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Gek











Daniele Veranda, in arte Gek, è nato a Cittadella il 21 Ottobre 1980 e ancora oggi vive e lavora nel padovano, ma sogna un luogo dove l'uomo è al centro della vita e non le cose da possedere.
Ha intrapreso gli studi classici ma li ha interrotti alla fine del quarto anno.
Non si è mai saputo se la scuola ha rifiutato lui o se lui ha rifiutato la scuola: certo è che non si sono capiti e che la scuola ad un certo punto ha perso un allievo tra i più aperti ad un apprendimento vero e senza fini meramente utilitaristici.
Una sconfitta per la scuola, che non riesce a dare il dovuto spazio a chi non è omologato e, mentre avvalora chi studia per apatica assuefazione, nemmeno si accorge della grandezza di alcuni allievi che perde per strada.
Invece alla scuola Gek, anima inquieta che filtra da anni il mondo attraverso il setaccio della poesia, generosamente riconosce il merito di avergli dato le basi linguistiche e letterarie per potersi esprimere. (Elvi)

Per scrivere a Gek

POESIE

Alba rossa

Solsof

Trip

Requiem

JDI (farcela)

Grazie e scusa

Facentenulla

Conforme

Assassinio

Notte

Mi parere

Nanu




Alba Rossa

Canta per la terza volta il gallo

tu Pietro mi hai tradito

insultami discepolo prediletto

sarai testata d'angolo


il tempo è un mio attributo

non ho modo di liberarmene

pioggia di sangue

stella della morte


non fiori non ceri

non lagrime non strida

occhi chiusi sapienti

lasciano spazio al silenzio


spirò tra una danza popolare

cadde tra il giubilo

fuori luogo anche

nell'uscita di scena


mare calmo e solo

plaude con le onde

un uomo consapevole

della nullità del presente


affina l'udito

segui i consigli

dai spazio a chi

s'illude di avere mete


chicchirichì.


Solsof


Hai ragione

tu che affermi che un poeta

compone meglio

sotto l'effetto del dolore.

Nessuna droga ti

schiarisce la mente

come il magone che hai dentro.

Penso di essere il solo

che fa un'ode

al male in cuore.

Non me ne vergogno,

è la mia musa.

SOLITUDINE e SOFFERENZA

guidatemi alla vetta

dei pensieri sublimi.


Trip


Fumi di olio di ganjia

m'inceneriscono il cervello

Vapori di alcool

mi indeboliscono le membra

Eroe troiano

sarò sconfitto da nemico

sono cattivo per principio

Non posso scappare

ammetterei colpe attribuitemi

aumenterei la gloria di achille

So e non ci posso fare niente

viaggio mentalmente

Cassandra del duemila


Requiem


Non ti preoccupare sta per giungere la mia ora

Daltronde anche in vita mi precedevi sempre

L'unico mio guadagno è che soffrirò

Mentre tu beato vagherai in un buco nero

Avrai la mente libera

Guarderai al futuro come al passato

Aspetterò arrampicandomi su specchi

Subirò i colpi casuali del destino

Seguirò desideri fuggitivi

Sperando di essere già lì con te

Occhi spenti nel vuoto

Mente come marmellata sotto vuoto

Collezionando rovinosi insuccessi

Riuscirò persino ad invidiare

La tua morte


JDI (farcela)


Nuvole di nebbia passano basse

spiriti malvagi scappano in silenzio.

Non ho paura di scontrarmi,

taglio il vento e avanzo.

Sono l'unico raggio di luce

in questo grigio momento.

Per la prima volta mi sento sicuro,

sono preparato per l'ultimo istante.

Scocco la mia freccia

verso il centro del bersaglio

e mi sveglio.


Grazie e scusa


Il pubblico ride

alle battute del saltimbanco

credendo di capire

dall'esteriorità

cosa succede realmente

Falsità e misteri

vengono analizzati

Le ipotesi diventano

subito tesi

Il pubblico ride

di un uomo

libero e stravagante

che intanto

muore dentro

solo


Facentenulla


Sentendo ogni pulsazione di sangue nelle vene

mi esprimo a gesti stupidi.

Occhi come fari nella notte m'illuminano,

io, nudo, al banco dell'imputato.

Sono colpevole di essere quel che sono,

purtroppo non come il mio prossimo vuole.

Nella mia cella ascolto il silenzio,

cercando sicura comprensione.

Bella gloriosa morte

poni fine a quello che dovrei essere.

Non esiste l'odio per i morti

non fanno male a nessuno.

Concime per la terra

sarò almeno utile a qualcosa.

Spiccherò l'ultimo salto

sperando che nel vuoto non mi passi davanti tutta la vita.

Sarebbe un dolore tremendo,

ne potrei morire.

Non ci sarà beatitudine eterna,

ebbene non sarei capace nemmeno di far bene

il niente.


Conforme


Loro conoscono le mie mosse

infatti faccio quello che vogliono

Loro sanno cosa mi piace

Sono loro i miei modelli

Loro prevedono cosa diventerò

Pecora nel grande gregge

Ape nell'alveare

Formica nel formicaio

Il bello è che è colpa mia

Sono io il primo a seguirli

Potrei scegliere altre vie

ma non ne sono capace

Sono e sarò sempre

dipendente

Conforme agli altri


Assassinio


Falsi amici

di un vecchio superuomo

cantano inni

ad un futuro senza speranze

sapendo che altri eroi

faranno meglio

ciò

che è già stato fatto.

Abbandonato

ritorna normale

girando il coltello

nella piaga di un passato

onorevole.

Immortale non gli resta

che agognare

l'ultimo suo miracolo

il suicidio.


Notte


Sono finite le sofferenze

La città sta bruciando

Nessun grido echeggia

La luna e le stelle

Guardano tranquille

Ritornano ricchezza e povertà

Consuetudini abbandonate

Solo la memoria

di qualche vate

in canti di svago

Terrà vivo il ricordo

Piango e penso

Rido e cammino nella notte


Mi parere


Che cos'è il mondo?

Chi può dire di conoscerlo a tal punto

da poterne riferire i comportamenti?

Ne siamo a parte

e osiamo

volerlo conoscere tutto.

Siamo come foglie sconvolte

attorno all'occhio del ciclone.

Il futuro ci indebolisce,

ogni giorno crolla una torre di Babele.

Partoriamo nuovi valori:

indifferentismo egoistico.

L'uomo ignora

quale sia la meta della sua esistenza

teme di seguire il miraggio

troppo arduo prendere una decisione.

Meglio seguire tutto e niente

Il nostro valore

sta neglio occhi del prossimo

La maschera prevale sull'attore.

Uomo dabbene pare essere

quello che, consapevole di ciò,

osserva il mondo con sguardo disilluso

e non si preoccupa di nulla

se non d'essere quello che vuole

di fare come gli pare.


Nanu
In ricordo di Fabio Gardin, morto prematuramente

Il fluoriclasse

viene sempre sostituito
a fine partita
per ricevere

la giusta ovazione del pubblico.


La morte
lascia un buco
grande

dentro.


Riempiamolo di
ricordi

sorrisi

immagini

parole.


Se ne va un grande amico
il miglior compagno
alziamoci in piedi
e applaudiamo
un vero campione nella vita.



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