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MUSICA

Le novità di Marlene Kuntz tra sorrisi e mondo cattivo

Il gruppo piemontese, “rigenerato” dall'uscita dell'album “Bianco sporco”, sarà domani a San Giovanni
Poetici e ossessivi Dopo il 1° maggio, la band continuerà il suo tour italiano. “Siamo finalmente riusciti a condire la nostra musica con ingredienti diversi dalle chitarre distorte

 Un periodo di grandi novità e di grandi aspettative per i Marlene Kuntz, a cominciare da un nuovo album, Bianco sporco, in cui la band di Cuneo si ritrova a fare i conti con l'uscita dal gruppo del bassista, Dan Solo, rimpiazzato da un'icona del rock italiano, Gianni Maroccolo. Nuove sonorità, con un uso più capillare delle tastiere, affidate ad un artista di calibro internazionale come Rob Ellis, e l'uso degli archi, con due musicisti dell'Orchestra di Piazza Vittorio. E infine un nuovo tour, innescato dalla partecipazione del gruppo al concerto del 1° maggio. Il disco, racconta Cristiano Godano, chitarrista e cantante, “è l'approdo di un percorso iniziato con il nostro esordio. Già con Catartica avevamo fatto capire quale fosse esattamente la nostra essenza, ossia un mix di più esigenze di natura estetico-musicale, non soltanto il noise che ci aveva contraddistinto soprattutto dal vivo, ma una ricerca costante della melodia. Ci siamo raffinati, abbiamo cercato di migliorare anche come musicisti. Con questo disco siamo arrivati laddove abbiamo sempre sperato di arrivare, e cioè a condire la nostra musica con ingredienti diversi, che non fossero solo le distorsioni delle chitarre, alludo per esempio agli archi, che per me sono parte integrante del rock”.

E una delle cose che si nota maggiormente è proprio un miglior uso della voce, e le liriche poi sembrano più dirette che in passato… 

Sì è vero - conferma Godano -, c'è stata in effetti una forte volontà nell'ottenere questo risultato, sarei un falso se dicessi che ci sono arrivato senza accorgemene. Questa cosa l'ho cercata fortemente. Ho potuto sfruttare meglio i mezzi a disposizione e ho potuto collaborare con una persona, Giorgio Canali, che mi ha focalizzato meglio alcuni modi di stare dall'altra parte del mixer, per performare in una certa maniera piuttosto che un'altra, per concentrarsi sulla componente evocativa del canto e non sulla ricerca della tonalità a tutti i costi. Anche per quanto riguarda le liriche ho lavorato molto di lima. Ho sempre lottato con me stesso per cercare di essere il più comprensibile e diretto possibile. Tutte le parole che entrano nei miei testi sono una lunga e costante esitazione tra il suono e il significato. Per me la poesia, il versificare è questo. Sono contento, ad esempio, di un brano come Il sorriso, un testo che dimostra, anche a me stesso, di non essere intrappolato in un cliché personale, insomma, posso scrivere anche di un sorriso e ritrovarmi felice di questa cosa. O ancora, Mondo cattivo, un testo molto importante, emblematico, che racchiude le turbe che sono nel mio cervello in questo periodo. C'è una sorta di combattivo, indomito ma inevitabile disincanto che attraversa il mio cervello in tutte le fasi delle mie riflessioni.

Un “mondo cattivo” molto personale... 

Sì, ma è ovvio che, come persone, ci confrontiamo anche con quello che succede nel "mondo esterno". Personalmente ritengo che ogni fase del cammino dell'umanità sia segnata dalla componente negativa dell'essere uomo, ma queste propaggini del XX secolo dimostrano che stiamo vivendo un'epoca particolarmente cruenta e anche poco lungimirante.

Un'altra cosa che colpisce nel disco son le linee di basso, affidate alle mani esperte di Gianni Maroccolo. 

Una scelta spontanea - interviene l'altra parte della sezione ritmica, il batterista Luca Bergia -, cercavamo principalmente una persona che ci facesse stare bene, per suonare in un clima piacevole, rilassato, e abbiamo pensato subito a Gianni, davvero un gran bassista, che, con nostra grande sorpresa, si è rivelato molto coinvolto, motivato e trascinante, molto stimolante. Anche dal vivo - prosegue Godano -, lui e Rob sono riusciti a riportare all'interno della band un clima sereno. Una presenza, una professionalità e una capacità tecnica debordanti, e sembra che tutto ciò si stia propagando alla gente, che sta vedendo una Marlene rigenerata. Ci stiamo davvero divertendo molto. 

Roberto Peciola – IL MANIFESTO – 30/04/2005

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