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MUSICA

Sfida tra uomini d'acciaio

E' ancora lui, Beppe Gambetta, chitarrista genovese flatpicking di fama internazionale, il gran cerimoniere del doppio concerto che vedrà sullo stesso palco virtuosi della sei corde quali Dan Crary, Don Ross, Tony McManus.

Gambetta, alla terza edizione, Acoustic Night raddoppia?

Visto il grande successo di pubblico l'ultima volta, con tante persone rimaste fuori, abbiamo deciso per la doppia esibizione, per accontentare tutti.

Men of Steel, uomini d'acciaio, è il titolo del summit chitarristico. Ostentazione di machismo?

Per carità, nulla a che fare con muscoli e miti virili. E' un'invenzione di Dan Crary, un gioco di parole relativo alla chitarra che usiamo, la steel string guitar, ovvero la chitarra acustica con corde di metallo. L'idea ci è piaciuta ed è così che abbiamo deciso di chiamare il nostro progetto, che dopo Genova andrà in giro per il mondo.

Un americano, un canadese, uno scozzese, un genovese cosmopolita. Cosa vi unisce?

Fra l'Europa e l'America esiste un solido rapporto che ha determinato la nascita delle grandi correnti musicali del Novecento. La scelta di non ospitare in “Acoustic Night” artisti provenienti da altro continenti non è casuale: solo tra europei e americani è possibile dialogare senza troppa distanza culturale.

Chi sono i magnifici tre con lei?

Anzitutto vi è una grande stima e amicizia reciproca. Tony McManus? Da quando ha ascoltato la mia versione di “Creuza de ma”, si è appassionato a De Andrè. Con Don Ross siamo diventati amici per via di mio figlio Filippo, musicista anche lui. Quanto a Dan Crary, maestro assoluto del flatpcking, da un bel po' facciamo coppia fissa.

Quale la particolarità del vostro progetto musicale?

Ci ha attratto l'idea di fare qualcosa che uscisse dalla routine. Avete presente la classica “reunion” chitarristica in cui ognuno fa i suoi pezzi e solo alla fine ci si mette insieme per suonare uno scontato bluesaccio? Noi abbiamo intrapreso una strada diversa.

Quale?

Quella dei duetti, attraverso i quali provare tutti i possibili tipi di incontro tra le nostre diverse esperienze musicali. Ognuno di noi si è sforzato di entrare nella cultura dell'altro e i risultati sono stati davvero emozionanti e sorprendenti.

Qualche anticipazione?

Se l'americano Dan si è messo a cantare in scozzese ed io nel francese del Quebec, lo scozzese Tony si è cimentato addirittura col genovese. Uno scambio niente male.

Che pezzi suonerete?

Sia tradizionali che brani nostri. Oltre i duetti incrociati ciascuno di noi un pezzo da solo, nel tipico stile della propria musica. Per quanto mi riguarda proporrò alcune cose tratte dal mio ultimo album “Blu di Genova”.

E' vero che lei si trasformerà in un fumetto?

Sì: è un videoclip in cui, sulle note della mia “On The Road With Mama”, compaio come chitarrista-fumetto in tour per l'Europa con mamma al seguito. In tempi di videoclip choccanti e violenti non volevo proprio omologarmi: con questa simpatica idea del Gambetta-fumetto spero di esserci riuscito.

Intervista di Paolo Battifora – IL SECOLO XIX - 14/04/2003



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