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Alfred Sisley (mostra)

Progetto dispersione
Classe 3B/3C Scuola Media 99/00
Istituto Comprensivo Gianni Rodari Rossano Veneto

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Intervista a Sisley e a Monet

... la pittura "en plain air" è il solo modo per cogliere le impressioni naturali di luce e di colore... 
Eugéne Boudin

Intervista a Sisley

Sig. Sisley, scusi l'impertinenza, da dove le arriva questo cognome così poco francese?
Sono francese solo di adozione. Sono infatti nato in Francia, ma da genitori inglesi.

Come è cominciata la sua avventura nel mondo della cosiddetta arte innovativa?
E' cominciata molto presto, per passione innata. Avevo 23 anni quando entrai nell'atelier di Gleyre, dove conobbi Monet, Renoir e Pissarro. Come loro lasciai presto la scuola ufficiale perché volevo dedicarmi completamente a dipingere la natura e il paesaggio, per studiare in libertà e dal vero i problemi della luce e del colore. Ho soggiornato più volte in Inghilterra, dove ho potuto studiare la pittura di Constable e di Turner, i famosi paesaggisti inglesi, cui devo molto e forse anche lei avrà  notato le connessioni tra la mia e la loro pittura.     

Ma lei dipinge solo paesaggi?

Si, io mi ritengo un pittore di paesaggi, e credo che difficilmente cambierò soggetto. Amo cogliere i riflessi dell'acqua, del cielo, degli alberi, delle case. Questi riflessi, influenzandosi  a vicenda, trasformano i colori accordandoli  in un rapporto tonale e creando un'atmosfera cromatica che investe tutto il dipinto.

Alessandro Marcon, Giorgia Bertucci

 




 

Intervista a Claude Monet


Signor Monet, ci parli della sua infanzia e della sua passione per l'arte.
Sono nato a Parigi nel 1840 ma ho trascorso l'infanzia a Le Havre sulla costa normanna, dove la mia famiglia si trasferì nel 1845. Ho manifestato molto presto una spiccata predisposizione per il disegno e l'arte in generale. I miei parenti e i miei amici si divertivano molto alle caricature che io facevo di loro.

Quali studi ha seguito?
Nel 1859 mi trasferii a Parigi dove ho frequentato l'Accademia e dove ho conosciuto Pissarro. A Le Havre ho incontrato Boudin che mi ha indirizzato verso la pittura "en plain air. Mi sono allontanato dalla capitale per il servizio militare, che ho prestato  in Algeria. Sono tornato nel 1862 di nuovo a Le Havre, dove ho conosciuto Jongkind, un pittore olandese, che dipingeva con pennellate di colori chiari e luminosi: è a lui che devo l'educazione ultima del mio occhio.

Quali sono i sui soggetti preferiti?
Amo dipingere l'acqua, la natura, tutto ciò che mi permette di catturare i riflessi della luce nelle sue varie forme. Mi piacciono molto i laghi, i fiumi e il mare.

Potrebbe definirci con parole semplici cosa intende per nuova pittura?
E' l'abolizione del disegno.
E' lo studio del colore e della luce, la cui azione modifica continuamente l'aspetto delle cose e del colore.
I colori puri e luminosi sono i protagonisti del dipinto e anche le ombre sono colorate, perché vi è un cambiamento continuo dei riflessi, delle luci, delle ombre.

Francesco Pegoraro, Marina Guarise

 

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