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Alfred Sisley (mostra)

Progetto dispersione
Classe 3B/3C Scuola Media 99/00
Istituto Comprensivo Gianni Rodari Rossano Veneto

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quadri a confronto | lettera al Direttore | fotografi e pittori | pillole |

Risulta evidente che i pittori che seguono il nuovo movimento sono molto legati alla fotografia. Ma quali legami possono avere con essa artisti così imprecisi e poco curanti del vero? Verrebbe da chiedersi se non è perché non sono in grado di produrre dei ritratti verosimili.
Come sappiamo, la fotografia ha messo in crisi il mondo artistico di questo secolo. Già all'inizio, la sua invenzione sembrava dovesse fare concorrenza sleale ai dipinti e ai ritratti che, fino ad allora, erano il solo modo di rappresentare una persona, un paesaggio o qualsiasi altra cosa, il più vicino possibile alla realtà. E molti ritrattisti e paesaggisti sono stati messi fuori gioco dal mezzo meccanico, il quale produce risultati impeccabili a prezzi contenuti e in tempi più brevi rispetto a quelli della pittura.
Ai ritratti dipinti, infatti, si preferiscono sempre più quelli fotografici, sia per la novità dell'esperienza, sia per il maggior realismo dei risultati. Inoltre il costo contenuto permette a tutti di avere il ricordo di un evento.
Oggi gli artisti che si illudono di essere  innovativi credono di essere riusciti a  cogliere la straordinarietà dell'invenzione fotografica.
Alcuni hanno iniziato a servirsene in accordo con la propria pittura.
Fotografi come Felix Nadar che, ricordiamo, nasce come caricaturista, si  sono oggi specializzati nella ritrattistica, arrivando a sviluppare abilità compositive del tutto analoghe a quelle di un ottimo pittore.
Nel mondo contemporaneo c'è chi  afferma che pittura e fotografia si sono ritagliate i rispettivi spazi d'azione.

I pittori impressionisti tentano di motivare le loro discutibili scelte pittoriche, affermando che, grazie alla fotografia, la pittura può cessare di essere documentaria e i pittori possono concentrarsi maggiormente sull'analisi psicologica dei personaggi e sulle emozioni che l'artista desidera trasmetterci.
La fotografia, dal canto suo, deriva dalla pittura molte delle principali regole di composizione e di inquadratura, ponendo una grande attenzione anche allo studio e al bilanciamento delle luci e delle ombre.
Noi vediamo che molti pittori impressionisti si servono dell'inquadratura tipica della fotografia e sappiamo che dipingono prendendo spunto da un'immagine fotografica scattata da loro stessi o da altri come modello per i loro quadri.
Inoltre, per il loro stile poco curante dei dettagli e  attento più al colore e alla luce, essi non si trovano mai in contrasto con i fotografi, anzi scambiano con loro informazioni tecniche, si consigliano e sono profondamente legati dal punto di vista del lavoro.
Sarà davvero una scelta stilistica o crederanno davvero che due mezze arti possono fare un'arte intera?
Questa è un'alleanza tra squilibrati, ma noi crediamo che, mentre  la fotografia forse durerà anche in eterno,  degli impressionisti sarà difficile sentirne parlare tra qualche anno, viste le loro scarse capacità.

Marta Bortolotto e Davide Bordignon



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