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MUSICA

Meganoidi, grande ritorno

Si sono scelti un nome da perdenti, quello dei nemici storici di Daitarn III, cattivi sempre sconfitti nella serie animata giapponese di culto fra gli anni '70 e '80, ma la fortuna li ha favoriti fin da subito. I Meganoidi di “Supereroi vs Municipale” omaggiati dalle Iene, hanno abbandonato le atmosfere ska degli esordi per dedicarsi a un più aggressivo ritmo punk-rock. Come testimonia il nuovo disco “Outside the Loop, Stupendo Sensation”, uscito nel giugno scorso e venduto al prezzo politico di 13 euro, che fa seguito al fortunato “Into the Darkness, Into the Moda”, 45.000 copie vendute. Amici dai tempi della scuola e insieme nell'avventura della musica indipendente e autoprodotta dal 1997, i genovesi Meganoidi sono: Davide (voce), Mattia (chitarra), Luca (tromba), Fabrizio (sax), Jacco (basso) e Saverio (batteria).

Fabrizio, con che spirito tornate a suonare al Centro Sociale Terra di nessuno?

Ci fa moto piacere tornare di nuovo là dove abbiamo iniziato la nostra carriera. Abbiamo tanti bei ricordi e siamo felici, dopo una lunga tournée in giro per l'Italia, di suonare di nuovo nella nostra città.

Che è stata per voi una madre buona o, come lamentano tanti genovesi, una matrigna avara?

In effetti non è facile riuscire ad emergere in una città come Genova, noi siamo stati fortunati ma sulla scena musicale locale, che è molto vivace, ci sono altri gruppi che meriterebbero fiducia. Cime ad esempio i “Numero 6”, la band rock che aprirà il nostro concerto.

Che scaletta seguirete?

Più o meno quella del resto della tournèe, con la quale abbiamo girato tutta l'estate: la maggior parte dei brani dal nuovo disco e alcuni pezzi vecchi ai quali abbiamo rifatto il vestitino, che cioè abbiamo riarrangiato in modo più aggressivo e meno dance, secondo la nostra.

Perché cantate preferibilmente in inglese?

Perché è una lingua che si adatta meglio al nostro genere di musica e poi, perché no, dopo aver varcato i confini della nostra città ci piacerebbe farci conoscere anche fuori dall'Italia, o addirittura attraversare l'oceano per fare concerti, dopo l'averlo fatto è per realizzare il nuovo disco.

Non vi è mai venuta la tentazione di rifare un'altra hit strappacuori simile a “Supereroi Vs Municipale”?

Sarebbe stato facile e anche falso perché siamo molto cambiati da allora. Quando abbiamo deciso di incidere un nuovo disco ci siamo dedicati completamente alle nostre intenzioni del momento, senza pensare a cosa sarebbe stato meglio fare o a cosa ci si aspettava da noi. Ne è uscito un sound molto più duro e aggressivo rispetto al passato.

Preferite le registrazioni in studio o le esibizioni live?

Senza dubbio le esibizioni live, il contatto diretto col pubblico è una parte fondamentale del nostro rapporto con la musica. In questo caso poi il concerto serve anche a raccogliere fondi per Zion Tribe, che è un service audio del centro sociale che lavora a prezzi contenuti.

Intervista di Lucia Compagnino – IL SECOLO XIX – 26/09/2003



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