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Nel profondo West della Sardegna d'inizio '900

Sebastiano Bustianu Satta, terzo atto. Ispirandosi alla vicenda reale di Satta, grande personalità della vita culturale sarda a cavallo tra Ottocento e Novecento, Marcello Fois consegna ai lettori europei un bel giallo, intriso dei sapori estremi del profondo west barbaricino (L'altro mondo, Frassinelli, pp. 199, € 12).

Nuoro e dintorni, maggio 1900. Elène Seddone viene trovata morta senza nani senza lingua senza motivo, fuori paese, a Cucullo, come se il colpevole fosse il simpatico sanguinario Dionigi Mariani, che vive alla macchia con la banda. Il brigante capisce che vogliono incastrarlo e “incarica” il possente avvocato Bustianu di difenderlo. Bustià ha appena svolto in tribunale un veemente intervento contro le leggi speciali dell'autoritario governo Pelloux.

Alto e imponente, solitario e severo, barba nera e baffi irsuti, cappello a falda larga e guanti di camoscio, borghese e laureato, grande oratore, poco credente e molto garibaldino, socialista, corrispondente dalla Barbagia per la stampa nazionale, vive in una grande casa con la cara madre Raimonda Gungui, non lontano dal fratello Giuseppe e dalla sua famiglia. E' ormai definitivamente invaghito di Clorinda Pattusi e mamma non ne vuol proprio sapere. Insieme all'amico maresciallo Poli rischia la vita e si scopre gli insospettabili pubblici colpevoli (Gladio nera d'allora); poi, con l'ottantasettenne prete, programma un romantico matrimonio d'amore.

Il romanzo si apre in un rigida alba, mentre Bustianu e un giovane amico si fanno guidare verso l'accampamento dei banditi, a cavallo e a piedi, con segnali di riconoscimento o bandati. La vicenda prosegue, intrecciando la pericolosa indagine e il contrastato affetto. L'avvocato subisce un grave attentato; un sicario tenta di accoltellarlo dopo una visita al deputato di Sassari (e viene salvato da Mariani). Quel che più lo indispone è però il rifiuto materno e generazionale di accettarlo travolto dalla passione.

Scrittura colta, intensa, allusiva. Ogni capitolo è preceduto dal verso di un canto barbaricino, di una lirica sociale o amorosa, comunque sarda del “personaggio”; le storie gialle e nere di Bustianu costituiscono stralci della biografia letteraria del nuorese Sebastiano Satta, nato nel maggio 1867, orfano e povero a soli cinque anni, studi a Sassari, passione per poesia e giornalismo, prima raccolta di liriche già nel 1893, collaboratore fondatore direttore di riviste varie, servizio militare a Bologna (dove ora Fois risiede con la famiglia), laurea a 27 anni, consigliere comunale per un triennio proprio nel 1900, matrimonio nel 1905, figlia Raimonda morta a due anni, Vindice secondo figlio nel 1908, carriera travolgente e breve di avvocato dal 1896. Satta morì giovane, nel novembre 1914, dopo essere stato colpito da apoplessia e paralisi, sei anni prima, nel marzo del 1908, costretto dalla malattia all'immobilità senza uso delle mani, un letto di lavoro poetico, culturale, giornalistico, civile.

L'incipit della prima avventura (Sempre caro, 1998, prefazione di Camilleri) era ambientato alla vigilia del capodanno fra il 1897 e il 1898; è un caso di ingiusta accusa di furto e di qualche morte che ne consegue. La seconda (Sangue dal cielo, 1999, prefazione di Montalban) nel novembre 1899, tratta di un giovinetto ingiustamente accusato di omicidio, suicida in carcere. La terza introduce un caso di “doppio Stato”, dopo l'episodio di Adua, segreti e depistaggi a cura di forza armate (statali).

Presto si annunciano nuove avventure, visto il successo anche all'estero. Tutte edite da un connubio sardo-continentale, una casa editrice locale che ha promosso e impostato la serie in accordo con l'ottima Frassinelli. Tutte con un'unica cifra stilistica, dialoghi stringati, suoni e colori di una natura incombente, stratificazioni culturali di classi diverse, uso accorto del bilinguismo. Cambiano le voci narranti, in quest'ultima la terza persona.

Sono gialli “storici”, ricostruzioni accurate del clima politico-sociale dell'isola; complotti privati e pubblici a scapito di soggetti deboli o marginali, per ingiusta o per scelta “fuori” legge, almeno fino all'arrivo di un avvocato che si svincola dell'interesse personale e difende umili, ignoranti, miseri. Fois non si accanisce sui particolari (contingenti) dell'epoca, indugia su umori odori rumori amori, onora il paesaggio della sua infanzia e adolescenza. E' nato lì, quarantadue anni fa; da almeno un decennio è uno dei migliori giallisti europei; vive e lavora a Bologna, dove fa professione e scuola di genere.

Valerio Calzolaio – L'UNITA' – 16/12/2002

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