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DARIO FO e FRANCA RAME
21 luglio
2002

Consigli di Machiavelli al Principe


 Machiavelli, a proposito dell'arte di governare, consiglia al principe:
"Se ti urge imporre ai tuoi sudditi leggi o regole che allarghino il tuo potere di controllo e maggior vantaggio nelle mercanterie, che smorzino i diritti dei molti ed efervano creando vantaggio al tuo governo, cosi' come ai seguaci tuoi fedeli, non esporti mai col tuo nome e la tua faccia in prima persona, ma a far proposta e imposizione invia qualcuno dei tuoi serventi. Cosicche', se quello tuo dimandato vien fracollato (coperto) d'insulti dal popolo e dai suoi rappresentatori e puranco dai mercatari minori e dal clero minuto uniti ai frati cerconi (questuanti), tu, principe all'immediata (immediatamente) debbi disdire (negare) a gran voce che quello scrianzato abbi agito per tuo ordine e vantaggio, e denunzia che egli da se' solo e su suo unico pensamento siasi gittato a far quelle insensate proposte. Quindi caccialo fora dalla tua corte de governo e subito acchiappane un'altro e ponilo al posto suo vacante. Ma bada bene che anco quel sostituito sia ben disposto a buttarsi pe' ordine tuo ad esporse con faccia nuda pe' un'altra caricata".
Questo, sia chiaro, e' il consiglio ripreso a braccio, ma che mette in evidenza la sferzata ironico-satirica che Machiavelli sottolinea ad ogni passo del suo discorso. Ma fateci caso: e' l'identico beffardo consiglio che lo stesso Machiavelli proprio oggi potrebbe ripetere al nostro Presidente del governo Berlusconi. Un consiglio che lo aiuterebbe meglio a scegliere come gestire il suo potere e avvantaggiarsi nel clima di regime, nel nuovo revisionismo storico, nel riformismo, nei decreti omnibus e nelle nuove imperterrite leggi salvaladri che la maggioranza sta producendo a valanga.
Ma forse, a 'sto punto, crediamo si debba operare a rovescio.
Osservando come si stanno articolando gli avvenimenti della politica, sono Berlusconi e il suo staff di stretti collaboratori che potrebbero dare consigli a Machiavelli, giacche' il nostro mercatante-piazzista d'affari ha di gran lunga superato il segretario fiorentino, maestro di ogni scaltrezza politica.
Il nuovo principe di Arcore ci insegna, proprio in questi giorni, come si mandi allo sbaraglio un servente di nome Nitto Palma con la proposta di varare una legge che impedisca ai giudici di inquisire e addirittura di indagare-registrare telefonate di ogni deputato del parlamento o senatore, specie se fa parte del governo.
E' un assaggio astuto: "Se va, ha le gambe", come si dice, "ma, ahime', quelle gambe non girano".
Si scatenano indignate le opposizioni, si scatenano anche gli alleati del principe unto dal Signore. E che si fa allora? Proprio come da indicazione perentoria del Machiavelli, il dimandato-sonda viene immediatamente scaricato: "Io quel Nitto Palma manco so che faccia abbia! Via, gettatelo ai porci. Pronti? Avanti un altro! Si ricomincia!"
E' un copione ormai collaudato e, a emissione imperterrita, si gioca anche fuori dal Parlamento. Baldassarre, suddito di Berlusconi, posto sul trono della RAI propone un totale revisionismo storico della storia recente: "Buttiamo all'aria 'ste favolette comuniste scritte col consenso della DC. Scriviamo un altro spartito e suoniamo un'altra musica. Punto primo: la Resistenza ha operato in un clima di guerra civile!"
I pochi intellettuali rimasti indipendenti e liberi intervengono pesanti e indignati.
Interviene perfino il Presidente della Repubblica a cui la maggioranza sta proponendo una ininterrotta valanga di leggi, una piu' anticostituzionale dell'altra: "La Resistenza non si tocca e nemmeno la Costituzione!" sentenzia dai telegiornali.
Veloce come una volpe stanata, il voltagabbana di regime Baldassarre effettua un salto mortale, stile Berlusconi e rinnega tutto: "Mi avete frainteso, io sono sempre stato antifascista, ho sempre considerato la Resistenza partigiana un momento storico inalienabile. Sono d'accordo col Presidente Ciampi. Sono per il pluralismo contro il revisionismo. Non sapevo che i miei spettatori nel momento in cui tenevo quel discorso sul programma che ho in mente sull'informazione riguardo alla storia, fossero fascisti. Li credevo tutti operai iscritti alla Cgil: viva Lenin! Viva Marx, viva Mao Tze Tung!".
Certo l'andamento fortemente sgangherato di questo governo e' impressionante. In breve tempo, due ministri sono stati buttati fuori come ramazze dal coro. Altri reggitori di contorno hanno fatto la stessa fine, ma in sordina. La stessa sordina che e' stata imposta alla notizia del consigliere della Provincia siciliana, sorpreso bellamente dalla polizia seduto fra i mammasantissima della mafia in congresso (summit ristretto per soli boss).
Il consigliere arrestato all'istante e' di Forza Italia, quindi, alla televisione, due sole reti su sei a disposizione del principe ne hanno dato fuggevole notizia. Per il resto, silenzio.
Ma non tutto va a buca: spingi, gioca basso, ricatta, riduci. In un anno, il maestro dei mercatari al governo e' riuscito a far passare, con la forza della maggioranza al Parlamento, il decreto legge che cancella il falso in bilancio (e Ciampi firma). Che strano!
Poi arriva la cosiddetta rogatoria blocca-processi (e Ciampi firma).
Ed ecco finalmente approvata in Parlamento anche la legge sul conflitto d'interessi (ci si augura che questa volta Ciampi abbia un colpo di reni e non firmi). "E' una schifezza!", urlano orripilate le solite anime candide, come le definisce lo strabordante Ferrara, della dormiente opposizione.
"Sotto con un'altra!"
Si tenta di ricusare i giudici del processo a Berlusconi e a Previti, detto lo "squalo romano". Ma anche questa va a buca.
Il cavaliere dichiara a pie' sospinto di guardare all'America e alla democrazia americana come unico modello da seguire.
Ma tu guarda, proprio in questi giorni Bush, in clima di scandalo continuo nelle Borse, in seguito a tre grossi fallimenti di imprese che hanno truffato centinaia di migliaia di risparmiatori per miliardi di dollari, e' stato costretto a promettere di inasprire le leggi contro il falso in bilancio, causa di tanto sfascio legale ed economico.
Da noi, il principe saltimbanco fa esattamente il contrario e la nostra Confindustria applaude.
Trasparenza del mercato, parita' di spazi e diritti nella gestione dell'informazione, competitivita' sono ormai diventate da noi parole vuote, senza senso.
Tremonti a 'sto punto e' stato iscritto sulla lista dei ministri da buttare. I suoi programmi, sbandierati durante la campagna elettorale, si stanno rivelando un bluff continuo: aveva promesso che, con la legge sul rientro impunito dei capitali all'estero, avremmo goduto di una immensa crescita di nuovo denaro per i finanziamenti di imprese.
Altro bluff. Le agevolazioni in materia fiscale, l'emersione del lavoro nero dal pantano, la stimolazione degli investimenti si sono rivelate uno sbandieramento a vuoto, con bidone finale.
Tutto questo sbatti sbatti senza costrutto ha determinato una seria tensione negativa fra gli imprenditori che temono, oltretutto, il profilarsi di un autunno molto caldo nelle fabbriche, come non avviene da vent'anni.
Anche i sondaggi di cui il principe acrobata e' campione dicono che il malessere determinato dalla prospettiva di un prossimo futuro e' generale e profondo.
Per di piu', incombono processi molto pericolosi che vedono alla sbarra il presidente superpadrone e i suoi colonnelli col rischio di pesanti condanne che lo metterebbero, lui e il suo staff, fuorigioco. Ecco perche' i suoi avvocati, inseriti nel governo, si arrabattano alla follia pur di trovare nuove gabole-scappatoia e buttare all'aria processi e giudici.
Come diceva Shakespeare nel suo Misura per Misura: "Nemmeno per il re funziona il trucco di nascondersi dietro una maschera o un portaparola (portavoce), allorche' il trucco si e' troppo palesemente scoperto. Quando al re capitera' di cascare da cavallo, non basteranno per rimetterlo in sella tutti gli uomini validi e i facchini del suo regno. E non ci sara' nessuno dei palafrenieri che potra' prendere il suo posto. Il re pur di stare in alto, s'e' posto in cima a una piramide di ingiustizie, soprusi, trucchi da pagliaccio spietato. Scalando la piramide e' montato sulle spalle di opportunisti, servitori badando ognuno a trarre il massimo vantaggio dallo stare in quel gran mucchio.
Ma tutto e' costruito sul nulla.
La velocita' del crollo si rivelera' terrificante.
I piu' sorpresi appariranno gli uomini a cui toccava l'onere di opporsi al suo imperio. E non hanno fatto nulla per abbattere quel despota, anzi, spesso l'hanno favorito. Quelli, fra tutti gli spettatori della catastrofe, saranno i piu' sconvolti: "Tu guarda! E' incredibile!", esclameranno, "Il re ha fatto tutto da solo!"

 

Dario Fo Franca Rame Jacopo Fo


 



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