| BIBLIOTECA | EDICOLA |TEATRO | CINEMA | IL MUSEO | Il BAR DI MOE | LA CASA DELLA MUSICA | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | NOSTRI LUOGHI | ARSENALE | L'OSTERIA | IL PORTO DEI RAGAZZI | LA GATTERIA |



Altre ricette di Elvi

ELVI

PAN DI RAMERINO

La vergine Maria, durante la fuga in Egitto, posò il suo velo sopra un cespuglio di rosmarino che per questo fiorì tutto di azzurro

La merenda dI chi è nato in Toscana durante gli anni cinquanta, era quasi sempre a base di pane:
pane e olio, pane e pomodoro, pane, burro e zucchero, pane, vino e zucchero, pane, acqua e zucchero.

Raramente veniva comprata.
Ma se per strada si incrociava Bombolo, che spingeva il carretto attrezzato, pedalando sul suo enorme triciclo, a volte le mamme si lasciavano convincere e ci compravano la merenda da quell'omone brusco, di cui io avevo un sacro terrore da quella volta che l'avevo offeso mortalmente, per non aver voluto il castagnaccio che mi voleva vendere allo stesso prezzo di una mela cotta, malgrado valesse di più.
Come fargli capire che, malgrado l'invitante profumo, la cottura raffinata e i pinoli abbondanti, il castagnaccio aveva un gusto che non tolleravo?

Le merende di Bombolo variavano col variare delle stagioni e delle ore del giorno:
d'autunno aveva il castagnaccio, poi arrivavano le mele cotte al forno e le castagne secche,
d'estate vendeva i pinoli freschi e certe pere piccoline, succose e dolci, un morso e vai.
E la mattina presto, in qualsiasi stagione si fosse, la schiacciata con l'olio e il pan di ramerino, ancora caldi, appena sfornati.

Negli anni settanta Bombolo sparì dalle strade.
Non ho mai saputo perché. Allora non me lo domandai nemmeno, poi era troppo tardi per chiedere:
forse era diventato vecchio e aveva semplicemente smesso di lavorare o forse si era accorto prima di tutti che le strade, erano mutate già allora e non avevano più posto per il suo richiamo festoso e a doppio senso con cui annunciava di avere la schiacciata con l'olio: “ Donne, donne!!! Con l'olio!!! Ce l'ho con l'olio!!”
Elvi



ingredienti

procedimento


Farina 500 gr.
75 gr. Di zucchero
Olio extravergine di oliva 50 gr.
Lievito di birra 50 gr.
150 grammi di uva sultanina
un pugno di foglie di rosmarino tritato con le mani
sale q.b.
Un tuorlo d'uovo

Dopo averla ben mescolata con lo zucchero, disporre la farina a fontana sulla spianatoia.
Nel mezzo mettere l'olio, il lievito di birra sciolto in acqua tiepida e impastate molto bene l'impasto, come per il pane.
Da ultimo aggiungere il rosmarino e l’uvetta, in precedenza ammorbidita nell'acqua per dieci minuti e poi asciugata con un panno. Lavorare l'impasto ancora un po' e poi lasciarlo a lievitare per circa un'ora, coperto con un panno avvolto nella lana in un luogo caldo. A lievitazione avvenuta, dividere l'impasto in panini rotondi di circa settanta grammi, schiacciati leggermente e incisi leggermente con due tagli a croce per favorire la lievitazione. Passare con un pennello la superficie col tuorlo d'uovo.
Infornare su una teglia appena unta, in forno già caldo e cuocere a circa 180° per una diecina di minuti.
Ancora caldi, decorarli con qualche foglia di rosmarino

La pianta del rosmarino era considerata sacra anche dai Romani che la usavano per ornare i Lari, ma il pan di ramerino ha origini tardo medioevali.
Nelle campagne era ritenuto un pane di devozione e veniva preparato con cura, secondo un rituale preciso, specialmente durante la quaresima.

Nel lontano 1969 a Zagabria ho assistito all'uscita dalla chiesa di un matrimonio: tutti gli invitati avevano appuntato al petto un rametto fiorito di rosmarino e la sposa, che ne teneva un mazzolino in mano, ne aveva una coroncina sul velo. Pur non conoscendo il significato di ciò, mi è rimasta di questa visione una sensazione di purezza e di convinta religiosità



| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO | LA POESIA DEL FARO|