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DARIO FO e FRANCA RAME
30 giugno
2002

Sovversivi e socialisti

A Shibergan, in Afganistan, c'e' un campo di prigionia definito da Klaus-Peter Kleiber, delegato dell'Unione Europea, "simile al campo di concentramento di Auschwitz". Dopo la Enron, e' la volta della Worldcom a finire sul banco degli imputati per aver falsificato i bilanci e rubato miliardi di dollari ai risparmiatori. Fino alla settimana scorsa quella della Enron era la piu' grande rapina della storia del mondo, ma ha conservato il record per poco. Nel frattempo sono scoppiati un paio di scandali che non hanno conquistato un posto nel Guinnes dei primati solo perche' sono venuti fuori nel momento sbagliato.
La fiducia nel sistema e' in caduta libera, si impennano i consumi di antidepressivi, bibbie e alcolici, gli aerei esplodono, i giornalisti scomodi vengono eliminati dalla Rai, le madri uccidono i figli e la guerra echeggia sul pianeta. Insomma, non e' un bel momento. Proprio per questo abbiamo pensato di fare cosa gradita offrendovi una rievocazione storica minimalista. Si tratta di una storia degli inizi del secolo. Era un periodo oscuro, quando ancora i potenti della terra tenevano in schiavitu' assoluta le colonie e il parlamento italiano era talmente corrotto che un'inchiesta fu bloccata per l'impossibilita' pratica di arrestare quasi tutti i parlamentari. E anche negli Usa non potevano lamentarsi. Insomma anche allora la situazione faceva schifo. Anzi di piu'. E anche sul piano delle liberta' costituzionali erano tempi d'oro. Ce ne fornisce un quadro esaltante il fascicolo della polizia del re relativo a un certo Faedi Alfredo, socialista, inviatoci dall'amico Giorgio Calisesi, noto storico romagnolo. Sicuramente il Faedi, a 25 anni, non aveva certo le capacita' satiriche di Luttazzi ma questo non impedi' che finisse nei guai a causa di una canzone. Infatti il 4 maggio 1896 veniva condannato dal tribunale di Forli' a 4 mesi di detenzione (interamente scontati nelle patrie galere) e a una multa di lire 200 (una cifra a quei tempi) "per eccitamento all'odio fra le classi sociali in modo pericoloso per la pubblica tranquillita' per aver il 10/4/98 nella pineta di Cervia, in pubblico assembramento cantato l'Inno dei Lavoratori del Turati". La sentenza fu confermata dalla corte di appello di Bologna il 18/98. E c'e' da dire che ai tempi i ritmi della giustizia erano fulminei, visto che tra il reato e la condanna in secondo grado trascorsero poco piu' di 3 mesi. Peraltro non e' che quell'inno, cantato per di piu' in un boschetto, avesse grandi capacita' mediatiche, anche perche' era veramente brutto: "Su fratelli, su compagni, su venite in fitta schiera, su la libera bandiera splende il sol dell'avenir".
Una cosa da depressione.
Comunque la bruttezza del testo non fu accettata come attenuante. Erano tempi in cui se facevi un corteo tipo Genova schieravano l'artiglieria pesante e facevano 100 morti, come capito' a Milano quando le truppe del Generale Bava Beccaris aprirono il fuoco sugli operai. E da questo punto di vista dobbiamo ammettere che Berlusconi, al confronto, e' un grande democratico.
Comunque a quel punto il Faedi Alfredo era un pericoloso criminale, dotato della qualifica di "schedato" che comportava l'apposizione dell'impronta digitale del pollice destro sui documenti di identita'. Da allora sulle attivita' del Faedi ci informano le autorita' di pubblica sicurezza: "Il 30-IV-1902 contrasse matrimonio con Corelli Marta.".
"L'8-VII viene eletto consigliere comunale di Cesenatico". Poi partecipa al congresso socialista di Imola e in ottobre diviene persino sindaco. Insomma, non e' un terrorista e nel 1910 la polizia lo definisce "socialista riformista non pericoloso". Ma un anno dopo ci ripensano e decidono che "e' il vero capo del partito socialista di Cesenatico e ultimamente ha dato prova di appartenere alla fazione rivoluzionaria"; non ci e' dato di sapere cosa abbia fatto per guadagnarsi questa accusa. Forse aveva cantato canzoncine oscene che deridevano la moralita' sessuale della regina. Ma ci nasce il dubbio che i poliziotti di allora non avessero nessun interesse a distinguere realmente fra gli oppositori e li accomunassero tra loro con facilita', un po' come si fa oggi con Black Block e Tute Bianche.
Comunque la situazione del Faedi peggiora via via e nel 1918 la sua casa viene perquisita nell'intento di trovare materiale disfattista e proclami incitanti alla diserzione davanti al nemico (si era in guerra). Nel 1919 viene definito: "l'esponente piu' avanzato del Partito Socialista sia per la propaganda bolscevica sia come persona piu' intelligente del posto. E' quindi pericoloso e viene attentamente sorvegliato."
Nel 1920 sappiamo che viene arrestato durante una manifestazione. Nel 1928, pur continuando a essere un socialista moderato viene definito un comunista. Nel 1932 un'informativa ci racconta che: "ha preso parte a varie riunioni segrete allo scopo di sferrare una campagna ostile contro il Podesta' e il Segretario Politico (del fascio) di Cesenatico."
Soltanto nel 1942, quando ha 69 anni, "in considerazione dell'eta' avanzata" e della scarsa attivita' politica, il prefetto di Forli' propone che all'avvocato Faedi venga tolta la qualifica di schedato, anche se rimane sempre un sovversivo sotto controllo.
Come vedete non c'e' nulla di nuovo sotto il sole e non si puo' dire che le cose vadano sempre peggio. Anche allora si prendevano le impronte digitali agli indesiderati mentre i grandi ladroni vivevano protetti dalla legge, si dipingevano i Cofferati come brigatisti, si impiegavano enormi energie poliziesche a indagare sulle persone oneste mentre i mafiosi venivano lasciati in pace.
Comunque, lo ripetiamo, la situazione migliora, anche perche' la durata media della vita si e' di molto allungata e uno puo' continuare tranquillamente a essere considerato un pericoloso sovversivo anche al di la' dell'eta' pensionabile.
E se permettete questa, per noi, e' una grande soddisfazione. 



 



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