emblemi più noti della cultura egizia, quali la sfinge, animale favoloso dalla testa umana e corpo di leone.

Il faraone, un re-sacerdote, intermediario tra gli uomini e dio. Il faraone, il primo sacerdote del paese, era intermediario tra gli uomini e gli dei, colui che sapeva quali riti erano graditi agli dei. Era lui che faceva costruire i templi giganteschi, popolati di statue colossali e decorati di bassorilievi che ripetevano ininterrottamente il dialogo tra il re e gli dei. Grazie alla sua intermediazione, in cambio dei prodotti offerti dagli uomini, gli dei accordavano la loro benevolenza e mantenevano l’equilibrio nel mondo.

Il faraone, un guerriero vittorioso, garante dell’equilibrio del mondo. Armi, scene di guerra o decorazioni militari corredano il ritratto di un faraone sempre vittorioso.
Numerosi faraoni scesero in battaglia e vinsero contro i nemici del loro tempo. Ma le assai numerose rappresentazioni della vittoria esprimono tutt’altra cosa: per la forza magica che gli egiziani attribuivano alle immagini, esse fissano per l’eternità un ordine ideale stabilito dagli dei.

Il faraone come capo di stato.
Alle prese con le forze divine che reggono il cosmo, non per questo il Faraone cessa di essere un vero capo di stato, e il suo buon governo è illustrato dall’evocazione di un palazzo ufficiale. E’ lì che egli tiene il suo consiglio dei ministri. Da lì, redatti da un esercito di funzionari, registrati dagli archivi reali, i suoi ordini vengono distribuiti in tutto l’Egitto.

Il faraone e la corte.
All’interno del suo palazzo, l’uomo faraone ci appare libero dalla ufficialità del suo ruolo, con il suo quotidiano, i suoi piaceri e il suo entourage. I fasti della corte sono noti grazie ai tesori che recenti scoperte archeologiche hanno messo in luce e che in questa mostra vengono riuniti e ridonano al pubblico la percezione di una civiltà al suo apogeo. In quest’ambito occupa un ruolo primario la famiglia del sovrano, composta da numerose mogli e un nutrito numero di figli. Numerosi servitori attorniavano il sovrano nel palazzo come pure ricco manipolo di uomini di corte, con i ruoli più vari: precettori dei nobili rampolli, porta ventaglio ecc. Sappiamo che alla corte, e più in particolare nell’harem reale, si tramavano talvolta complotti.La morte del faraone.
Il percorso della mostra va a concludersi sulla morte del faraone.
Dopo l’evocazione della valle dei re e delle sepolture regali, i sontuosi tesori dei re di Tanis, eredi dei re del Nuovo Impero, danno testimonianza del viatico che conduceva il Faraone lungo i sentieri dell’aldilà.
Christiane Ziegler, dalla cartella stampa della mostra , sta in
www.palazzograssi.it


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