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DARIO FO e FRANCA RAME

lettera

Suicidandomi davanti al videoregistratore....


 

Dalla nuova stesura di "Una giornata qualunque" che debuttera' a giorni
(vedi su
www.francarame.it (clicca su "agenda") per sapere citta' e date
degli spettacoli.

 

(Franca e' da sola in scena, interno di un appartamento, ha deciso di
togliersi la vita e sta registrando un videomessaggio per l'ex marito.)

 

" Tu sei arrivato... Ti ricordi la tempesta di quella sera? Volavi su un
aereo che pareva un giocattolo; il pilota ha tentato un paio di atterraggi
andati a vuoto.
Quando ho saputo che fra i passeggeri c'eri anche tu il cuore mi si e'
gonfiato di speranza...: "Speriamo, speriamo, speriamo che quel
trabiccolo... si schianti!" Ero convinta che tutto il malessere, l'isteria,
l'infelicita' che avevo addosso fosse provocata dal fatto che tu esistessi.
Ti volevo morto, ero completamente travolta da paranoia omicida!
Che mi stava capitando? Pazzia?
Ma quando il Flip-caster e' riuscito a prende terra, seppur ribaltandosi, ho
mandato un urlo di spavento e travolta da un'improvvisa ondata d'amore,
gridando il tuo nome sono corsa ad abbracciarti mentre ti tiravano fuori
per i piedi, ti ho baciato inondandoti di lacrime... ti amo, ti amo... ti
stringevo aderendo al tuo corpo... ti stringevo forte... mi sembrava
d'amarti immensamente. Pero', la notte... a letto... non sapevo come
bloccare i tuoi slanci d'amore... Mi stavi avvolgendo come un anaconda
in crisi di astinenza.
"Fermati... ascoltami, ascoltami... ti voglio bene, sei la persona che ho
amato e rispettato di piu' al mondo, ma ho un problema...un problema
grosso... cerca di capirmi... non so come dirtelo: non posso piu' far
l'amore con te... ne' con te ne' con nessun altro uomo!" "Nessun uomo?
In che senso?" "Ho scoperto... credo... di essere omo." "Omo cosa?"
"Omosessuale!" "Come dire le... le...?!" "Si', lesbica.
E' una parola che suona male anche a me, ma e' cosi'." "Cosa? Da
quando? Come?
Con chi? Qui in quest'isola scopri d'essere le... le... lesbica?" Povero
amore mio, cosa m'era venuto in mente di sbatterti addosso di botto una
storia per te cosi' umiliante. Tradirti con un uomo, dieci uomini OK, ma
con una donna!
Sei scoppiato a ridere pallido come uno straccio, con un singhiozzo che
non ti faceva respirare: "Stai scherzando, ti assicuro che e' davvero di
pessimo gusto! Per 39 anni... da quando sei nata, sei stata una donna
normale... e ora all'improvviso..." "Spiacente: e' la verita'. Mi sono
innamorata di una donna"
"Chi e'?" "Non te lo dico!" "E' la top-model, quella che dorme con te?"
"No!"
"Si' e' lei, lo sanno tutti che quella puttana e' pure lesbica... e' lei che ti
ha
stortato, che si e' dichiarata, vero?" "Non ne voglio parlare..." Ecco
adesso sbotta nell'immancabile sbragata d'insulti: vai a letto con una
donna! Sei una deviata, amorale, indegna, fricchettona, corrotta e anche
un po' zozza.
E invece no, non hai detto una sola parola. Ti sei alzato, te ne sei andato
e non ti ho visto piu'. Ho aspettato la visita del tuo avvocato per il
divorzio. Neanche quella.
Che m'e' successo dopo? Avevo fatto una scelta difficile, meditata,
pesante, definitiva. Mi sentivo serena. Avevo fatto un doppio salto
mortale all'indietro, a occhi spalancati, con orgoglio... decisa a non
mentire, a non nascondermi certa della comprensione di chi avevo
intorno: famiglia, amici... compagne, compagni... tutti cosi' aperti...
progressisti... cosi' alternativi.
Invece salvo rare eccezioni, cosa ho trovato? "Lesbica?! Tu?!"
Sbigottimento... orrore! Di colpo ero diventata un extracomunitario,
clandestino, negro, con l'AIDS... Non potevo crederci! . Questa e' una
societa' che accetta i diversi solo se potenti o geni. Lesbica e' bella solo
se scrive liriche stupende e si chiama Saffo. Lentamente, giorno dopo
giorno, emarginata: ovunque. E' stato molto pesante nonostante l'amore
che stavo vivendo con la mia nuova compagna cosi' diverso da quello che
conoscevo... di una dolcezza mai provata, delicato, mai violento, mai!
Pieno di comprensione, di una confidenza profonda che non avevo mai
vissuto... rare amicizie... chiuse come eravamo nel nostro amore
particolare. Poi, di colpo la storia e' finita. Trovarmi a un tratto cosi'...
sola... senza amici, figlia, sorella, moglie, amante di nessuno e' stato
come precipitare nel vuoto. Stavo malissimo... psicologicamente e
fisicamente.... Mi dava noia tutto... i rumori... le voci... Somatizzavo.
Somatizzavo moltissimo... Insomma, vomitavo molto. Ma ho trovato la
soluzione: Omeo'pata... dieta ferrea: tutto macrobiotico-biologico...
Molta crusca: e' un regolatore dell'intestino formidabile. Dopo l'ultimo
patatrac non salto un giorno! Dovresti prenderlo anche tu, che hai sempre
difficolta'... Poi l'aglio... e' un antibiotico naturale... e porri... cipolle:
ero inavvicinabile. Da quando mi sono data queste regole, vomito lo
stesso... ma non me ne importa niente. Non ho piu' interesse nemmeno
verso questo mio lavoro... E allora... non faccio niente...
Sto male da sola, sto male con gli altri. Sono giorni e giorni che mi vado
chiedendo cosa ci faccio al mondo. M'e' saltata tutta la centralina... sono
andata in tilt... Sono un catorcio da buttare... sono gia' morta. Devo solo
compiere l'ultimo gesto: staccare la chiavetta. Ma perche', ti starai
chiedendo  vengo a confidare a te questa mia scelta definitiva proprio
adesso... al finale di partita. E' semplice: perche' tu sei l'unica persona di
cui, gira e rigira, io abbia ancora stima. Tu non mi hai insultato quando
t'ho sbattuto in faccia la mia metamorfosi... hai sofferto come un cane...
te ne sei andato in silenzio. Hai dimostrato alla fine una dignita' che ho
ritrovato raramente. Per questo t'ho scelto come testimone del mio
congedo.
(Pausa, si dirige al registratore) Vediamo un po' come e' venuto...
(Azzera il videoregistratore e riguarda la registrazione. Sullo schermo
appare l'immagine di Giulia che riproduce la sequenza appena eseguita)
Bene... mi sembra che vada bene... C'e' qualche compiacimento... lo
tagliero'... Ho tempo tutto il giorno... e anche la notte... Mica sono
obbligata ad ammazzarmi in orario! Non sono un treno! Faccio, rifaccio...
(Pausa) Che ore sono?... Ho fame... Quasi quasi mi faccio da mangiare.
Incredibile, sono qui che sono moribonda e ho una fame assassina!
Mangio. L'ultima cena! (Blocca il registratore. Batte le mani e torna la
luce piena) Che ti devo dire... Non posso essere seppellita e rotolarmi per
l'eternita' nella bara gridando pane!
pane! Mangio. (Va all'angolo cucina e automaticamente si mette ad
asciugare alcuni piatti che stanno sul tavolo) Non avrei mai detto di
riuscire a fare tutto con tanto distacco... Qualche giorno fa, quando mi
dicevo "mi ammazzo" paventavo questo momento... Qui, sola nella casa...
a morire... Non sento niente! Sono distaccata... (Si rende conto di quello
che sta facendo)
Asciugo i piatti! Che non li ho mai asciugati in vita mia... Voglio morire
con la casa in ordine! Voglio che parlino bene di me... era una brava
donna...
Non sento niente... Una giornata qualunque! L'ho letto un sacco di volte
di gente che s'e' impiccata, sparata, svenata e prima nessuno avrebbe mai
sospettato che stesse preparandosi a compiere un gesto definitivo come
l'accopparsi. Tutto calmo, tutto normale... come fosse un giorno
qualunque.
(Pausa) Questa e' appunto l'autentica determinazione. (Pausa) Una
giornata qualunque! E voglio rispettare anche la dieta! Vuoi vedere che
'sta notte vado giu' di quei due grammi? (Prende da sopra il frigorifero
un libro) Tre anni che la faccio... la dieta del fantino... (Canterella) Canto!
Il De profundis devo cantare! Cosa mi aspetta oggi? (Legge) "Un pollo
lesso, anche intero... due carote". Un'orgia! Altro che ammazzarsi con
una dieta cosi'. Che ore sono? Mezz'ora... e il mio pollaccione e' cotto.
Mangio e poi m'ammazzo.
 


 


 


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