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Sovversivi e socialisti |
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A
Shibergan, in Afganistan, c'e' un campo di prigionia definito da
Klaus-Peter Kleiber, delegato dell'Unione Europea, "simile al
campo di concentramento di Auschwitz". Dopo la Enron, e' la
volta della Worldcom a finire sul banco degli imputati per aver
falsificato i bilanci e rubato miliardi di dollari ai risparmiatori.
Fino alla settimana scorsa quella della Enron era la piu' grande
rapina della storia del mondo, ma ha conservato il record per poco.
Nel frattempo sono scoppiati un paio di scandali che non hanno
conquistato un posto nel Guinnes dei primati solo perche' sono venuti
fuori nel momento sbagliato.
La fiducia nel sistema e' in caduta
libera, si impennano i consumi di antidepressivi, bibbie e alcolici,
gli aerei esplodono, i giornalisti scomodi vengono eliminati dalla
Rai, le madri uccidono i figli e la guerra echeggia sul pianeta.
Insomma, non e' un bel momento. Proprio per questo abbiamo pensato di
fare cosa gradita offrendovi una rievocazione storica minimalista. Si
tratta di una storia degli inizi del secolo. Era un periodo oscuro,
quando ancora i potenti della terra tenevano in schiavitu' assoluta
le colonie e il parlamento italiano era talmente corrotto che
un'inchiesta fu bloccata per l'impossibilita' pratica di arrestare
quasi tutti i parlamentari. E anche negli Usa non potevano
lamentarsi. Insomma anche allora la situazione faceva schifo. Anzi di
piu'. E anche sul piano delle liberta' costituzionali erano tempi
d'oro. Ce ne fornisce un quadro esaltante il fascicolo della polizia
del re relativo a un certo Faedi Alfredo, socialista, inviatoci
dall'amico Giorgio Calisesi, noto storico romagnolo. Sicuramente il
Faedi, a 25 anni, non aveva certo le capacita' satiriche di Luttazzi
ma questo non impedi' che finisse nei guai a causa di una canzone.
Infatti il 4 maggio 1896 veniva condannato dal tribunale di Forli' a
4 mesi di detenzione (interamente scontati nelle patrie galere) e a
una multa di lire 200 (una cifra a quei tempi) "per eccitamento
all'odio fra le classi sociali in modo pericoloso per la pubblica
tranquillita' per aver il 10/4/98 nella pineta di Cervia, in pubblico
assembramento cantato l'Inno dei Lavoratori del Turati". La
sentenza fu confermata dalla corte di appello di Bologna il 18/98. E
c'e' da dire che ai tempi i ritmi della giustizia erano fulminei,
visto che tra il reato e la condanna in secondo grado trascorsero
poco piu' di 3 mesi. Peraltro non e' che quell'inno, cantato per di
piu' in un boschetto, avesse grandi capacita' mediatiche, anche
perche' era veramente brutto: "Su fratelli, su compagni, su
venite in fitta schiera, su la libera bandiera splende il sol
dell'avenir".
Una cosa da depressione.
Comunque la
bruttezza del testo non fu accettata come attenuante. Erano tempi in
cui se facevi un corteo tipo Genova schieravano l'artiglieria pesante
e facevano 100 morti, come capito' a Milano quando le truppe del
Generale Bava Beccaris aprirono il fuoco sugli operai. E da questo
punto di vista dobbiamo ammettere che Berlusconi, al confronto, e' un
grande democratico.
Comunque a quel punto il Faedi Alfredo era un
pericoloso criminale, dotato della qualifica di "schedato"
che comportava l'apposizione dell'impronta digitale del pollice
destro sui documenti di identita'. Da allora sulle attivita' del
Faedi ci informano le autorita' di pubblica sicurezza: "Il
30-IV-1902 contrasse matrimonio con Corelli Marta.".
"L'8-VII
viene eletto consigliere comunale di Cesenatico". Poi partecipa
al congresso socialista di Imola e in ottobre diviene persino
sindaco. Insomma, non e' un terrorista e nel 1910 la polizia lo
definisce "socialista riformista non pericoloso". Ma un
anno dopo ci ripensano e decidono che "e' il vero capo del
partito socialista di Cesenatico e ultimamente ha dato prova di
appartenere alla fazione rivoluzionaria"; non ci e' dato di
sapere cosa abbia fatto per guadagnarsi questa accusa. Forse aveva
cantato canzoncine oscene che deridevano la moralita' sessuale della
regina. Ma ci nasce il dubbio che i poliziotti di allora non avessero
nessun interesse a distinguere realmente fra gli oppositori e li
accomunassero tra loro con facilita', un po' come si fa oggi con
Black Block e Tute Bianche.
Comunque la situazione del Faedi
peggiora via via e nel 1918 la sua casa viene perquisita nell'intento
di trovare materiale disfattista e proclami incitanti alla diserzione
davanti al nemico (si era in guerra). Nel 1919 viene definito:
"l'esponente piu' avanzato del Partito Socialista sia per la
propaganda bolscevica sia come persona piu' intelligente del posto.
E' quindi pericoloso e viene attentamente sorvegliato."
Nel
1920 sappiamo che viene arrestato durante una manifestazione. Nel
1928, pur continuando a essere un socialista moderato viene definito
un comunista. Nel 1932 un'informativa ci racconta che: "ha preso
parte a varie riunioni segrete allo scopo di sferrare una campagna
ostile contro il Podesta' e il Segretario Politico (del fascio) di
Cesenatico."
Soltanto nel 1942, quando ha 69 anni, "in
considerazione dell'eta' avanzata" e della scarsa attivita'
politica, il prefetto di Forli' propone che all'avvocato Faedi venga
tolta la qualifica di schedato, anche se rimane sempre un sovversivo
sotto controllo.
Come vedete non c'e' nulla di nuovo sotto il sole
e non si puo' dire che le cose vadano sempre peggio. Anche allora si
prendevano le impronte digitali agli indesiderati mentre i grandi
ladroni vivevano protetti dalla legge, si dipingevano i Cofferati
come brigatisti, si impiegavano enormi energie poliziesche a indagare
sulle persone oneste mentre i mafiosi venivano lasciati in
pace.
Comunque, lo ripetiamo, la situazione migliora, anche
perche' la durata media della vita si e' di molto allungata e uno
puo' continuare tranquillamente a essere considerato un pericoloso
sovversivo anche al di la' dell'eta' pensionabile.
E se permettete
questa, per noi, e' una grande soddisfazione.
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