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Giovanni Rebora

Sprechi in tavola e mezze porzioni

Pur come d'uso, da noi si sollevano problemi che diventano noiose nenie, poi tutto tace, si propongono soluzioni che suscitano l'ilarità anche in coloro che di solito non hanno voglia di ridere. Soprattutto si mette in evidenza una larga e diffusa incapacità di conoscere i comportamenti. Certo è che “se in casa eserciti soltanto il passo, quand'esci scivoli sul primo sasso” (Giuseppe Giusti), voglio dire, che se non mangi (a tue spese) in trattoria, se vai al ristorante da signori solo perché “devi” e non ti incuriosisce nulla, allora conviene che tu non ti impicci delle cose degli altri. Fare le leggi significa anche “impicciarsi” dei comportamenti altrui, ma dovrebbe essere doveroso conoscerli, i comportamenti altrui, le scelte e i problemi.

I bambini italiani sono i più grassi d'Europa, i bambini italiani sono anche i figli di gente che apprezza “lo stile di vita americano”, quello che gli Usa vorrebbero imporre a tutto il mondo. Altro che dieta mediterranea.

Oppure sono i figli di gente disattenta, che non prepara il cibo, ma che compera tutte le porcate proposte dalla pubblicità. Avere i bambini più grassi d'Europa non è “un risultato inaspettato visti i tanti (sic) decantati benefici della dieta mediterranea (che sarà anche tanto decantata, ma certo non a torto), non sono affatto soltanto decantati, sarebbero reali ed immediati, ma è necessario mangiare bene. Se le mense scolastiche continueranno a offrire cibi preconfezionati, precotti e tutt'altro che affini al modo di mangiare mediterraneo, sarà compito di chi sovrintende a queste cose cercare di correggere i menù.

E' vero che le confezioni di birra, di bibite gassate e di altre cose, per non parlare dell'acqua cosiddetta minerale, che non deve contenere minerali (mah), sono forse troppo grandi, tanto che ne sprechiamo la parte superflua, ma è davvero così pericolosi vendere i liquidi sfusi? Senza la confezione sigillata non si ottiene nemmeno l'acqua, il barista dovrebbe stappare bottigliette e basta. A quando l'analisi dei bicchieri?

Spendiamo più per le confezioni che per i contenuti, il vino sfuso sta diventando impossibile, tappi e bottiglie costano quanto il vino, i tappi “sintetici” non riescono a sfondare per ragioni di “tradizione”, oppure costano più degli altri, quelli di sughero. Non ho nozione di epidemie causate dalla vendita di latte sfuso, ma qualche “funzionario” se l'è inventate.

Ma la più bella pensata è quella delle mezze porzioni. Lo so che una o due aziende americane hanno diminuito la mole dei loro panini, ma so anche che negli stati opulenti del Nord America le porzioni dei ristoranti sono molto grandi, degne di Gargantua. Chi non le divora intere ha diritto di portarsi a casa ciò che rimane (lo chiamano il pacchetto del cane). Ebbene, mai visto un obeso in quei locali. Nemmeno nei nostri ristoranti di lusso ho mai incontrato un obeso, né credo ci sia mai entrato il nostro ministro della Salute, perché le porzioni servite sono talmente piccole che non sarebbe possibile ridurle. Un amico ristoratore mi ha spiegato che l'alta cucina si fa così, poco ma eccellente. E se uno ha fame? C'è la trattoria.

Ma ora non sarà più possibile ordinare un grilletto di ravioli, dovremo chiedere sei ravioli e, se ne volessimo dodici, esibire la dispensa pontificia, come quelli che avevano il permesso di mangiare durante la quaresima, oppure vagare da una trattoria all'altra, con documenti falsi d'identità: un piatto di ravioli qua, il fegato con l'agliata nella trattoria trasgressiva (previa ordinazione e raccomandazione: mi manda il tale), insomma, in regime di proibizionismo pagheremo un piatto di trippa quanto un'oca farcita di caviale. Ma i bambini come c'entrano? Quando vanno al ristorante? Mangiano in casa, essi, i bambini; e perché la mamma o il papà non si ingegnano a nutrirli bene? E perché non dedicano un poco del loro tempo per tenerli all'aperto? Io ho esempi di bambini che “lavorano”, cioè faticano nei loro giochi, per l'intera giornata, mangiano tanto e bene e dormono profondamente. Non si tratta dei soliti bambini dei contadini, si tratta di bambini di genitori consapevoli. La televisione solleva dal dovere di controllare i bambini vivaci che giocano, ma produce frustrati obesi e bulimici.

Ci sono poi le trattorie, dove non ho mai contrato un obeso e dove vanno a rifocillarsi muratori, camionisti, camalli, ecc. Cosa facciamo, controlliamo le porzioni? Entrano le guardie e dopo aver intimato “documenta” (plurale alla latina, vedi et diviserunt vestimenta mea) si mettono a contare i ravioli nel piatto del muratore: non più di dodici se hai il certificato in regola come addetto a lavori pesanti, cinque se sei impiegato. Multa al trattore e verbale per tutti. Chi avrà l'autorità per dimezzare la bistecca del camionista? Chi dirà al camallo: quei muscoli sono troppi, hai mangiato le trenette col pesto e ciò ti deve bastare? Finora non siamo a questi punti, ma si sa mai dove si va a finire. Invece di inondare gli imbecilli di spettacoli scimuniti, di messaggi pubblicitari falsi e di modelli perversi, lasciateci vivere. C'è chi non ha i soldi per nutrirsi, preoccupiamoci di quelli, e invitiamo i genitori dei bambini obesi a non esagerare, potrebbero incorrere nei tagli della sanità: avete dedicato il vostro tempo alla televisione, agli impegni sociali? Bravi, adesso pagatevi le cure (da La cicala e la formica).

Giovanni Rebora – IL SECOLO XIX – 09/09/2003


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