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Francesca Caferri – LA REPUBBLICA
10/11/2001

Gino Strada torna a Kabul
riapre l'ospedale di Emergency


Gino Strada e il personale di Emergency sono tornati a Kabul. Il chirurgo italiano e i suoi hanno raggiunto la capitale afgana mercoledì sera, dopo essere partiti dal territorio controllato dall'Alleanza del Nord nelle prime ore della mattina. Strada è accompagnato da Kate Rowlands - coordinatore medico - Koko Jalil, uomo di fiducia dell'organizzazione in Afghanistan, e dai due operatori Fabrizio Lazzaretti e Alberto Vendemmiati: in questo momento si tratta degli unici occidentali nella capitale afgana.

"Hanno viaggiato sotto una pioggia di bombe",raccontano dalla sede milanese di Emergency. L'idea di partire era nell'aria da giorni: mercoledì, la decisione. Una gomma bucata, cambiata alla velocità della luce, una corsa sotto i bombardamenti, e poi Kabul. "Siamo in ospedale, tutto bene", è stata la comunicazione lampo arrivata alla sede milanese di Emergency. Poi il satellitare è stato spento, per motivi di sicurezza, ed è tornato a squillare ieri sera e di nuovo questa mattina. Il gruppo ha raccontato che la capitale afgana è in condizioni disastrose: la situazione peggiore è in alcune zone della periferia, dove i bombardamenti sono stati più intensi.

Lo scopo della missione di Emergency è riaprire l'ospedale che era stato chiuso nella primavera scorsa - a poche settimane dall'inaugurazione - dopo un'irruzione della polizia dei Taliban. La struttura dovrebbe riaprire la prossima settimana, quando le attrezzature saranno rimesse in funzione. E' probabile che nei prossimi giorni il gruppo incontri rappresentanti del governo dei Taliban per definire le modalità della riapertura. Ad Anabah, nella valle del Panshir, dove si trova il secondo ospedale di Emergency in Afghanistan, e dove nei giorni scorsi sono arrivate moltissime vittime civili dei bombardamenti, sono rimasti il chirurgo Marco Gratti e lo staff locale.


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