| BIBLIOTECA | | EDICOLA | | TEATRO | | CINEMA | | IL MUSEO | | Il BAR DI MOE | | LA CASA DELLA MUSICA | | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI LUOGHI | |
ARSENALE |
| L'OSTERIA | | LA GATTERIA | | IL PORTO DEI RAGAZZI |

Daniela Pizzagalli
– IL SECOLO XIX – 06/03/2002

Foppa, la grande anima ligure di un protagonista del Rinascimento



A tu per tu con Vincenzo Foppa, “un protagonista del Rinascimento”, come lo definisce il titolo della splendida mostra a lui dedicata nella sua città, Brescia, presso il monumentale complesso di Santa Giulia dal 3 marzo al 2 giugno.

E' la prima grande rassegna monografica dedicata al pittore, uno dei padri riconosciuti del naturalismo figurativo tra il '400 e '500, che contribuì a aprire alle suggestioni rinascimentali la cultura del ducato sforzesco, e presenta un centinaio di opere provenienti da tutto il mondo, alcune restaurate per l'occasione, come la splendida pala della Madonna con il Bambino, angeli musicanti e il donatore Giuliano della Rovere, che era lo scomparto centrale dell'ordine inferiore di una gigantesca ancona con dipinti e sculture che occupava l'altar maggiore di Santa Maria del Priamàr, l'antico Duomo di Savona distrutto dopo il passaggio della città alla dominazione genovese.

Nella seconda metà del Cinquecento il polittico, datato 5 agosto 1490, fu trasferito nell'oratorio savonese di Santa Maria del Castello, da cui è stato prelevato per essere restaurato a Genova a cura della Sopraintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoantropologico della Liguria.

La pala è attorniata da quattro delle ventidue statue lignee dipinte e dorate che sono parte integrante dell'ancona, a cui probabilmente mise mano lo stesso Foppa.

La mostra segue un percorso biografico-stilistico, che permette di seguire l'artista nella sua evoluzione e nelle sue peregrinazioni: si inizia con il Foppa ventenne dei “Tre crocifissi” dell'Accademia Carrara di Bergamo sulla scia di Gentile da Fabriano, si prosegue con il trasferimento a Pavia dove viene apprezzato dal duca di Milano Francesco Sforza che nel 1461 scrive per lui una lettera di presentazione al doge di Genova Prospero Adorno e ai priori della Compagnia di San Giovanni che gli commissionano gli affreschi per la loro cappella nel Duomo di Genova.

I mesi passati a Genova avranno un'influenza decisiva sulle scelte stilistiche del pittore, che dalla meditazione sui grandi esempi fiamminghi sceglierà la sua strada definitiva, di affettuosa attenzione alla realtà quotidiana.

La prova più esplicita si riconosce nella quattro tavole con i Santi Stefano, Giovanni Battista, Michele e Domenico, e nel “Cristo morto sorretto da un angelo”, parti di uno stesso polittico, probabilmente quello della cappella di Battista Spinola nella Chiesa genovese di San Domenico, per la prima volta riunite, provenienti dall'Ermitage di San Pietroburgo e da una collezione privata di Düsseldorf.

Rientrato a Milano, il Foppa è all'apice del suo prestigio: risale a questo periodo il suo capolavoro, la decorazione della cappella di San Pietro martire nella basilica di Sant'Eustorgio, fatta costruire dal banchiere fiorentino Pigello Portinari, direttore della sede milanese del Banco Mediceo.

Questi affreschi di Foppa saranno definiti da Roberto Longhi “una passeggiata in Lombardia, per il realismo degli sfondi e della luce.

Dal 1485 Foppa ritorna in Liguria perché la sua fama gli procura commissioni a profusione: Lazzaro Doria gli commissiona una pala per la cappella di famiglia alla certosa di Rivarolo, Manfredo Fernari per la certosa di Santa Maria di Loreto fuori Savona, Marco Grimaldi per la cappella della Compagnia di San Sebastiano nel Duomo di Genova e, su tutti, il cardinale Giuliano Della Rovere, nipote di papa Sisto IV (e futuro grande papa lui stesso con il nome di Giulio II), il quale, impegnato in una massiccia promozione di immagine nella natia Savona, affida al Foppa quello smisurato polittico che, restaurato nelle parti superstiti, fa bella mostra di sé nella rassegna bresciana.

Il polittico fu terminato in fretta e furia dal Foppa, desideroso di ritornare nella natia Brescia, dove gli avevano garantito uno stipendio fisso e un prestigioso insegnamento.

L'ultima opera presentata in mostra è forse l'ultima realizzata dal Foppa prima di morire: uno stendardo dipinto per la cittadinanza di Orzinuovi per sventare una pestilenza, nell'agosto 1514. Accanto alle opere di Foppa, i curatori Giovanni Agosti, Mauro Natale e Giovanni Romano hanno collocato dipinti di artisti coevi che entrarono in relazione col Foppa, per illustrare concretamente gli influssi reciproci; una linea programmatica approfondita nel ricco catalogo edito da Skira, che completa l'obiettivo di divulgazione e approfondimento di questo grande maestro.

Daniela Pizzagalli – IL SECOLO XIX – 06/03/2002



| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO | LA POESIA DEL FARO|