BIBLIOTECA | | EDICOLA | | TEATRO | | CINEMA | | IL MUSEO | | Il BAR DI MOE | | LA CASA DELLA MUSICA | | LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI LUOGHI | | ARSENALE | | L'OSTERIA | | LA GATTERIA | | IL PORTO DEI RAGAZZI |


PINO SANSO'



Gerusalemme
a Abraham B. Yehoshua

Un’altra mano del gioco, un altro giro
di carte perdute e prese come sempre
in attesa di capire
almeno l’orizzonte della nuova partita.

Eppure.
Da quando il custode ha abbandonato vigliaccamente
il suo trespolo da bagnino
i vicoli tortuosi sono diventati piazza
dove scorrazzare
come precipitati nell’aria, in volo - come i pensieri.

L’ho scolpito io questo vento che mi scompiglia
ho scelto io le carte
che mi hanno sparpagliato i semi nella terra dei sogni
io ho divorato il pane senza pudore
mentre frinivano le cicale e piangevano i fossi.

È ancora estate, la calda fine dell’estate
più calda come in un posto come Gerusalemme
il tre di picche - ricordo - un sette
nero come la notte, i denari nulla e fiori.
Né re né fanti, pochi punti per me, probabilmente

e altro ancora.

 

Pino Sansò