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DARIO FO e FRANCA RAME
21 marzo 2002

Un movimento di ricercatori

Due anni fa, grazie alla Pulicoop di Forli', scoprimmo l'esistenza del biodiesel (90% olio di colza, 10% alcol). Fu una rivelazione stupefacente, le nostre auto, i trattori e il pulmino di Alcatraz andavano perfettamente usando al posto del  gasolio questo propellente. Il biodiesel inquina un decimo del gasolio e non scarica altra anidride carbonica nell'atmosfera, quindi non contribuisce all'aumento dell'effetto serra.
Poi scoprimmo che non e' assolutamente una novita'. Ford, negli anni '30 aveva costruito un'auto diesel alimentata a olio di canapa. Di li' a poco la canapa fu messa fuori legge e Ford fu costretto a rinunciare all'utilizzo di oli vegetali come carburante per le sue auto.
In questi due anni ci siamo occupati di altre tecnologie dolci, scoprendo che esistono pannelli solari molto efficienti, caldaie ad alto rendimento, motori ad aria compressa, super marmitte catalitiche e molte altre tecnologie innovative che permettono di risparmiare energia e non utilizzare combustibili inquinanti o utilizzarli in quantita' minore, riducendo al contempo le emissioni tossiche.
A seguito del lavoro iniziato da Beppe Grillo e' successo che, ormai, se qualcuno conosce una nuova tecnologia e non riesce a farlo sapere si rivolge a un comico.
Sarebbe piu' logico si rivolgesse a qualche ente pubblico incaricato della ricerca, alla Confindustria o ai partiti politici. Ma a tutte questi enti ed organismi la tecnologia ecologica non interessa, anzi spesso la odiano con tutte le loro forze. E cosi' adesso ci troviamo davanti un bel problema. Siamo venuti a conoscenza di una tecnologia fantascientifica, basata sull'uso di calamite e teflon, che offrirebbe un risparmio dei consumi delle auto addirittura del 30%, con un costo per la modifica di ogni macchina estremamente economico: 150 euro per un utilitaria, un milione per un camion.
Sembra una favola e per molto tempo non abbiamo ascoltato le voci che ci arrivavano perche' pareva la classica bufala messa su da qualche imbroglione, ce ne sono tanti che navigano nei mari dell'alternativa...
Ma ad un certo punto abbiamo deciso di compiere una verifica e abbiamo scoperto cose veramente interessanti che hanno fatto crescere dubbi e curiosita'.
C'e' chi dice che da decenni la Nasa utilizzi magneti per rendere piu' efficiente il carburante dei missili. In pratica si fa passare il carburante attraverso il campo magnetico creato da alcune super calamite (niente a che vedere con quelle che si vendono in cartoleria ma sostanzialmente simili).
Ora, ci dicono, in questi carburanti, e anche nel metano, nella benzina e nel gasolio, ci sono molecole, dette ioni, che si scindono dal momento che il campo magnetico cambia la loro polarita'. Questo modifica il carburante rendendolo "piu' sottile" e quando si incendia, nella camera di combustione, brucia meglio e produce meno emissioni inquinanti. E' come buttare sul fuoco segatura invece di tronchi di legno: brucia prima e piu' completamente.
Utilizzando su auto o caldaie questi magneti si otterrebbe una diminuzione dei consumi dal 5 al 14% e una diminuzione delle emissioni che supererebbe anche il 50%.
Cioe' a dire: risultati strabilianti.
Se poi, all'olio dell'impianto di lubrificazione, si aggiunge del teflon, un liquido lubrificante, si ottiene una diminuzione dell'attrito e un conseguente risparmio dei consumi fino al 15%, una minore usura delle parti meccaniche e una durata maggiore dell'olio lubrificante del 20%. In effetti anche quest'uso del teflon non e' una novita'. Ma viene poco usato e e' commercializzato soltanto in soluzioni molto diluite che costano un'enormita'.
Incuriositi abbiamo provato a modificare in questo modo 5 automobili e abbiamo in effetti ottenuto un netto miglioramento delle prestazioni e un sensibile risparmio dei consumi. Se questi risultati fossero confermati in esperimenti su larga scala sarebbe il caso di lanciare una grande campagna di informazione su questa possibilita' e varrebbe proprio la pena di creare subito una rete alternativa e autogestita, dalle associazioni ecologiche e del volontariato, che avesse lo scopo di commercializzare questa tecnologia, permettendole di essere facilmente disponibile. Per esperienza sappiamo bene che ogni innovazione che diminuisca il consumo di petrolio, e' aborrita e combattuta dai fabbricanti di auto con motore a scoppio.
Ma prima di pensare a come provocare la diffusione rapida di queste innovazioni dobbiamo essere veramente sicuri che funzionino e un test su poche auto non e' certo sufficiente a garantire una ragionevole certezza.
Mettetevi nei nostri panni, siamo attori non scienziati, di tutto questo capiamo ben poco. E allora ci e' venuta l'idea di fare una proposta a voi, cari lettori.
Sicuramente ci sono persone che ci leggono ben piu' ferrate in questi argomenti e possono essere di valido aiuto nella realizzazione di questo progetto. E ci saranno anche persone che hanno gia' installato questi meccanismi e ci possono dire che effetti hanno avuto. In particolare ci sono piu' di 20 ditte che commercializzano sistemi magnetici per il risparmio dei combustibili con sbalzi di prezzo di 5 volte per lo stesso prodotto. Ci serve quindi sapere non solo se il sistema funziona ma quale ditta lo ha prodotto e quanto lo avete pagato.
E servirebbero anche persone che siano disposte a entrare nel "gioco" di ricerca e quindi verificare sulla propria auto l'effetto di queste modifiche. L'idea e' che una cinquantina di proprietari di mezzi di trasporto si trovino ad Alcatraz dal 5 al 7 aprile avendo monitorato i consumi al chilometro. Si modificano tutti i veicoli e si misura poi il risultato ottenuto.
Sappiamo che e' una proposta non usuale ma ci sembra l'unica in grado di rispondere in modo esauriente, sicuro e rapido, ai dubbi sull'argomento. E ci sembra anche una proposta corretta dal punto di vista della ricerca di un nuovo modo di fare iniziativa politica e di praticare un controllo sociale sulle innovazioni scientifiche. Agire in modo concreto, verificare direttamente. Sarebbe la prima volta, crediamo, che un gruppo di cittadini si autoconvoca per realizzare e finanziare un esperimento tecnologico.

 

Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo






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