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MUSICA

Khaled: estremista sì, ma del dialogo

La luce, quella della speranza di pace, è stata la prima protagonista, sabato sera al Colosseo: iniziando con un gioco angosciante, tumultuoso e cupo, poi chiaro e rassicurante ha illuminato l'Anfiteatro quale scenario di dialogo. Così com'è un profeta del dialogo Khaled, il cantante algerino che per il suo popolo è un simbolo di libertà e per il resto del mondo l'interprete più genuino e popolare del “rai”, genere musicale contagioso: contagioso in un'allegria che da anni sfida orgogliosa gli integralismi.

La sua musica e la sua voce molto amate in tutto il mondo, ma non tutti conoscono le lingue nelle quali canta. Quali sono i temi che caratterizzano il rai?

La musica rai nasce come musica folkloristica di Orano. Rai vuol dire “opinione”: quando si cantava questo genere di musica si chiedeva, allegramente, coinvolgendo il pubblico, la sua opinione. E' una musica che inneggia alla libertà, all'amicizia, all'amore e soprattutto alla donna. Questa musica, piena di vita e di amore, infastidiva i “ben pensanti”, e, addirittura negli anni '80 non veniva nemmeno trasmessa alla radio, non si ascoltava in famiglia perché considerata troppo spinta. Ecco perché poi è diventata simbolo di ribellione e libertà.

Molti purtroppo guardano con sospetto oggi L'Islam...cosa può fare la musica in questo senso?

Un regista di Orano, Alloula, è stato ucciso perché aveva scritto una sceneggiatura troppo critica verso il sistema terroristico. Ma non è l'Islam che produce questo genere di criminalità: è semplicemente un pretesto da parte di chi vuol esercitare un potere di tipo fascista. La religione non c'entra niente. In tutti i paesi nei quali esiste il problema del fascismo gli artisti, le donne possono essere vittime degli estremisti. Io non sono mai stato minacciato da queste persone, ma voglio vivere, so di essere in pericolo, come tutti. Il problema è che non si può applaudire con una mano sola. La letteratur, la musica e la canzone araba dimostrano una profonda sensibilità e un profondo radicamento, tipicamente mediterraneo delle espressioni fondamentali del gioco della vita, della libertà, dell'amore, dell'amicizia. Eppure nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, chi sotto il pretesto della religione, chi della politica e della nazionalità, abbandonano la tradizione della solidarietà e ospitalità tipiche del mondo Mediterraneo.

Khaled, cos'è un'integralista?

E' un nemico della pace. Io sono estremista della pace, della vita e dell'amore. I terroristi uccidono gli innocenti per niente. Allah non ha mai lanciato messaggi di odio. Le religioni, quella ebraica, quella musulmana, cristiana, sono state create da Dio; la nostra religione l'ultima in ordine di tempo, si chiama Islam e la parola Islam vuol dire pace.

Quali sono i valori fondamentali dell'Islam che sente debbano appartenere ad ogni civiltà?

Islam rappresenta la Nur. Nur dall'arabo vuol dire la più grande luce. La luce di Dio. L'Islam chiede solo amore e pace. Ecco come si deve definire un musulmano. Un vero musulmano non guarda mai con insofferenza o intolleranza ad un altro essere umano, qualunque sia la sua religione o la sua condizione. E' l'essere umano che ha creato le storture della religione. Nell'Islam c'è tutto quello che c'è nel Cristianesimo. Nell'Islam c'è tutto quello che c'è nel Cristianesimo e nelle altre religioni, Allah ha raccolto nei suoi scritti i concetti migliori e ne ha modificato gli errori.

Che ne pensa del fenomeno Le Pen?

Sono scappato dalla Francia per non parlare troppo con i giornalisti, perché non ho voglia di parlare dei fascisti. Alcuni francesi mi hanno chiesto cosa ne pensassi: certo la gente ha avuto paura dell'evento Le Pen...ma mi è venuto spontaneo dire: perché non prendete la telecamera e filmate quello che avviene in Algeria dal '91? Perché è la stessa cosa, nel senso che, sia che si chiami, fronte nazionale o fronte islamico, c'è chi utilizza un pretesto per esercitare una politica violenta e di prevaricazione.

Lei ama molto le donne...

Ho grande rispetto per la donna algerina. Ho fatto tantissimo per l'Algeria. Ho conosciuto donne algerine che non volevano vivere in esilio, e vivevano nel terrore, costrette a cambiare continuamente luogo dove dormire. Grazie alla donna algerina e alla donna in generale, si potrà raggiungere la pace. Non lo dico per piaggeria. Sono stato molto criticato da alcuni maschilisti, ma lo credo fermamente.

Intervista di Maria Antonietta Schettino – L'UNITA' – 13/05/2002



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