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MAURIZIO MAGGIANI

– IL SECOLO XIX – 28/02/2002

Nessuna pietà per nessuno

Abbassare i toni, abbassare la cresta, abbassare la testa, abbassare gli occhi. A cos'altro se non a questo servono le bombe, e le P38 e gli UZI? Trent'anni di bombe e di armi da fuoco. Io ci sono cresciuto con questa roba e ho passato la mia vita di giovane uomo e di adulto ad abbassare, con un intercalare spaventosamente ritmico, toni, testa e cresta. Durerà così finché campo, temo, perché bombe e mitragliette si sono rivelate un ottimo sistema per mettere le cose a posto o, se preferite, a fare in modo che a posto non ci potessero andare mai. E' stata messa su una bella e ben variata compagnia a lavorare nella santa-barbara sotterranea di questi trent'anni – servizi deviati, servizi devianti, comunisti combattenti, fascisti ardenti – sotto gli eminenti auspici di terze o quarte parti in eterno adombrate e mai colte nella loro terrena sostanza. Ma io mi faccio un punto d'onore nel non distinguere: si sono dati negli anni il cambio gli attori ma lo spettacolo è rimasto immutato: abbassare la testa, i toni e la cresta. Per questa ragione non ho mai perdonato, e non ho alcuna intenzione di perdonare, nessuno.

E sono fieramente contrario a qualsiasi forma di indulto o amnistia a favore degli attori, gli utili e gli utilissimi intelligentoni a libro paga della strategia della tensione, degli anni di piombo, di cos'altro è stato e sarà.

Non posso perdonare chi, proletario armato o agente segreto, ha spazzato via, probabilmente per sempre, le speranze di almeno due generazioni e stritolato qualsiasi ipotesi di rivoluzione democratica e pacifica dello stato delle cose d'Italia. C'è stato un tempo, tra gli anni settanta e ottanta, che si poteva fare, farlo davvero di cambiare radicalmente il sistema immobile per eccellenza utilizzando la via politica del mutamento. La possibilità era reale e di dimensioni epocali e le bombe sono state di adeguate proporzioni e gli omicidi di elevato valore aggiunto.

No, nessuna pietà per nessuno. Per quanto mi riguarda, marciscano in galera per la vita, così come per la vita marcisco io nel pantano di risulta di un sistema che le loro bombe e pistole hanno difeso da sicuro e naturale decesso. Forse non ci rendiamo abbastanza conto, o cerchiamo di dimenticare per puro opportunismo, delle dimensioni mortali della regressione politica e culturale indotta nella società di questo paese dagli anni di piombo.

Lo dico questo perché ci vedo una continuità nella catena di Sant'Antonio delle bombe. Ripeto, cambiano i fattorini, ma la consegna, gli effetti, rimangono gli stessi. Certo, oggi non ci sono scians epocali all'orizzonte, e le bombe sono di commisurata modestia.

Ma ci sono. Ci sono sempre nei momenti giusti, con un tempismo adatto ai tempi velocissimi, tempi televisivi, dell'oggi. Ai vecchi tempi si attuavano piani di grande respiro, guardando oltre le settimane e i mesi, oggi il respiro è corto, si contano le ore e i giorni. Un giorno prima del G8, venti ore dopo che il ministro Castelli dichiara che qualcuno di brutto bisognerà pur aspettarselo dopo le adunate dei facinorosi. Questo vuol dire forse che le bombe le hanno fatte mettere gli otto Grandi e il ministro Castelli? No, no davvero. Ma è certo che i fautori del mettere le cose a posto, del non metterle mai, in questi trenta anni in sonno non ci sono mai entrati. Guai a perdere l'occasione. E ci sono sempre nuovi e zelanti fattorini che non vedono l'ora di fare le loro consegne. Pari che in questi ultimi tempi si tratti di “gruppi anarcoidi antagonisti”. Può darsi, perché no? Abbondano oggi nel mondo i pazzi disperati. C'erano pure dei cittadini olandesi nelle milizie di Bin Laden, senza contare il re del whisky, volete che non sia residente in questo paese un gruppo di pazzi idioti disposto a far saltare un cassonetto o un pacco bomba? Resterebbe il fatto, non lapalissiano, che questi idioti siano astutissimi nell'arte dell'irreperibilità. Ma può anche darsi che metterci le mani sopra sia difficile proprio perché, trattandosi di spostati senza chiare strategie, siano di mosse e costumi imprevedibili, ma non è questo il punto. Il punto rimane che, idioti o intelligentoni, risultano egregiamente utili a far abbassare toni, cresta e mire di un paese perennemente con lo sguardo abbassato e l'orizzonte corto. Così i quarantamila cittadini di Milano che si sono incontrati per esprimere le loro opinioni dovranno sentirsi moralmente detonatori di bombe a venire. E che sono venute. Bombe che invece non si sono viste al seguito, tanto per dire, dell'onorevole Bossi che urla ad altri quarantamila cittadini in tenuta paramilitare e intenzioni sovversive: “c'è una pallottola pronta per ogni giudice”.

Ragion per cui se i primi devono tapparsi la bocca questi ultimi sono legittimamente autorizzati a spalancarla, accolti in seno alla democrazia da probi e virtuosi cittadini quali sono. Finisco di scrivere mentre arriva la rivendicazione della colonna genovese delle Brigate rosse. E ti pareva?

Maurizio Maggiani – IL SECOLO XIX – 28/02/2002

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