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Andrea Carugati
– IL SECOLO XIX – 18/05/2002

Maledetti vi amerò

Parla Matt Groening, “papà” dei Simpsons

Parlare con Matt Groening è come parlare con il “Dio” dei Simpsons. Li ha pensati, creati e li ha resi il cartone animato più visto in assoluto. La “tipica” famiglia americana media che vive in una delle tante Springfield d'oltreoceano ha da tempo superato la boa dei dieci anni ed è di fatto diventata un fenomeno planetario.

Dalla Mongolia al Cile, passando dal Sudafrica e dalla Finlandia. Un fenomeno targato Fox che non ha precedenti e che certo inorgoglisce questo omone con la barba che però ride come un bambino e che abbiamo intervistato a Los Angeles.

Perché i Simpsons piacciono così tanto anche al di fuori degli States?

Me lo sono chiesto, ma non ho trovato una risposta. Spero che non sia solo perché fa sentire gli spettatori superiori agli americani. Credo che questi personaggi siano particolarmente solidi e divertenti. Io li amo, e amo soprattutto Homer, perché è assolutamente governato dalle proprie emozioni. Se ha voglia di fare una cosa la fa. Ama la birra e le ciambelle e odia il lavoro e i suoi vicini. E lo fa in modo drammatico, deciso. Mi fa ridere.

Lei è impegnato nella produzione dei nuovi episodi?

Non come alle origini. Negli ultimi anni mi sono dedicato a questa nuova serie chiamata Futurama e non ho avuto molto tempo per i Simpsons. Anche se non c'è episodio di cui non abbia letto la sceneggiatura: sono la memoria storica della serie e posso indirizzare i nuovi sceneggiatori.

Sono tanti i nuovi sceneggiatori?

Più di venti. E la cosa che mi sorprende è che siano in grado di trovare storie originali o che non sono già state raccontate in passato.

Deve essere difficile non essere ripetitivi dopo tutti questi anni.

E' difficile, e lo è ancora di più essere divertenti. Noi cerchiamo di sorprendere lo spettatore di continuo mantenendo però il carattere dei personaggi e non è per niente facile non essendoci una trama.

Come le è venuto in mente di creare i Simpsons?

Mi sono ispirato alla mia famiglia. Mio padre si chiamava Homer, mia mamma Margaret, ma le amiche la chiamavano Margie, e due sorelle Lisa e Maggie. Molte gags e molti personaggi sono frutto della mia esperienza. Non era una famiglia molto normale. O meglio: forse era proprio la famiglia tipo. Oggi ho notato che anche i nuovi scrittori arricchiscono la storia con le loro esperienze personali. Prendiamo spunto dalla vita di tutti i giorni.

Lo show è molto critico nei confronti della politica americana. Come vi regolerete adesso dopo tutto quanto accaduto?

Non credo che cambierà nulla. Noi non facciamo politica, la demitizziamo. Ovvio, io sono uno che tende a stare alla sinistra di Rupert Murdock ma tra gli sceneggiatori ci sono anche due maniaci di destra che mettono le loro cosine nello show.

Murdock è anche il proprietario della Fox. Gli piacciono i Simpsons?

Li ama e vorrebbe anche fare un film. Però io non vedo una buona ragione artistica per farlo. Certo, probabilmente incasserebbe un sacco di soldi, ma non è ragione che basta a convincermi.

Tanti successi, ma anche tante critiche...

E' vero e non ho mai capito il perché, tutti si lamentano che le famiglie televisive americane non sono religiose. I Simpsons, però, pregano e vanno in chiesa...Abbiamo anche fatto vedere Dio in persona. Un uomo molto alto, con cinque dita, non quattro...Eppure ci criticano comunque. Non capisco proprio il perché.

Intervista di Andrea Carugati – IL SECOLO XIX – 28/05/2002

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