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SERGIO BONELLI EDITORE

HECTOR GERMAN OESTERHELD



DONDE ESTA OESTERHELD?
Il fumetto argentino DESAPARECID
Torino, Museo dell'Automobile

Dall'8 febbraio al 7 aprile 2002


Nato nel 1919 a Buenos Aires da una famiglia di origini tedesche, Héctor Germán Oesterheld,, dopo essersi laureato in geologia, inizia a lavorare nel campo dei fumetti: l'editore italiano Civita (che dirige l'Editorial Abril) gli commissiona una serie il cui protagonista dev'essere un pilota collaudatore; nasce così "Bull Rockett", disegnata dall'italiano Paul Campani. L'accanimento della dittatura contro Oesterheld dimostra l'importanza della sua opera che è stata accomunata da Oreste del Buono e Antonio Faeti a quella del sommo argentino Jorge Luis Borges ( "In tempi che declinano, come questi, è la promessa che nessun obbrobrio, nessuna calamità, nessun dittatore potrà impoverirci"). Per questo motivo, si è detto spesso che le sceneggiature di Oesterheld più che sceneggiature sono un'altra forma di letteratura. E in essa si ritrovano i grandi temi che da sempre tormentano l'uomo: l'amore, la lealtà, il coraggio, il tempo. E la morte, la grande protagonista per antonomasia delle sue migliori storie".

Il 9 gennaio 1953, sulla rivista "Misterix", esce il primo episodio della saga di "Sargento Kirk", che, disegnata da Hugo Pratt, rappresenta uno dei capitoli più interessanti della storia del fumetto. Ha raccontato Oesterheld: "Civita mi aveva chiesto una storia di cowboys da far disegnare a Hugo. Io invece avevo in mente un personaggio del tutto diverso, ispirato al Martín Fierro di José Hernández: un disertore dell'esercito argentino, nel periodo della guerra con gli indios, che fugge nel campo nemico. Civita mi impose di adattare l'idea al western. Nacque così il primo episodio di Kirk, che mi riuscì bene, perché in quel primo episodio c'era già tutta l'essenza della storia. È quando Kirk diserta. Nell'episodio seguente, fa amicizia con gli indiani. Alla fine, a Civita piacque molto e affidò la storia a Pratt perché la disegnasse". In Italia, Sgt. Kirk divenne la testata di un'importante, e anticipatrice, rivista di fumetti.

Dopo il "Sargento" arrivano, nel 1957, "Ticonderoga" ed "Ernie Pike", entrambi disegnati da Pratt, quindi "Mort Cinder" con Alberto Breccia, e tantissimi altri personaggi e serie (una per tutte, "Verdugo Ranch", disegnata dal veneziano Ivo Pavone), che rappresentano il preludio della "straordinaria storia orgogliosamente argentina" che è "L'Eternauta", per i disegni di Francisco Solano López prima, di Alberto Breccia poi, in un diverso trattamento della stessa opera. Nel frattempo, Oesterheld fonda l'Editorial Frontera, Casa editrice a conduzione interamente familiare che non ha avuto il successo che l'entusiasmo e l'impegno profusi avrebbero meritato. L'affabulante produzione di Oesterheld è comunque proseguita con la creazione di saghe ormai leggendarie, come lo scioccante "Sherlock Time" con Alberto Breccia, "Leonero Brent" e "Watami" con Jorge Luis Moliterni, "Cayena" con Daniel Haupt, "Kabul de Bengala" con Horacio Altuna, "Loco Sexton" con Del Castillo, "Wakantanka" con Juan Zanotto...

La dittatura dei militari che si impone in Argentina con torture, sequestri e omicidi si accanisce anche contro Oesterheld: le sue figlie vengono uccise e anche lui "sparirà" nel 1977.

Ha scritto Alvaro Zerboni: "Oesterheld aveva posto i suoi ideali al servizio di una crescente opposizione al potere. I militari, che avevano iniziato una repressione durissima, temevano soprattutto gli ideologi della rivolta. E gli dettero la caccia. A quel tempo, facevo la spola tra Italia e Argentina per la mia duplice attività editoriale e varie volte mi incontrai con Héctor, allora in clandestinità. Tutti noi, suoi amici, temevamo per lui e l'ultima volta che lo vidi gli trasmisi la nostra preoccupazione e il desiderio di averlo con noi in Europa".

"Hugo Pratt in special modo aveva tanto insistito perché gli dicessi che lo avrebbe accolto a braccia aperte", scrive ancora Zerboni. "Quando lo riferii a Oesterheld, mi abbracciò a lungo per nascondere la sua forte emozione, e mi rispose che in quel momento il suo posto era - e non poteva che essere - lì. In quel periodo, i militari al potere gli avevano ucciso una figlia (successivamente assassinarono anche le altre tre) ed era comprensibilissimo il suo stato d'animo. Qualche tempo dopo, seppi che lo avevano arrestato; e poi, purtroppo, il suo nome andò ad aggiungersi alla lunga, tragica, lista dei desaparecidos…".

A proposito della scomparsa di Oesterheld, Hugo Pratt ha commentato: "Quanto gli è successo fa vergogna al genere umano: distruggere una famiglia, ammazzargli le quattro figlie e ammazzare lui in quella maniera è stato davvero orribile. Io da Héctor ho imparato veramente molto. Dal punto di vista della tecnica narrativa, direi che ho imparato più con lui che con qualsiasi altro".

Il profilo è del sito SERGIO BONELLI EDITORE



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