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Dove
va l'ex Partito Comunista Italiano? Ai tempi d'oro di
Berlinguer rappresentava un italiano su 3, oggi, dopo aver
piu' volte cambiato nome, e' votato da un italiano su 6. Bilancio
tragico tanto che alcuni hanno lanciato per il congresso ora
in corso, lo slogan: "Cambiare o morire!" E c'e'
da dire che, da come sta andando il congresso, era forse meglio
che si presentassero direttamente con la bara e non se ne
parlava piu'. Fassino, uno dei sorrisi piu' vivaci d'Italia e
forse d'Europa, e' un uomo dell'apparato. Una nutrita schiera
di burocrati di partito che ha resistito inossidabile e
impermeabile a qualunque dubbio, al vaporizzarsi di tutta la
vita sociale e culturale che trent'anni fa fioriva nelle case del
popolo, nei centri culturali, nelle sedi di partito. Solo a
Milano erano attivi una quarantina di sedi e luoghi di
incontro organizzati, quanti ne sono rimasti? Solo una
quindicina. E le televisioni e le radio gestite dalla
sinistra? Erano piuttosto numerose. Tutto sparito. Fassino
si preoccupa di ritrovare un rapporto e un dialogo con i giovani
perche' questa attenzione e' determinante al riaggancio delle
nuove generazioni che si sono allontanate dalla politica e
soprattutto dal partito. Ma due passi in la' ecco che si
accusa il movimento No Global, formato per lo piu' da
giovani, di essere il primo responsabile dei cruenti scontri di
Genova, senza accennare alla provocazione organizzata dei Black
Block, alla responsabilita' della polizia e ai pestaggi
indiscriminati delle forze speciali. Fassino ricorda
ancora che uno dei doveri dei nuovi socialdemocratici e' una
maggiore attenzione al sindacato e alle sue lotte ma si dimentica
di ricordare la grande manifestazione (250 mila
metalmeccanici) che ha sfilato il giorno prima a Roma. E
ancora silenzio assoluto per quanto riguarda la
manifestazione pacifista della settimana scorsa, che ha visto
una presenza tre volte superiore alla manifestazione
organizzata dal governo di Berlusconi. E in effetti il
partito e' impegnato in ben altro deve digerire le scelte
sconcertanti che ha divorato una dopo l'altra in questi anni.
Scelte non dichiarate ma evidenti: perche' il governo delle
sinistre non ha trovato il tempo per fare una legge sul
conflitto di interessi? Alla fine si e' spianata la strada
alla vittoria delle destre. Perche' non si e' riusciti ad
approvare in tempo la legge sulle rogatorie con la Svizzera?
Facile ora inveire dopo che l'attuale governo ha realizzato
un provvedimento infame... Ma e' stato l'Ulivo a salvare il
Cavaliere. E perche' si e' intervenuti sulla giustizia con
l'unico intento di rendere le cose piu' difficili ai
magistrati? Vi ricordate la legge che stabili' che le
deposizioni dei mafiosi pentiti dovevano essere ripetute in
aula, durante i processi, altrimenti non si possono
considerare valide? Non l'ha scritta Previti... E che dire
delle scelte sulla guerra del Kosovo e in Afghanistan? Aderire
totalmente alla linea americana! Non dire una parola sui
bombardamenti di bersagli civili ne' sull'uso di uranio
impoverito. Allineati oggi agli Usa come un tempo all'Urss.
La fedelta' e' quella di sempre. E che dire dell'inconsistenza
delle scelte ecologiche? Vi ricordate la marcia indietro
sulla possibilita' per i privati di vendere energia elettrica
all'Enel? E come giudicare i piu' di 20 mila miliardi
regalati alle grandi imprese italiane (le solite: Montedison,
Fiat, ecc) fingendo di finanziare il risparmio energetico?
Il cambiamento per D'Alema e Fassino consiste nel buttare a
mare l'impegno per la pace, l'ecologia, la lotta alla
corruzione. Contemporaneamente restano fedeli ai grandi
peccati del passato: niente ascolto per la base, una
concezione della politica realizzata dai vertici, la
disponibilita' a giustificare tutto con la ragion di stato.
Il fine giustificava i mezzi ai tempi della guerra di Spagna,
quando gli stalinisti fucilavano i compagni che non erano
d'accordo. Si giustificarono i milioni di assassini in
Russia, l'invasione in Ungheria... E all'istante ci si rende
conto che siamo all'ultimo atto: o si cambia o si muore.
Spiegateci dov'e' il cambiamento: "Rinnovare" la
definizione del partito? Arrivare da "socialdemocratico"
a "democratico liberale"? Si, puo' essere una
trovata, un'epigrafe da porre sulla tomba.
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