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DARIO FO e FRANCA RAME

lettera

Onorevole Berlusconi, per favore, faccia qualcosa di destra!

Le parliamo a nome di milioni di italiani che l'hanno votata.
Il paese attende un gesto.
Ci si aspettava da lei quello spirito di rude efficienza che trasuda da tutta
l'iconografia reazionaria. Un presidente operaio che prende per il bavero
lo spreco e i balzelli che incatenano gli imprenditori. Dopo anni di
lassismo di sinistra si attendeva la scossa. Grandi retate di magnaccia, le
prostitute ordinatamente chiuse nei bordelli a vendere prestazioni tassate.
Durezza contro i truffatori, pugno di ferro contro chi ostacola il
commercio non pagando le fatture e firmando assegni scoperti.
Una gestione del traffico all'americana con multe spaventose se si
superano i 100 all'ora e uno sfoltimento della burocrazia. E anche tariffe
americane dei servizi essenziali: dimezzare il costo di poste, internet,
telefoni...
Lotta senza quartiere alla malavita organizzata.
E misure draconiane antiterrorismo, cancellazione del segreto bancario,
trasparenza degli assetti societari.
Un rigoroso attacco alla privacy che renda impossibile navigare in forma
anonima su internet stroncando siti pedofili, hacker cattivi e invii di posta
non desiderata. Leggi veloci ma severe su appalti e opere pubbliche.
Un atteggiamento virile con gli stranieri...
Signor Berlusconi, la gente di destra che l'ha votata si aspettava questo da
lei.
E cosa abbiamo visto invece?
Non c'è stato nessun cambiamento radicale da nessuna parte.
Sono stati risolti alcuni affari di famiglia, smussati i controlli sugli appalti
per le grandi opere, tolte le scorte ai giudici antimafia, resi più complessi
gli accertamenti bancari in Svizzera, beffati i piccoli risparmiatori con
l'abolizione del falso in bilancio.
E sbaglia chi vede in questi atti una proterva azione reazionaria.
In realtà, signor Berlusconi, lei fa esattamente quello che prima di lei
aveva fatto la sinistra e prima ancora il centro sinistra. E abbiamo la
sensazione che lei cerchi di salvare se stesso dai guai giudiziari non per
trarne vantaggio ma perché si sente in dovere di proseguire il lavoro
intrapreso dall'Olivo che s'è impegnato al massimo per proteggerla. Ed è
chiaro che sarebbe disdicevole se lei non continuasse a salvare se stesso.
E' una questione di continuità.
Al di là di qualche sfumatura non c'è nessuna grande novità nel governo
delle destre.
Lei, signor Berlusconi,  è talmente preoccupato di fare tutto come
D'Alema che ha strepitato perfino per poter mandare anche lei in guerra i
soldati italiani. "Perché D'Alema sì e io no?" Ha urlato al telefono,
piangendo, durante una drammatica telefonata notturna negli States
(notturna per Bush, lei si era dimenticato il fuso orario).
Sarebbe ora che la destra se ne rendesse conto. Sono stati giocati. Erano
gli unici a essere usciti quasi puliti da tangentopoli, avrebbero potuto
governare il paese... Ma i comunisti lo capirono per tempo e
architettarono un piano diabolico: infiltrarsi.
Se la gente di destra si fermasse un attimo e guardasse la fotografia del
gruppo di potere attuale, socchiudendo gli occhi per sfumare l'immagine,
avrebbe la possibilità di intuire una strana visione: i vertici del Polo delle
Libertà sono in mano a un nugolo di comunisti! Comunisti arrabbiati,
feroci. E socialisti, di quelli cattivi. E si sa che quella dell'infiltrazione è
una vecchia tattica stalinista. Erano i russi a utilizzare gli agenti segreti
cosiddetti "dormienti" mandati a vivere oltre la cortina di ferro.
Iniziamo da Giuliano Ferrara, educato nell'Urss del Kgb, cresciuto a pane
e ideologia nei campi di addestramento della gioventù comunista,
sottoposto a chi sa quale tecnica di adescamento sessuale da parte delle
formose agenti comuniste sovietiche... Guzzanti padre, altro noto
personaggio di sinistra. Entrambi giocano a portare alle estreme
conclusioni qualunque frase pronunciata da lei, signor Berlusconi, dicono
ad alta voce il messaggio che si legge tra le righe. E Taormina e
Pecorella, dall'altra parte, fanno eco. Lei dice: "Sono sottoposto a un
complotto di giudici comunisti." E Taormina conclude coerentemente
chiedendo l'arresto dei giudici colpevoli del complotto. Era sottinteso ma
un conto è sottintenderlo e un conto è dirlo. E chi sono Taormina e
Pecorella? Due duri dell'estremismo militante, per anni indicati dalla
stampa onesta come fiancheggiatori del terrorismo, erano tempi nei quali 
per essere difesi da loro bisognava avere almeno morsicato un
carabiniere. E viene il dubbio che il primo intento di queste persone sia
proprio distruggerla, signor  Premier del Governo italiano, fingendo di
sostenerla e impedirle di lavorare recitando un appoggio incondizionato.
Bossi, che già tanti dolori le ha dato in passato, anche lui è un ex
militante comunista, un mangiapreti specializzato in vescovi meridionali.
C'è Taradash, un drogato radicale, e poi i socialisti, socialisti craxiani
ovunque, capeggiati da De Michelis. 
Tutta gente che non è veramente dalla parte sua. Odiano i giudici per un
motivo o per l'altro e la difendono solo perché gli torna utile per il loro
progetto: vendicarsi dei magistrati che hanno osato toccare il Grande
Partito Comunista. E' tutta gente che crede che tangentopoli sia stata una
manovra dei fascisti per fregare la sinistra (tant'è che, come si è detto,
solo i fascisti si sono salvati). 
E guardando bene anche lei, signor Berlusconi ci sembra un po'
comunista, gestisce il suo partito in perfetto stile stalinista e sogna uno
stato teocratico e tecnologico.
Dio ci salvi dal pericolo rosso!


 


 


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