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di Ida & Mario

A NOI PIACE SOFFRIRE



RISTORANTE  DELL’ HOTEL “BARBIERI”

Via S. Nicola, 30 – Altomonte (CS)

tel. e fax (0981) 948072

www.casabarbieri.it



I ricevimenti di nozze, si sa, hanno un loro fascino ma anche una loro perversione. Un ricevimento di nozze nel cuore della Calabria appenninica, in pieno Parco Nazionale del Pollino, in un torrido fine Giugno, può riservare sorprese su ambedue i fronti. Se il suddetto matrimonio, infatti, si svolge in mattinata, è d’uopo partire la sera prima, per evitare la levataccia. E può capitare che le trame del destino vi convincano a fermarvi all’Hotel Barbieri di Altomonte. Chi vi scrive avrà sicuramente sbagliato strada: sta di fatto che può succedere che le luci di Altomonte, arroccato come un falco sulla cima di una montagna, vi sembrino allontanarsi invece di avvicinarsi, che la strada vi sembri farsi sempre più stretta e fiancheggiata da rovi sempre più aggressivi e alti come la macchina, e insomma che quando ci arriviate non possiate fare a meno di sospirare come per uno scampato pericolo.

L’albergo, quattro stelle, è il secondo dei due soli che annovera il paese, piazzati su due cime, uno di fronte all’altro come i bravi di Manzoni. L’altro è un vero castello, con tanto di torri merlate, illuminato con luci soffuse e molto suggestive. L’Hotel Barbieri lo guarda, con una ampia romantica deliziosa terrazza in penombra anch’essa, con ringhiera anticata di ottone sui cui si affacciano i rampicanti. La terrazza è disseminata di ombrelloni color panna contro l’umidità e di tavoli, sui quali – guarda un po’ -  si può cenare.

La cena ha ripagato abbondantemente la stanchezza del viaggio.

Un profluvio di antipasti misti, tutti più  meno rigorosamente legati alle tradizioni culinarie di quella parte di Calabria, montuosa e antica: zuppe di legumi con i funghi porcini, “zafarani cruschi”, ovvero peperoni secchi fritti, verdure abbrustolite e insaporite con aglio e generoso peperoncino, bruschette di ogni genere.

Poi le paste, fatte in casa, come il delizioso pane cotto in forno a legna e che non si sbriciola, l’amato pane contadino arricchito di patate o granoturco per renderlo più compatto e farlo durare più a lungo.

E infine la carne, soprattutto maiale e selvaggina, con funghi, con peperoni secchi, con immancabile aglio e spesso piccante come l’inferno.

Stroncati, anche al pensiero del pranzo di nozze dell’indomani, abbiamo desistito dal prendere i dolci: non abbiamo però potuto resistito al passito, gelido, da sorseggiare guardando la luna che tramontava nella tiepida notte calabrese, dietro il castello di Altomonte.

La mattina dopo, prima di partire, abbiamo visitato la Bottega di Casa Barbieri, annessa all’albergo, una bottega di conserve alimentari tutte locali. Dopo lunga e penosa indecisione, l’amore per i gusti forti ha avuto il sopravvento, e siamo tornati a casa con olio aromatizzato, miele calabrese, e barattolini di crema all’aglio, crema al peperoncino, crema di olive che a lungo ci hanno fatto compagnia.

(visitato il 28 Giugno 2002)

 




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