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DARIO FO

Brutta botta, l'opportunismo

Brutta notte, altro che storie. Meno peggio di quel che sembrava domenica sera dai primi exit poll, ma una bella legnata, non c'è che dire. Almeno, spero che serva a qualcosa. Ma, perché serva, bisogna comprenderne le vere ragioni. Che non sono quelle che sento dire da tanti soloni, in questi giorni.

La ragion principale è che non si è trovata l'unità di tutta la sinistra: se ci si presentava uniti, anche con Rifondazione e Di Pietro, era un'altra cosa. Ma, per farlo, bisognava accentuare quei contenuti di cui Bertinotti e l'ex magistrato si fanno portavoce da anni. E rinunciare a qualche inciucio poco confessabile con personaggi che fanno più danno che altro. Le colpe sono anzitutto di quella parte della sinistra, o presunta tale, che ha svenduto la battaglia sul conflitto d'interessi, ma anche quella sulla legalità, la trasparenza, la pulizia, la questione sociale e giovanile, per un piatto di lenticchie. Una svendita in nome di una malintesa furbizia, che poi alla fine, visti i risultati, s'è rivelata fessaggine bella e buona.

Si è perduto il contatto con la base: con i giovani, con le donne, con gli operai, con i ceti più deboli. Le sezioni sono svuotate, nessuno incontra più gli elettori. Non si fanno più lotte ideali, e nemmeno si riesce più a entrare nel merito dei problemi. Gli studenti, ad esempio, per questa sinistra non esistono. Anche il problema della scuola è stato svenduto ai cattolici più retrivi – destra destrissima infiltrata nella sinistra – con quell'assurdità del “bonus” gratuito, che in soldoni tolgono alla scuola pubblica per dare alla privata. Cioè levano ai poveri per dare ai ricchi. Così avremo una scuola per ricchi e una per poveri.

La responsabilità principale va a chi ha avuto il maggior peso nella coalizione del centro-sinistra: i Democratici di sinistra e i loro leader indiscusso negli anni cruciali, Massimo D'Alema. I DS hanno subìto un calo gravissimo, sono ai minimi storici: e per forza. Senza più contatti con gli operai, le donne, i giovani, gli studenti, che razza di partito credevano di essere?

Il partito di una media borghesia sbullonata. Infatti i risultati si vedono. Hanno rinunciato anche ai valori del pacifismo, della tolleranza, della risoluzione delle controversie con le armi della politica. E si sono appiattiti sui peggiori falchi Nato e Usa durante i bombardamenti sulla ex-Jugoslavia, vere e proprie stragi, stroncando qualunque tentativo di intervento graduale, politico, pacifico, non violento.

“E adesso”, domandava quel libro, “pover'uomo?”. Adesso bisogna capire la lezione per risalire. Se D'Alema la capisse, potrebbe essere lui l'uomo della risalita. Ma non credo che la capirà: dovrebbe, prima, prodursi in un'autocritica feroce, e non mi pare il tipo. La sua chiave politico-culturale, in questi anni, è stata quel sostanziale opportunismo da furbacchioni che ha svenduto via via i valori e la storia del movimento operaio, della non violenza, della Resistenza, di Mani Pulite, e di tutto ciò che aveva a che fare con gli ideali in politica. Quell'opportunismo che fino all'ultimo non ha voluto risolvere alla radice il problema Berlusconi nell'illusione di “governarlo” dandogli corda e lasciandogli fare quel che voleva.

L'unica risalita possibile da questo abisso, per la sinistra, deve partire da un'opposizione dura, decisa e senza sconti a Berlusconi. Per cercare di fare, dall'opposizione, quello che si sarebbe dovuto fare dal governo.

Dario Fo – La primavera di MicroMega – n.6

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