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ERNESTO ASSANTE
– La Repubblica – 09/05/2002

LA SERIE POTREBBE AVERE I GIORNI CONTATI


Annuncio choc dell´autore Matt Groening: Bart e Homer sotto sfratto "Cartoni troppo scandalosi"
Un cartoon trasmesso in 90 paesi e amato da 100 milioni di persone
Dalla marijuana all´affare Enron: i produttori della Fox perennemente in imbarazzo



ROMA - Homer e Bart Simpson hanno iniziato a camminare lungo il loro "viale del tramonto"? «Penso che siamo vicini alla fine, un altro paio di anni e poi basta». La frase, detta qualche giorno fa al Financial Times da Matt Groening, l´autore della fortunatissima serie a cartoni animati, aveva messo in agitazione i fan di tutto il mondo. I Simpson avevano i giorni contati, la fine delle avventure della famiglia di Homer J. Simpson era vicina. La notizia era rimbalzata velocemente sui giornali inglesi ed americani, nelle televisioni e nelle radio. Tale e tanta agitazione ha messo in crisi persino lo stesso Groening che, il giorno dopo si è affrettato a fare marcia indietro: «Voglio rassicurare tutti, ci saranno ancora episodi dei Simpson negli anni a venire, persino dopo che io sarò sepolto». Argomento chiuso? Mica tanto, perché nelle interviste rilasciate a quotidiani e agenzie Groening ha ribadito che i rapporti tra lui e la Fox, la rete televisiva che produce i Simpson e anche Futurama, la seconda fatica a cartoni animati di Groening, sono tutt´altro che rosei.
Nonostante il clamoroso successo (i Simpson sono oggi trasmessi in più di novanta paesi e hanno un pubblico che supera i cento milioni di telespettatori ogni settimana; la "simpsonmania" ha prodotto pupazzi, videocassette, gadget di ogni tipo con le effigie di Bart Simpson e dei suoi parenti), «e nonostante io abbia fatto guadagnare alla Fox diversi milioni di dollari» dice ancora Groening, molto di più di quanto abbiano prodotto serie come Beverly Hills 90210 o X-Files, tra i dirigenti televisivi e l´autore non corre buon sangue. «Diciamo che nessuno di loro sorride quando io entro in una stanza», ha detto ancora il disegnatore. Se a questo si aggiunge che Futurama rischia in questi giorni la chiusura, a causa dei cattivi risultati di audience, si capisce quale sia lo stato d´animo del cartoonist americano e perché abbia ventilato l´ipotesi che le avventure dei Simpson possano finire.
La famiglia Simpson, composta dal papà Homer J., da sua moglie Margie, e dai tre leggendari figli, Bart, Lisa e Maggie, ha iniziato le sue avventure nel 1987, diventando rapidamente un fenomeno globale, un cartoon per ragazzi che piace anche agli adulti, una "striscia" animata piacevolmente "cattiva", ricca di satira sociale, spesso politicamente scorretta, un cartone che è ancora in grado di suscitare polemiche e che mette costantemente in imbarazzo di dirigenti della Fox. Che sia ancora così lo dimostra il "caso" scoppiato nelle scorse settimane con il sindaco di Rio de Janeiro, che ha ufficialmente protestato con la Fox per una puntata della serie in cui si dipingeva la città come il paradiso dei rapitori di bambini. La Fox si è scusata, ma Groening ha invitato il sindaco a un faccia a faccia sull´argomento con Homer Simpson. E nelle puntate più recenti non sono mancate frecciate sul caso Enron, o sull´uso terapeutico della marijuana (con papà Homer impegnato a fumare una canna), che hanno scatenato ulteriori discussioni.
I Simpson, insomma, sono molto più che una semplice serie a cartoni animati, sono una "sitcom" generazionale, nella quale gli autori si muovono con grande libertà creativa, coinvolgendo anche grandi star del cinema, del rock e della tv, che "partecipano" spesso alle puntate, anche loro in versione a cartoni animati. E per questo funziona. Ma non è facile per Groening e il suo team andare avanti in eterno: «Dopo trecento puntate è spesso difficile restare fedeli allo spirito originale, al carattere dei personaggi» ha detto Groening, «ma noi cerchiamo sempre di migliorarci. Quando un personaggio è stolido come Homer Simpson è difficile sorprendere continuamente il pubblico».

ERNESTO ASSANTE

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