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DARIO FO e FRANCA RAME
14 luglio
2002

La mozzarella di Maroni

Son tempi difficili e vorremmo tirare su il morale a tutti riandando con la memoria a fatti del passato che dimostrano, se ce ne fosse bisogno, che le trame dei potenti possono essere travolte dal ridicolo. Pubblichiamo a questo scopo uno stralcio molto divertente del libro "Mani pulite - La vera storia" di Marco Travaglio, Peter Gomez e Gianni Barbacetto ("Editori Riuniti").
Godetevela in un momento di tranquillita' e non smettete di sognare.

 

Watergate all'italiana

 

In preparazione, intanto, c'e' un nuovo colpo di scena. L'ennesimo "scandalo" che pare fatto apposta per raffigurare l'Italia come un Far West in preda alle scorrerie di bande di magistrati impazziti. L'11 ottobre 1996 Silvio Berlusconi convoca una conferenza stampa e mostra al mondo una microspia trovata tre giorni prima dietro il termosifone della sua residenza romana, proprio nel salone adibito alle riunioni con gli altri leader del Polo. Viste le dimensioni e la tecnologia non molto aggiornata dell'aggeggio, qualche giornale lo ribattezza "cimicione". Ma il Cavaliere giura che e' "perfettamente funzionante", in grado di trasmettere "fino a 300 metri di distanza". Poi lancia un drammatico allarme sul fatto di essere spiato e parla di "Procure eversive" che calpestano l'immunita' parlamentare e minacciano la democrazia. Spiega anche di aver avvertito immediatamente, prim'ancora dei carabinieri, "l'amico Massimo": cioe' D'Alema, candidato alla presidenza della Bicamerale. D'Alema assicura subito la sua solidarieta': "E' un fatto grave, che testimonia il clima torbido di un paese inquinato da intrighi, manovre, veleni e sospetti. Bisogna reagire con fermezza, con un colpo di reni, riscrivendo le regole della convivenza civile e democratica". Chi mette in dubbio la serieta' dell'allarme viene severamente redarguito dalla stampa di casa Fininvest. "Siamo seri  ammonisce Panorama in un editoriale  il fatto che un capo di un partito politico si chiami Berlusconi, Bianco o D'Alema (diano un'occhiata ai termosifoni)  sia spiato e' una circostanza di eccezionale gravita' che non puo' essere archiviata con le freddure o con un dibattito parlamentare". Il 16 ottobre Luciano Violante convoca la Camera in seduta straordinaria. Berlusconi prende la parola in un'aula gremita all'inverosimile. L'ora e' drammatica, l'atmosfera carica di tensione, il clima da pre-golpe. "Onorevoli colleghi  scandisce nel silenzio generale il Cavaliere il fatto e' davvero grave: un'attivita' spionistica ai danni del leader dell'opposizione che, da chiunque sia stata ordita, rientra perfettamente nel panorama non limpido della vita nazionale. Mai, in nessun periodo della storia repubblicana, sono gravate sulla libera attivita' politica tante ombre e tanto minacciose...". Poi al microfono si alternano leader della maggioranza e dell'opposizione. Solo Maroni e Veltri, malfidati, ipotizzano che il Cavaliere la cimice se la sia piazzata da solo. Maroni si permette una battuta: "Piú che una cimice, pare una mozzarella...". Buttiglione parla invece di "scandalo non inferiore al Watergate". Dini sostiene che "sono a rischio le liberta' fondamentali". Mussi invoca un'imprescindibile "riforma dei servizi segreti". E Manconi propone addirittura il licenziamento in tronco di "tutti i vertici di tutti i troppi servizi d'informazione, intelligence, spionaggio e controspionaggio". Previti mette subito le mani avanti: "I servizi non c'entrano e non si toccano". Gli onorevoli di An Lo Presti, Fragala', Simeone e Cola invocano una commissione parlamentare d'inchiesta. Anche Craxi si fa sentire da Hammamet ("Un'azione da professionisti, una sporca operazione a orologeria politica"), mentre Sgarbi coglie l'occasione per chiedere le immediate dimissioni di Antonio Di Pietro da ministro dei Lavori pubblici. Tiziana Maiolo parla di "rapporti occulti e illegali fra politica, magistratura e criminalita'". Mancuso si limita a un laconico commento: "Villani!". Pisanu e Taradash additano le "Procure
deviate".  Tra i commentatori, Vittorio Feltri sostiene: "Stupirci per due cimici a Berlusconi? Ci saremmo stupiti se non gliele avessero gettate tra i piedi. [...] Siamo in pieno socialismo reale". E Saverio Vertone: "Abbiamo uno Stato di polizia che supera ogni record del passato. L'Inquisizione non aveva i mezzi tecnologici, ma chi ha piazzato quella microspia ha sicuramente superato Torquemada". Lo sdegno e' insomma unanime e la ritrovata unita' del Parlamento nella condanna del "cimicione" contribuisce ad accelerare il passo verso la Bicamerale per le riforme, indicata come la panacea di tutti i mali. Qualche settimana dopo, le indagini della Procura di Roma appureranno che la microspia era un ferrovecchio inservibile da anni, per nulla funzionante. E che, a piazzarla in casa Berlusconi, non era stata una "Procura deviata", ma un amico del capo della sicurezza di Berlusconi, incaricato di "bonificare" la residenza romana del Cavaliere. Mestamente archiviata la denuncia del leader forzista, che ipotizzava addirittura i reati di "spionaggio politico, violazione di domicilio, intercettazione abusiva, abuso d'ufficio e attentato ai diritti costituzionali del capo
dell'opposizione".

 

Per acquistare on-line il libro: collegarsi a http://www.editoririuniti.it e cliccare su "Catalogo". Nella casella "Autore" scrivere Marco Travaglio o selezionarlo tramite il menu' a discesa. Premere poi su "Cerca". Cliccare su "Mani Pulite - La vera storia". Per acquistarlo e' necessario registrarsi (gratuitamente).



 



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