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La mozzarella di Maroni |
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Son
tempi difficili e vorremmo tirare su il morale a tutti riandando con
la memoria a fatti del passato che dimostrano, se ce ne fosse
bisogno, che le trame dei potenti possono essere travolte dal
ridicolo. Pubblichiamo a questo scopo uno stralcio molto divertente
del libro "Mani pulite - La vera storia" di Marco
Travaglio, Peter Gomez e Gianni Barbacetto ("Editori
Riuniti").
Godetevela in un momento di tranquillita' e non
smettete di sognare.
Watergate all'italiana
In
preparazione, intanto, c'e' un nuovo colpo di scena. L'ennesimo
"scandalo" che pare fatto apposta per raffigurare l'Italia
come un Far West in preda alle scorrerie di bande di magistrati
impazziti. L'11 ottobre 1996 Silvio Berlusconi convoca una conferenza
stampa e mostra al mondo una microspia trovata tre giorni prima
dietro il termosifone della sua residenza romana, proprio nel salone
adibito alle riunioni con gli altri leader del Polo. Viste le
dimensioni e la tecnologia non molto aggiornata dell'aggeggio,
qualche giornale lo ribattezza "cimicione". Ma il Cavaliere
giura che e' "perfettamente funzionante", in grado di
trasmettere "fino a 300 metri di distanza". Poi lancia un
drammatico allarme sul fatto di essere spiato e parla di "Procure
eversive" che calpestano l'immunita' parlamentare e minacciano
la democrazia. Spiega anche di aver avvertito immediatamente,
prim'ancora dei carabinieri, "l'amico Massimo": cioe'
D'Alema, candidato alla presidenza della Bicamerale. D'Alema assicura
subito la sua solidarieta': "E' un fatto grave, che testimonia
il clima torbido di un paese inquinato da intrighi, manovre, veleni e
sospetti. Bisogna reagire con fermezza, con un colpo di reni,
riscrivendo le regole della convivenza civile e democratica".
Chi mette in dubbio la serieta' dell'allarme viene severamente
redarguito dalla stampa di casa Fininvest. "Siamo seri
ammonisce Panorama in un editoriale il fatto che un capo di un
partito politico si chiami Berlusconi, Bianco o D'Alema (diano
un'occhiata ai termosifoni) sia spiato e' una circostanza di
eccezionale gravita' che non puo' essere archiviata con le freddure o
con un dibattito parlamentare". Il 16 ottobre Luciano Violante
convoca la Camera in seduta straordinaria. Berlusconi prende la
parola in un'aula gremita all'inverosimile. L'ora e' drammatica,
l'atmosfera carica di tensione, il clima da pre-golpe. "Onorevoli
colleghi scandisce nel silenzio generale il Cavaliere il fatto
e' davvero grave: un'attivita' spionistica ai danni del leader
dell'opposizione che, da chiunque sia stata ordita, rientra
perfettamente nel panorama non limpido della vita nazionale. Mai, in
nessun periodo della storia repubblicana, sono gravate sulla libera
attivita' politica tante ombre e tanto minacciose...". Poi al
microfono si alternano leader della maggioranza e dell'opposizione.
Solo Maroni e Veltri, malfidati, ipotizzano che il Cavaliere la
cimice se la sia piazzata da solo. Maroni si permette una battuta:
"Piú che una cimice, pare una mozzarella...".
Buttiglione parla invece di "scandalo non inferiore al
Watergate". Dini sostiene che "sono a rischio le liberta'
fondamentali". Mussi invoca un'imprescindibile "riforma dei
servizi segreti". E Manconi propone addirittura il licenziamento
in tronco di "tutti i vertici di tutti i troppi servizi
d'informazione, intelligence, spionaggio e controspionaggio".
Previti mette subito le mani avanti: "I servizi non c'entrano e
non si toccano". Gli onorevoli di An Lo Presti, Fragala',
Simeone e Cola invocano una commissione parlamentare d'inchiesta.
Anche Craxi si fa sentire da Hammamet ("Un'azione da
professionisti, una sporca operazione a orologeria politica"),
mentre Sgarbi coglie l'occasione per chiedere le immediate dimissioni
di Antonio Di Pietro da ministro dei Lavori pubblici. Tiziana Maiolo
parla di "rapporti occulti e illegali fra politica, magistratura
e criminalita'". Mancuso si limita a un laconico commento:
"Villani!". Pisanu e Taradash additano le
"Procure
deviate". Tra i commentatori, Vittorio
Feltri sostiene: "Stupirci per due cimici a Berlusconi? Ci
saremmo stupiti se non gliele avessero gettate tra i piedi. [...]
Siamo in pieno socialismo reale". E Saverio Vertone: "Abbiamo
uno Stato di polizia che supera ogni record del passato.
L'Inquisizione non aveva i mezzi tecnologici, ma chi ha piazzato
quella microspia ha sicuramente superato Torquemada". Lo sdegno
e' insomma unanime e la ritrovata unita' del Parlamento nella
condanna del "cimicione" contribuisce ad accelerare il
passo verso la Bicamerale per le riforme, indicata come la panacea di
tutti i mali. Qualche settimana dopo, le indagini della Procura di
Roma appureranno che la microspia era un ferrovecchio inservibile da
anni, per nulla funzionante. E che, a piazzarla in casa Berlusconi,
non era stata una "Procura deviata", ma un amico del capo
della sicurezza di Berlusconi, incaricato di "bonificare"
la residenza romana del Cavaliere. Mestamente archiviata la denuncia
del leader forzista, che ipotizzava addirittura i reati di
"spionaggio politico, violazione di domicilio, intercettazione
abusiva, abuso d'ufficio e attentato ai diritti costituzionali del
capo
dell'opposizione".
Per acquistare on-line il libro: collegarsi a http://www.editoririuniti.it e cliccare su "Catalogo". Nella casella "Autore" scrivere Marco Travaglio o selezionarlo tramite il menu' a discesa. Premere poi su "Cerca". Cliccare su "Mani Pulite - La vera storia". Per acquistarlo e' necessario registrarsi (gratuitamente).
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