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LUCIO DORZ



C’era un tempo in cui ritenevo che l’essere scrittore o lo scrivere poesie fosse arte di pochi, di coloro che avevano un’indubbia dote naturale accompagnata da una profonda cultura personale.

Poi leggendo nel corso del tempo un’infinità di libri, articoli, pubblicazioni varie ed ogni varia forma di scrittura, sono arrivato a conclusioni ben diverse.

Restringendo il ragionamento (un po’ terra terra), ne concludo che il vero scrittore, il vero poeta è soltanto colui che riesce a trasmettere emozioni, fantasie, cioè chi riesce a farti entrare, tu lettore, dentro la vicenda descritta, dentro l’ode.

L’emozione cioè che ti dà un altro, diventa la tua emozione.

Il sentire che in qualche modo ciò che altri hanno scritto, lo avresti scritto te stesso.




Sera, foto di Lucio Dorz



Credo che prosa e poesia siano in fondo la stessa cosa, la differenza sta che nell’esprimere lo stesso concetto, l’una lo fa in poche condensate parole, l’altra in un insieme più elaborato di pensieri.

E’ come cogliere l’attimo fuggente nella poesia, elaborare più nei particolari le emozioni nella prosa.


Ti faccio un esempio.


“Affiora nella mia mente un ricordo,

camminiamo vicini su un viottolo di montagna.

Tu con le mani affondate nelle tasche della giacca

ed il bavero alzato a ripararti dalle rade folate di vento freddo,

io con lo sguardo rivolto in avanti,

assorto in chissà quali rivoli di pensieri,

a seguire i profili ininterrotti di guglie e vette.

Ci fermiamo.

Volgiamo lo sguardo verso la vallata;

c’è un silenzio che ci avvolge pressoché irreale …

poi d’improvviso una folata di vento.

Lo respiro profondamente,

alzando il capo,

come ubriacandomi in esso …

la valle in basso, ferma, immobile,

coronata d’intorno di monti,

una striscia serpeggiante d’un intenso celeste del fiume,

un leggero velo offusca lievemente l’azzurro del cielo,

velo che calando avvolge la terra

dandone delle sfumature colorate grigio-bluastre

celandone alla nostra vista quelle più vivide;

un altro lieve alito di vento,

un lieve tremolio di foglie...

il sole ...

Su in alto voli a circolo di due falchi,

ora s’intrecciano.

Il colore bruno dell’erba secca di ampi prati alpestri …

Incrociamo il nostro sguardo …

C’è intensità.

Il cuore batte più veloce,

è un attimo.

Il vento riprende con più vigore.

Riprendiamo il cammino.

Il silenzio ci avvolge …

Mi manca la tua mano che stringe la mia …”


In poesia potrebbe essere:

Giù la valle immobile.

Un alito di vento …

poi più intenso,

un tremolar di foglie,

il cuore che batte …

la tua mano che scivola via.

Lucio Dorz, lettera a Elvi

Pian di Farné, foto di Lucio Dorz

poesie

L'eco del tempo

E poi il sogno

Melanconia


Lo sguardo immobile volto all'orizzonte




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