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IL GIORNALINO DEL PORTO


PENA DI MORTE SI' O NO?

08/04/2001

La classe seconda A
dell'Istituto Comprensivo Gianni Rodari di Rossano Veneto
si interroga sulla pena di morte

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Caro Luca,
vorremmo parlarti della pena di morte perché forse anche tu, come noi, non sai schierarti. A scuola stiamo facendo un lavoro in proposito, ma ci siamo accorte che non tutti siamo della stessa opinione e alcuni sono favorevoli, certi contrari e altri stanno da tutte e due la parti, senza saper scegliere.

Francesca e Martina


Caro Simone,

È da tanto tempo che non ci scriviamo, ma soprattutto è da tanto che non ti informo di ciò che facciamo a scuola.

In questo ultimo periodo ci siamo interessati alla pena di morte e devo dire che è un argomento che ci prende ma che nello stesso tempo ci dà molto dolore.

Una cosa che ci ha colpito è stato veder quante differenze ci sono tra uno stato e l’altro nel giudicare lo stesso reato: così, se in un luogo puoi venir ucciso per un reato, se lo stesso reato lo commetti altrove, la fai franca. Ma tu che ne pensi? Tra noi molti hanno dubbi e ci stiamo interrogando. Matteo, Claudio

Cari Compagni,
è da un po' che a scuola parliamo della pena di morte. Io ero a favore della pena di morte perché pensavo che, uccidendo i criminali i reati diminuissero, invece i dati analizzati e le spiegazioni della prof mi hanno fatto pensare. Ho visto che i reati non diminuiscono negli stati che hanno la pena di morte in vigore e inoltre mi sono reso conto che la pena capitale ha pure un costo enorme. Allora mi chiedo: conviene davvero? Molti infatti dicono che è meglio perché così si risparmia rispetto all'ergastolo, ma non è così. Queste lezioni mi hanno fatto riflettere molto e ora sono incerto e sento il bisogno di pensarci ancora, semmai con l'aiuto di altri punti di vista. Davide

SINTESI DEL DOSSIER
di NESSUNO TOCCHI CAINO


Nell’ultimo anno la situazione della pena di morte nel mondo è un po' migliorata, essendo diventati 120 i paesi abolizionisti contro i 75 paesi mantenitori.


Ad esempio, l’Europa è ormai un continente libero dalla pena di morte e l'Unione Europea contribuisce alla lotta al fenomeno, richiedendo ai paesi di abolirla per essere ammessi all'UE..

Il Continente Americano è, dopo quello europeo, il più libero. Fanno eccezione gli Stati Uniti dove nel solo 1999, le esecuzioni sono state 98, 35 delle quali sono avvenute nel Texas, e i Caraibi.

Alcuni di noi sono rimasti male a sapere che gli Stati Uniti hanno ancora la pena di morte e ci siamo chiesti il perché. Abbiamo visto che la pena di morte negli USA è anche una questione di “ bianco e nero”, di ricchi e poveri: è una specie di bizzarra lotteria. Chi è in grado di pagare una buona assistenza legale ha molte probabilità di ricevere una condanna minore degli altri.

I metodi usati sono l’iniezione letale, la sedia elettrica, l’impiccagione, la fucilazione, la camera a gas.

Anche ai Caraibi la situazione non è tra le migliori, infatti, nel solo 1999 sono state 11 le esecuzioni a Trinidad & Tobago e 12 quelle a Cuba. Ma in realtà non sappiamo quante esecuzioni sono avvenute davvero, perché spesso i governi non le denunciano per evitare problemi con gli altri Stati.


L’Asia è il continente dove si pratica di più la pena di morte.

In testa fra tutte le nazioni è la Cina seguita da paesi come l'Iran, l'Iraq, l'Afganistan, l'Arabia Saudita, la Corea del Nord e Singapore.

Parlando di pena di morte, si pensa sempre a crimini terribili, ma in questi paesi si può essere condannati a morte anche per corruzione, per reati economici o finanziari, per droga, per pratiche religiose o per espressione di coscienza diverse e per molti altri reati non violenti, come l'adulterio.

Un'altra accusa molto frequente in certi paesi islamici è lo spionaggio in favore di Satana, degli Stati Uniti o di Israele

Il Nepal,sembra essere in Asia, l’unico stato ad aver abolito definitivamente la pena di morte.

L’Africa è al secondo posto nel mondo per numero di esecuzioni. Ma l'Africa è anche il continente con il più alto numero di paesi abolizionisti di fatto, paesi che prevedono la pena ma non la eseguono da decenni. E' comunque il luogo a maggior rischio di reintroduzione a causa delle guerre civili o dei frequenti colpi di stato. In Sud Africa è stata richiesta la reintroduzione della pena di morte perché si verificano troppi crimini


Francesca, Martina, Fabio

L'APPELLO
Mi chiamo Matteo e vorrei lanciare un appello.

”Basta con la pena di morte, noi italiani non ne possiamo più di vedere che è l’uomo che uccide, noi preferiamo il carcere a vita, che permette al condannato di essere puntito davvero e di pentirsi, non la pena di morte. Vi prego ascoltate la mia opinione.”
Io sono contrario alla pena di morte perché è crudele, è discriminatoria e c’è la possibilità di uccidere un’innocente. Punisce reati diversi a seconda dell’uso che di essa vogliono farne i politici e perciò non serve a niente.
Solo Dio punisce l’uomo alla sua maniera, non può farlo un altro uomo.
Anche il Papa la pensa come me.
Matteo F.

IL MANIFESTO, 15 settembre 2000
23 anni di morti di stato
ENZO MANGINI


SINTESI
La pena di morte accompagna la crescita degli Stati Uniti d'America.
Nel seicento, per essere diversi dall'Inghilterra, gli abitanti delle colonie americane decisero di ridurre i reati puniti con l'esecuzione.
Nel 1636, in Massachusetts, si andava a morte per 13 reati, compresa l'idolatria e la stregoneria. William Penn, fondatore della colonia della Pennsylvania, li ridusse a due: tradimento e omicidio.
Nel corso del XIX secolo, assieme al movimento antischiavista, si sviluppano i primi gruppi che chiedono l'abolizione della pena di morte.

Ma per avere il primo stato senza boia, bisogna aspettare il 1907, anno in cui il Kansas, seguito da altri 8 stati nei dieci anni successivi, aprì la strada.
Negli anni '20 del '900 sono due i casi famosi che accendono il dibattito sull'uso della pena di morte e sulle ingiustizie della giustizia americana: Richard Loeb e Nathan Leopold ottengono, pur condannati per omicidio, il carcere a vita anziché l'esecuzione.
Il secondo caso è quello di Sacco e Vanzetti.
Con la Grande Depressione degli anni '30 il numero di esecuzioni sale. In media 167 all'anno. Un picco mai eguagliato, finora.
Negli anni '50 l'opinione pubblica americana è ancora in stragrande maggioranza favorevole alla pena di morte, ma nel decennio successivo, si apre la strada all'abolizione della pena in tutta l'Unione.
Nel 1972 la Corte suprema stabilisce che la pena di morte è un trattamento crudele e anticostituzionale, perché non c'è certezza del diritto nel modo in cui le giurie decidono le condanne.
Nel 1976, viene introdotto il processo d'appello nei casi di condanna a morte: ciò consente la certezza di non condannare un innocente e le esecuzioni riprendono.
Bill Clinton, il 13 settembre 1994 firma la nuova legge anticrimine che aumenta il numero di reati federali punibili con la pena di morte.
Nel 1995 il Congresso limita ad un anno dalla condanna il tempo per gli appelli ai tribunali degli stati mperché uccidere costa (oltre 3 milioni di dollari a esecuzione), e dunque è meglio risparmiare sui processi e rendere la permanenza nelle galere più breve possibile.
Pochi giorni fa il primo rapporto completo sugli appelli presentati nei tribunali degli stati nei casi di pena di morte ha messo gli Usa di fronte al sostanziale fallimento del sistema giudiziario che risulta essere:
ineguale (si salva chi può permettersi un buon avvocato),
discriminatorio (il 75% dei condannati appartengono a minoranze etniche),
ingiusto (lo stesso reato è punito in modo diverso nei singoli stati) e pieno di errori (molti innocenti mandati a morte).

Mary

IL FILM
Il miglio verde, Usa1999
Produzione: Warner Bros., Castle Rock, Darkwoods Productions
Distribuzione: Warner Bros
regia e sceneggiatura di Frank Darabont
con Tom Hanks
Michael Clarke Duncan
Davide Morse
Data uscita: 10/03/2000
Durata: 2h, 48min

Paul Edgecomb, degente in una casa di riposo, racconta ad un'amica la sua vita da agente di custodia nel braccio della morte di un penitenziario del sud degli Stati Uniti, dove, durante gli anni della depressione quattro assassini stanno attendendo di essere giustiziati. Uno di loro, gigantesco e docile ragazzone di colore, accusato del brutale omicidio di due bambine bianche, possiede un dono soprannaturale e taumaturgico...


Il Libro
STEPEN KING
Il Miglio Verde, Sperling & Kupfer editori,1998

LA PENA DI MORTE

enciclopedia Encarta

In diritto, massima pena infliggibile al condannato, consiste nella privazione della vita...

( interessanti i cenni storici, specialmente quelli riguardante la Pena di morte in Italia)


OPINIONI, RIFLESSIONI, DISCUSSIONI

Caro diario,

Ho pensato molto alla pena di morte e mi dispiace per quelli che vengono giustiziati e hanno una famiglia da mantenere e anche per quelli che non ce l’hanno. Purtroppo hanno commesso un reato grave e lo devono pagare. Penso che potrebbero essere messi in prigione, ma poi mi chiedo se, dopo anni e anni, quando saranno liberi non se ne fregheranno lo stesso e ricomincieranno da capo. E se si pentono davvero delle cose che hanno fatto, come potranno vivere coi rimorsi che hanno sulla coscienza?

Per questo non sono né favorevole né contraria alla pena di morte.

Pamela

Caro Diario,

Oggi ti parlo di un argomento che stiamo affrontando a scuola: la pena di morte.
Io sono molto contraria alla pena di morte, perchè ritengo che sia inutile: anche se vengono uccisi dei criminali ce ne sono degli altri, non trovi? Poi solo al pensiero che vengono uccisi degli innocenti mi viene rabbia. Forse se i giudici avessero certezze fondate allora sarebbe giusto, però non è sempre così.....

Irene


Guardando la questione dal di fuori siamo del parere che la pena di morte è migliore del carcere a vita perchè nel carcere devi vivere con il rimorso e devi portarti dentro la colpa delle cose che hai fatto.

Però se fossimo al posto di un carcerato preferiremmo vivere con il rimorso piuttosto di morire.

Secondo noi la pena di morte in Europa dovrebbe essere data alle persone che commettono un omicidio premeditato, anche se sono minorenni, come nel caso della ragazza di Novi Ligure e del suo fidanzato, che hanno ucciso la madre e il fratello di lei.

Ma la pena di morte spesso è utilizzata ingiustamente, per motivi politici.

Per esempio essa in Italia fu reintrodotta al tempo di Mussolini per poter colpire le persone contrarie al dittatore e la stessa cosa succede al giorno d'oggi in molte parti del mondo, come in Cina e ai Caraibi.

Anche negli U.S.A essa è ingiusta perchè vengono uccisi più neri che bianchi, chi ha più soldi si può pagare un buon avvocato e quindi ha speranze di ottenere la riduzione della pena, e infine la condanna per uno stesso reato può cambiare da stato in stato.

Quindi il problema è delicato e necessita di attenzione, perché può essere uno strumento di repressione.


Marco, Luca C., Fabio, Matteo M.






Secondo noi bisognerebbe abolirla in tutto il mondo, anche perché molti innocenti sono stti ritenuti colpevoli e per questo uccisi ingiustamente. Pensiamo però che per una percentuale di crimini sia giusto praticarla perchè coloro che commettono reati per stupidi motivi, stanno bene condannati a morte.


Francesca, Martina


Il nostro gruppo ha riflettuto sui brani e ha discusso.


Noi siamo contrarie alla pena di morte perché ritieniamo che troppi sono i morti innocenti nei paesi. Inoltre per noi la pena di morte non serve a nulla perché, anche se si uccidono dei criminali ce ne sono altri.
Poi non riteniamo giusto che alcune persone possano farla franca solo perché possono permettersi di pagare e altri no.

Alessia: io sono contraria perché alcune volte delle persone sono state uccise senza colpa, non avendo davvero le prove della loro colpevolezza.

Lucia: anch'io sono contraria perché ho letto che in alcuni paesi si uccide anche per il tradimento coniugale. Allora mi chiedo: se ci fosse la pena di morte dalle nostre parti, con tutte le coppie separate che abbiamo, quante sarebbero le persone uccise dal boia?


Pamela: anch'io sono contraria perché trovo giusto che, se Dio ci ha dato la vita solo Lui può decidere di toglierla.

Irene: Anch'io come le mie compagne sono contraria alla pena di morte e ritengo che sia inutile anche perché se si uccidono dei criminali ce ne sono degli altri e quindi non è più finita.

Pamela, Alessia, Lucia ed Irene

Io sono contrario alla pena di morte e credo che lo rimarrò per sempre. Penso che una punizione giusta può essere il carcere a vita.L'aspetto che vorrei discutere è la condanna a morte quando non vi sono prove certe di colpevolezza. E' un problema serio perché i condannati potrebbero venir uccisi ingiustamente, come, forse, è stato ucciso Rocco Bernabei, che sicuramente ricorderete per lo scalpore che ha fatto la sua storia nel settembre del 2000, quando anche il Papa era intervenuto in suo favore. Rocco era accusato di aver ucciso la fidanzata, aveva chiesto che fosse ammessa una prova che forse l'avrebbe potuto scagionare, ma è stato ucciso lo stesso. Casi come questo ce ne sono altri che a noi sono ancora ignoti...

Claudio

Ultima modifica: 06/02/2002

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