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19 febbraio, il forte univoco messaggio del popolo italiano

Dunque benissimo, una manifestazione molto molto grande, assolutamente composta, senza una sbavatura, di straordinaria pazienza e ardore, una manifestazione calda con correnti di affetto, speranza, attaccamento alla vita, rispetto per la politica, decisione di riprendersela, insomma abbiamo spesso in questi anni usato termini iperbolici, ma per la giornata di Giuliana non sarebbero davvero sprecati. La Rai, che non ha permesso nessuna diretta, ha commesso un grave atto di censura preventiva. Il centrodestra che non si è fatto vedere pure: aveva già deciso che sarebbe stata una manifestazione di parte e non ha nemmeno voluto vedere se aveva capito. Non aveva capito nulla e in ogni modo anche questa è censura preventiva, necessariamente alleata di qualsiasi guerra preventiva, che ha bisogno di celare la verità dei fatti, prima ancora di misurarsi nelle interpretazioni. Tutto bene dunque? Benissimo la partecipazione, come dicevo, assolutamente perfetto il tono, senza possibilità di equivoci l'intepretazione: chiunque trattenga Giuliana sappia che non ne può trarre giovamento alcuno, anzi sarà danneggiato se le facesse del male. Poiché credo che i rapitori, chiunque siano, siano dei miserabili e possano perciò capire solo il linguaggio dell'interesse, è stato bene fargli arrivare il forte univoco profondo messaggio del popolo italiano, dei giornali italiani e non solo, degli Iraqeni presenti nel nostro paese e delle autorità e tv e giornali islamici, anche di Simona Torretta che ha avuto il coraggio civile di parlare dal palco insieme alla sua accompagnatrice irachena. Insomma sappiano da parte di tutti e tutte quelli che erano lì e quanti sono d'accordo con noi che non conviene loro fare del male a Giuliana, non gli conviene davvero: la sua liberazione e salvezza è l'unico modo che hanno per non danneggiare anche se stessi. Né è possibile scindere la liberazione di Giuliana da atti precisi, da calendari segnati e pubblici, per la fine dell'occupazione, il rientro delle truppe e l'inizio di un processo di pace del quale il popolo iracheno sia protagonista. Noi siamo rispettosi delle elezioni persino quando avvengono in condizioni dubbie, ma il risultato è senza equivoci: gli Sciiti che chiedevano il voto per cacciare tutti gli occupanti hanno ottenuto la maggioranza assoluta; si uniscono loro i Curdi che vogliono autonomia; e persino l'astensione lanciata dai Sunniti e da altri gruppi significa che vi è divisione sui metodi per ottenere la liberazione del suolo iracheno dagli occupanti, non sulla necessità di liberarsi. Solo un misero 14% al partito del capo del governo in carica Allawi, più tiepido su questo argomento e sostenuto dagli Usa.

E' stato molto importante che abbia preso la parola anche il presidente dei giornalisti italiani, per protestare - tra l'altro - contro la proposta di legge governativa, fermata in commissione alla Camera per iniziativa soprattutto di Elettra Deiana e di Silvana Pisa, proposta che vorrebbe mettere sotto codice militare di guerra i giornalisti per le notizie date dai teatri di guerra. Insomma un bavaglio preventivo alla stampa fatto di minacce molto pesanti.

Nessuna sbavatura, dicevo: tutto bene tra la folla che sfilava e quella lungo tutto il percorso che con gli occhi commossi, con il ripetuto scandito grido "Giuliana libera! " accompagnava la sfilata, con gli applausi ai genitori e al compagno di Giuliana.

Qualche osservazione farei alla presenza della stampa: di una violenza impressionante. Hanno ripetutamente interrotto e fermato il corteo, un corteo di mezzo milione di persone (e passi!) e tenuto sotto costante pressione i genitori di Giuliana e Pier che alla fine è sbottato “se registravo un messaggio, mi stancavo meno e so già le domande che mi farete”. Non c'è stato verso. A ogni richiesta di non interrompere il corteo, rispondevano con alquanta prepotenza: “Sto facendo il mio lavoro”; e invece erano ormai catturati dal giornalismo sensazionalistico, quello a cui Giuliana non si è mai piegata. E tra loro, ma a voce alta «adesso faccio la mamma, adesso faccio il padre, adesso faccio Fassino» e via così. Poiché è evidente che il lavoro dell'informazione ha un grande potere, sarà il caso che si dia delle regole: ad esempio che concordi con chi organizza manifestazioni i modi le forme e i tempi delle interviste e poi stia ai lati della manifestazione stessa, per documentare se qualcosa di notevole avviene fuori da ciò che era stato concordato. Nel modo di fare che invece hanno scelto da soli, un qualsiasi evento che facesse notizia, accaduto non alla testa del corteo, sarebbe sfuggito, alla faccia dell'informazione completa! Niente altro? Sì: anche i politici hanno disturbato parecchio. Non per cattiva volontà, ma per acquisita idea del loro ruolo e immagine. Bertinotti per la verità è venuto da solo prima che la sfilata cominciasse e la compagna Mascia è stata presente fino alla fine, sotto il palco a Circo Massimo. Ma gli altri no: ho visto Fassino, Di Pietro e Boselli (che gentilmente mi ha anche salutato “ciao Lidia”) andarsene quando hanno deciso (e va bene), rompendo il corteo, ma per breve tempo e con discrezione, ma assolutamente senza dare il minimo spazio, nemmeno una fessura alle donne delle loro organizzazioni, peggio degli islamisti, ormai: che cosa gli sarebbe costato di presentarsi in due? Giuliana è conosciuta e ammirata e apprezzata e amata da tutte le donne politiche: a parte la compagna Mascia ho visto solo Livia Turco applaudire dal marciapiede, il che le fa onore (era visibilmente molto commossa) ma non fa onore al suo partito, nessuna donna verde, nessuna dei comunisti italiani: non possono cedere nemmeno un decimo di secondo di flash ad altre? Via, un po' di ritegno, un po' di discrezione. Prodi era in testa al corteo (bravo!) insieme alla moglie: la moglie di Prodi ha personalmente titolo per essere presente nelle sfilate dove vuole, con le donne bolognesi, con le donne in nero, con una qualsiasi organizzazione e anche da sola, ma perché in testa con il marito? Una donna ha titolo ufficiale solo se è la donna di qualcuno? Misteri della democrazia matura e quasi sfatta. Per il resto davvero tutto benissimo e adesso prepariamoci alla straordinaria festa con cori balli salti poesie musica capriole cibi e vino che faremo appena Giuliana torna a casa.

Lidia Menapace – LIBERAZIONE – 22/02/2005



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