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MUSICA

Star con l'anima

Sulle barricate, come sempre. Patti Smith non ha perso il vizio di credere in un mondo diverso e più giusto, che è possibile costruire tutti insieme. Come? Lottando uniti contro i signori della guerra e gridando forte la nostra indignazione. E senza dimenticare la forza eversiva e culturale del vecchio rock. Questo e molto altro ci ha detto Patti nel corso del suo viaggio in Italia: un tour partito da Correggio e passato per il Vittoriale di Gardone Riviera, il Neapolis festival e la piazza di Cuneo.

Piacere di risentirla, mrs. Smith. Che novità ci porta?

Ogni tour è differente, ci sono nuove persone da incontrare e nuove cose da fare: il bello del rock è proprio questo. Stavolta sono concentrata contro il conflitto iracheno: sono molto contenta della forte reazione degli italiani contro le guerra. Anche se non siamo riusciti a fermarla abbiamo mostrato in maniera decisa il nostro dissenso. Sono felice di essere qui e parlare di questi argomenti, unire le nostre risorse e contribuire a creare un movimento di protesta.

Un concerto-comizio, quindi?

Non esattamente. Certe canzoni parlano da sole, come People Have the Power. Oppure posso recitare una poesia, a volte basta la mia chitarra elettrica. Quando sono particolarmente arrabbiata, però, mi metto ad urlare. Contro l'amministrazione di Bush, per esempio.

A proposito: che cosa ne pensa del suo presidente?

Ne penso malissimo. Sono completamente contraria alla sua amministrazione. In ogni sua espressione: la guerra in Iraq e la politica di ricostruzione di quel paese, per cominciare. Ma anche negli Usa Bush sta facendo danni: la difesa dell'ambiente e dei diritti civili non contano nulla, a lui e alla sua gente interessano solo i soldi e il potere. Quindi continuerò a dargli contro.

Scusi, ma è ancora convinta che “gente abbia il potere”? Contro la guerra hanno manifestato in milioni, eppure non è servito...

Il fatto è che la gente ha il potere, ma non lo usa. E, poi, solo in Europa sono scesi così in tanti nelle strade. In America no. Da noi la gente ha ancora paura per l'11 settembre e s'è dimenticata delle proprie potenzialità. Ripeto: la gente ha il potere solo se lo usa. Le persone devono unirsi e combattere. Mai mollare. Vedo troppa rassegnazione in giro, troppi che dicono: “Oh, ancora bombe in Iraq, pazienza...”. Bisogna continuare a combattere perché i cambiamenti non avvengono da soli: lottammo a lungo contro la guerra in Vietnam e ci volle del tempo prima di far cessare il conflitto. Ma ce l'abbiamo fatta.

Qual'è il modo giusto per combattere?

Unirci. Cominciare a parlarci, non arrenderci, non avere paura. Solo perché una volta non hai vinto, non puoi mollare. Non mi stancherò mai di ripeterlo.

Come disse Bob Marley: “Get Up Stand Up Don't Give Up The Fight”...

Esatto. Devi tenere duro, anche se perdi. Quelli al potere cercano di demoralizzarti, è la loro strategia. Invece dobbiamo stare svegli e all'erta, dal loro del filo da torcere, fargli sentire il nostro fiato sul collo, far capire che ci siamo. E li stiamo tenendo d'occhio.

In un'intervista ha dichiarato che il suo prossimo album sarà forte, poetico, politico e polemico.

Vero. Ci saranno tanti tipi di canzoni. Alcune allegre, altre tristi. Ci sarà un pezzo su Rachel Corrie, la ragazza uccisa mentre cercava di fermare i bulldozer che demolivano le case dei palestinesi. E ci sarà una canzone molto forte contro l'occupazione Usa in Iraq. Comincerò a registrarlo alla fine di questo tour, in settembre. E se tutto andrà bene uscirà nel gennaio 2004.

Il titolo?

E' un segreto, sorry...

Almeno ci darà qualche anticipazione live?

No. In tanti registrano i miei concerti e non vorrei che le nuove canzoni finissero subito in qualche bootleg. Sono un po' vecchio stile e credo che i dischi debbano essere ancora una sorpresa.

Paura di Internet?

No. Non m'importa che le persone si scambino le mie canzoni. Però, almeno, lasciate che prima le registri...La gente vuole ascoltare la mia musica e non ha abbastanza soldi? Ok, scarichino pure dalla rete. La mia vita è il rock'n'roll e il rock'n'roll è per la gente.

Per stasera a Genova ha preparato qualcosa di particolare?

Sì, reciterò una poesia che ho scritto per Phunt Sok Nyidron, una monaca tibetana messa in carcere dai cinesi perché cantava per la strada. Laggiù la gente non può cantare pezzi folk: lei, per protesta, l'ha fatto ed è stata sbattuta in galera. Una detenzione, ormai, da dodici anni. Così le ho dedicato una piccola poesia per far sì che la sua storia non venga dimenticata. Me la sono immaginata da sola in cella che ricorda dettagli quotidiani come i capelli della madre o il padre che la portava sulle spalle. Piccole umanissime cose.

Torniamo alla musica. Tira una gran brutta aria di crisi: come la vede?

Male. Quel che mi rende infelice è constatare come il music business e fenomeni tipo Mtv abbiano rovinato la nostra cultura. Mtv cerca solo di far soldi instillando nei giovani una mentalità consumistica, invece di aiutare i ragazzi a crescere ed evolvere. L'industria ha preso il rock'n'roll. Nessuno bada più ai suoi aspetti poetici, spirituali e rivoluzionari.

E lei come se la cava?

Ora incido per un'altra casa discografica, la Columbia, dove sono molto gentili. Rispettano le mie idee politiche e artistiche: non ho un budget milionario per il mio album, ma almeno non mi chiedono di girare video-spot e assurdità simili. Per capirci: sono grata e felice del mio lavoro di musicista, ma credo anche sia giusto rifiutare cose che non senti giuste.

Oggi c'è un ritorno di certo rock underground anni Settanta. E nuove bande nascono come funghi: le interessano?

Per nulla. Non m'interessano le mode musicali. Preferisco approfondire tematiche spirituali o politiche piuttosto che seguire gli ultimi trend. E quando voglio ascoltare musica, ho una mia lista di preferiti.

Per esempio?

Blonde on Blonde di Dylan, A Love Supreme di Coltrane, molti spirituals, Maria Callas. E un sacco di Beethovem.

Il disco da portare sulla classica isola deserta?

Electric Ladyland di Hendrix. A distanza di tanto tempo, Jimi resta il mio favorito. Il suo contributo al rock'n'roll è stato enorme in ogni sua componente: spirituale, politica, rivoluzionaria, immaginifica. Suonava la chitarra da dio ed era un performer incredibile. Tutto quello che cerco nel rock'n'roll lo trovo in Jimi Hendrix.

Intervista di Diego Perugini – L'UNITA' – 27/07/2003



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