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| IL PORTO DEI RAGAZZI |

DARIO FO e FRANCA RAME
11 marzo 2002

Dacci oggi il nostro delirio quotidiano acciocche' noi si abbia a maledire ogni giorno le astuzie e gli inciuci tra la destra e la sinistra.

E lasciaci attoniti a osservare le sceneggiate di Ferrara e Vincino che fingono di litigare sull'idea di colpire Benigni con uova marce (e' da qui che viene il termine "ricevere una nutrita ovazione"). Benigni e' reo di ripetere da anni la stessa domanda: "Ma come hai fatto i soldi, Silvio? Non c'avevi una lira e poi? Cos'e' successo, Silvio? Che cosa e' successo? Chi te li ha dati tutti quei quattrini?". Qualche anno fa, in vero, Bossi la risposta gliel'aveva data: roba di mafia, aveva sentenziato...
Sono i tempi che sono e quel che succede e' sotto gli occhi di tutti.
La legge che la Casa delle Liberta' sta approvando sul conflitto di interessi si occupa di molte questioni ma non del punto essenziale: la garanzia della pluralita' dell'informazione e la separazione tra gli interessi di Berlusconi imprenditore e quelli di Berlusconi presidente del Consiglio dei Ministri.
Evidentemente e' una questione complicata: se ne occuparono tre saggi (La Pergola, Crisci, Gambino) nominati nel '94, durante il primo governo Berlusconi. Ci provo' la Camera approvando all'unanimita' l'articolo 5 il 22 aprile '98 (governo Prodi).
Ci si riprovo' con l'articolo 10, approvato al Senato il 27 febbraio 2001 (governo Amato). In tutti questi tentativi abortiti, perche' mai approvati dal secondo ramo del Parlamento, era un articolo specifico che regolava la proprieta' di imprese di comunicazione di massa. Nella nuova legge del Polo, semplicemente, non esiste un articolo che regolamenti questo problema specifico. E nella nuova legge sul conflitto di interesse (legge Frattini) si specifica che non vi e' nessuna contraddizione tra il possesso di quote azionarie di maggioranza di reti televisive e l'esercizio del ministero di capo del governo. E' sufficiente non gestire direttamente dette aziende. Cioe' l'amministratore delegato di Mediaset non puo' diventare capo del governo, il proprietario di Mediaset si'.
Decisamente l'attuale maggioranza sta mostrando straordinarie capacita' linguistiche, encomiabili potenzialita' nel produrre equilibrismi sintattici e di fare questo fingendo di far quello.
Cosi' succede che a Gela il petrolchimico inquini in modo spaventoso, la gente muore e c'e' la media piu' alta d'Italia di nascite deformi. E non sono affermazioni dei soliti ecologisti esagerati, sono i dati ufficiali a provarlo, basterebbe aver voglia di leggerli.
Finalmente, dopo anni di proteste ecologiste, viene applicata la legge Ronchi del 1997 e il petrolchimico e' bloccato. Ma la gente protesta, preferisce morire inquinata che perdere il lavoro (a Gela i morti per cancro sono aumentati di 3 volte negli ultimi anni). In un nostro spettacolo c'era una canzone sull'inquinamento che diceva :"Ci tocca crepare per poter campare!".
E dietro alla piazza spingono le lobby dei  petrolieri. E allora si risolve il problema riclassificando il pet-coke da scarto di produzione, altamente nocivo, a combustibile. Si cambia la legge cosi' svanisce l'abuso. E' successo lo stesso con il falso in bilancio...
Che importa se questo dara' via libera all'uso di questo "combustibile" anche nei cementifici e negli altiforni. Diventare la pattumiera degli scarti della produzione petrolifera europea e' un affare...
Nel frattempo il governo italiano chiede all'Unione Europea di stabilire che il biodiesel (90% olio di colza, 10% alcol) possa essere venduto senza sovratassazione solo se altamente miscelato con il gasolio. Poi, forse, si autorizzeranno sperimentazioni e deroghe.  Intanto tutto passa sotto il controllo delle raffinerie di petrolio, le uniche in grado di miscelare e vendere gasolio e oli vegetali.
Attenzione: una simile scelta viene fatta in un momento di grande emergenza inquinamento nelle citta' italiane. Che importa se ormai decine di comuni e aziende hanno adottato il biodiesel, di gran lunga piu' pulito del gasolio, e molti altri, visti i risultati positivi, stavano attrezzandosi per farlo? Dovranno ritornare a bruciare questa miscela, piu' inquinante e meno efficiente. La vendita dei carburanti derivati dal petrolio costa allo stato 1600 lire al litro in cure mediche, come sostiene il premio Nobel Rubbia. La situazione e' proprio incredibile: lo stato intasca poche lire di tassa sui carburanti per pagare molto di piu' il danno provocato, in termini di spese sanitarie, squilibrio della bilancia dei pagamenti, dissesto ambientale ecc. Dal punto di vista meramente economico allo stato converrebbe regalare il biodiesel. Ma invece lo si rende invendibile gravandolo delle stesse tasse imposte ai carburanti derivati dal petrolio. Cosi' si elimina una pericolosa concorrenza. Certamente Berlusconi ha usato altre logiche commerciali per costruire il suo impero economico. Non crediamo che gli sia capitato spesso di farsi pagare la pubblicita' 5 volte di piu' di quel che gli costava farla.
Ma in fondo non possiamo pretendere troppo da lui. Neanche la sinistra ebbe il coraggio di dar fastidio ai petrolieri, sono gente che si porta dietro l'aviazione americana anche quando va in bagno.

 

Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo





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