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Mi hanno delocalizzato le acciughe di Monterosso |
Oggi,
in questo giorno che altri tempi avrebbero consacrato al sacro dovere
del voto e l'odierna temperie alla santa indulgenza dell'astensione,
mi dedicherò a pregnanti questioni dell'economia
mondiale.
Nonostante i preoccupati allarmi dei pescatori liguri
ampiamente riportati dalla stampa nei giorni scorsi, ieri mattina al
mercato ittico ho trovato abbondanza di acciughe a prezzi
abbordabili. Acciughe della marca più pregiata, acciughe di
Monterosso. In ottemperanza alle vigenti normative sulla trasparenza
dei prodotti, il pesciaiolo esibiva il seguente cartello:
Acciughe
di Monterosso pescate nel Mediterraneo Euri 8.
Mai un prezzo così equo in
tempi di penuria, peggio, di minacciata estinzione della
specie.
L'acciuga di Monterosso è nota in tutto il mondo, è
uno dei prodotti made in Italy non ancora minacciato dalla
concorrenza internazionale. Apprezzata dai palati nostrani e dai
gourmet internazionali, si distingue dalle acciughe comuni per quel
suo particolarissimo accento bleso con cui si intrattiene in pacate
conversazioni sull'Essere e sul Nulla mentre si dibatte nella rete
calata dai finissimi intellettuali dediti alla pesca nello specchio
d'acqua prospiciente la località delle Cinque Terre da cui
prende il nome.
L'acciuga di Monterosso non può che essere
made in Monterosso. Allo stesso modo che il Brunello di
Montalcino non può che essere made in Montalcino e lo
champagne made in Champagne. Al mercato ci viene offerta
invece made in Mediterraneo. Cosa significa? Che quell'acciuga
di Monterosso può essere pescata nelle acque di Cipro da
pescherecci battenti bandiera nepalese, in quelle al largo di Malta
da equipaggi taiwanesi, nella secca della Mammella tunisina da barche
tunisine, nel Golfo del Leone da motovedette irachene. Tutto può
voler dire quel cartello, meno che quelle acciughe siano state
private della loro nobile vita al largo di Monterosso. Fosse stato
così, ce l'avrebbero scritto e avrebbero triplicato il prezzo.
È dunque successo qualcosa di grave, qualcosa di
irrimediabilmente nefando per l'economia nazionale. La
delocalizzazione dell'acciuga. Noi giustamente lamentiamo la
concorrenza feroce e sleale di Cina, India, Taiwan che immettono nel
nostro mercato prodotti "farlocchi", copie del nostro
pregiatissimo made in Italy, o semplicemente prodotti
originali a prezzi stracciati. E qualche volta ci dimentichiamo che
alcuni di quei concorrenti sleali sono industriali italiani, e che
tra questi ce ne sono alcuni che, appunto, hanno delocalizzato le
loro imprese in quei Paesi. Per guadagnare fortune inguadagnabili in
questo Paese, naturalmente, per non avere casini con la manodopera,
per amore dell'esotismo, magari.
Producono mattonelle, scarpe, asciugamani, aspirapolvere, frigoriferi, guêpières e completi gessati italiani made in China o in Sri Lanka. Noi compriamo quella merce e presto ci accorgiamo come sia poco confacente. Perché, è una legge inesorabile, un operaio che guadagna un dollaro al giorno non potrà che fare un prodotto da un dollaro di valore e uno che ne guadagna cento ne farà un altro cento volte migliore. È per questo che, tanto per dire, la Mercedes prospera pur pagando profumatamente il suo personale e la Svezia continua a produrre e vendere acciaio pregiato nonostante gli altiforni turchi e cinesi.
La delocalizzazione sta facendo grandi danni non solo alle economie occidentali ma anche ai consumatori occidentali. Sono convinto che ci piacerebbe ancora avere in cucina un frigorifero, io ce l'ho, che funziona splendidamente da venti anni anche se lo abbiamo pagato caro, e continueremmo a preferirlo a uno, più economico, che dobbiamo sostituire ogni quattro, cinque anni, anche perché, alla fine, non risparmiamo un bel niente.
Ora hanno delocalizzato persino le acciughe di Monterosso. Mi viene da pensare che sia il punto più basso a cui è potuta arrivare la crisi morale, economica e culturale di questo Paese. Mi piacerebbe sapere chi è stato ad avere l'idea, perché, a suo modo, è un'idea geniale. Naturalmente è stato geniale anche chi ha inventato le acciughe di Monterosso, ma si tratta di un precursore. A questo punto la faccenda è di rilevanza mondiale. Immagino che tra un anno, stante la penuria dei mari liguri, potremo scegliere tra quelle di Monterosso pescate nel Mediterraneo e quelle, sempre di Monterosso, pescate nell'Oceano Pacifico. A qualcosina in meno, naturalmente, queste ultime.
Maurizio Maggiani IL SECOLO XIX 12/06/2005
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