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Parigi, il gran rifiuto degli scrittori


Quest'Italia non ci rappresenta
Intervista a Tabucchi

Di tutto fuorché di libri
Anna Maria Merlo

Intervista a Andrea Camilleri

Antonio Tabucchi

Umberto Eco

Intervista a Vincenzo Consolo

Lettera di Carlo Lucarelli

Salon du Livre, la guerra continua

Come d'autunno cadono le foglie. Così, di giorno in giorno, cadono gli scrittori disponibili a partecipare alla delegazione ufficiale, il team della poesia e della narrativa, che rappresenterà l'Italia – ospite d'onore di questa edizione 2002 – al Salon du Livre di Parigi, dal 22 al 27 marzo. Dopo Antonio Tabucchi, anche Vincenzo Consolo e Andrea Camilleri rifiutano di far parte della squadra. Mentre Umberto Eco, comunicando che in quei giorni visiterà i padiglioni della Fiera, alla Porta di Versailles, come ospite di Grasset, l'editore francese che sta per invadere il mercato con centinaia di migliaia di copie di Baudolino, fa sapere di non essere in realtà mai stato inviato ufficialmente a far parte del drappello, anche se il suo nome compare nella “Lettre” distribuita agli addetti ai lavori del Salone. E' stato il messinese autore del Sorriso dell'ignoto marinaio ad annunciare ieri le defezioni sue e di Camilleri, e a confermare quella di Tabucchi, alla conferenza stampa di presentazione che si è tenuta a Parigi: “Non vogliamo rappresentare il governo italiano perché non può esserci cultura in un paese senza democrazia, né democrazia senza cultura” ha spiegato Consolo tra gli applausi dei parigini presenti in sala. E ha aggiunto di essere assolutamente d'accordo con Catherine Tasca, ministro francese della Cultura e della comunicazione, che in gennaio aveva chiesto al nostro presidente del Consiglio di astenersi dall'essere presente al vernissage del Salone il 21 marzo: “Sono con lei, non si può stringere la mano a Berlusconi” ha commentato. Sia lui che Camilleri parteciperanno alla fiera “ a titolo personale”. Come già aveva annunciato giorni fa Tabucchi, scrittore che vive facendo la spola tra la sua Vecchiano inToscana, l'appartamento parigino di St. Germain-des-Prés e l'amato Portogallo, e che sarà presente, ma sotto le insegne di Christian Burgois, l'editore francese per il quale è appena uscita la versione francese del libro Si sta facendo sempre più tardi. E Tabucchi rilascia, nel frattempo, a Le Monde un'esplosiva intervista in cui sostiene che il presidente della Repubblica rischia di sostenere con Berlusconi il ruolo che Vittorio Emanuele III sostenne con Mussolini.

Il puzzle si compone di molte tessere: il genuino orrore che molti in Francia provano per il berlusconismo; il clima elettorale che lì arroventa il dibattito politico, l'esplodere, in occasione del Salon, di quel conflitto d'interessi “minore”, finora rimasto in ombra, di cui è portatore il nostro premier, che è anche proprietario, con Mondadori, della maggiore concentrazione editoriale italiana. Prima dell'obiezione di coscienza dei tre scrittori (ma anche Rosetta Loy la settimana scorsa ci aveva annunciato che andrà al Salon ma eviterà di presenziare all'inaugurazione), a dar manforte al “non possumus” di Catherine Tasca (figlio di Angelo Tasca, fondatore del Pcd'I ed esule in Francia nel Ventennio) si erano mossi due editori francesi, Fayard e Burgois, chiedendo all'Europa di isolare Berlusconi come Haider e Le Pen.

Reagisce Alain Elkann, consigliere culturale del ministro Urbani per la diffusione del libro all'estero e scrittore a sua volta: “Definisco incivili e antidemocratiche queste dichiarazioni. I colleghi dovrebbero sapere che la differenza di patente di democrazia si vede proprio quando si è all'opposizione. Mettendo in discussione la legittimità di un voto democratico finiscono per dimostrare un atteggiamento antidemocratico” dichiara.

La marea cresce. Ogni anno il Salon punta i riflettori sulla produzione di un paese europeo e l'omaggio al nostro paese è stato programmato in epoca pre-berlusconiana. Fino all'altroieri aveva seguito i binari imprenditoriali e diplomatici che regolano questo tipo di iniziative stanziati tre miliardi dal nostro ministero, Pier Luigi Pizzi ha ricostruito il nostro pavillon sulla pianta della Biblioteca Palatina di Parma edificata nel Settecento dal francese Petitot, mentre l'Aie ha selezionato i “magnifici sessanta” che dovrebbero rappresentare il meglio della nostra produzione libraria. Ma l'Italia di quest'anno non è solo terra di cugini, non è solo un paese fratello della Ue, è diventata un casus belli, E' diventata un paese che si guarda con timore dal contagio.

Proprio ieri, si diceva, Le Monde ha pubblicato un'intervista con Tabucchi, dove l'autore di Sostiene Pereira dice: “Berlusconi, da quando è andato al potere, non ha spesso di ripetere che è stato eletto democraticamente” ribattendo indirettamente agli argomenti di Elkann. E prosegue: “ Certo, ma molti personaggi hanno fagocitato la democrazia dopo essere stati eletti grazie a essa: Mussolini, Hitler, Salazar. Promulgando diverse leggi, Berlusconi ha già comunicato a trasformare le regole democratiche grazie è stato eletto...Se l'Italia cade nell'abisso del totalitarismo, la complicità del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi è totale. Avrà lo stesso ruolo di Vittorio Emanuele III con Mussolini”.

Maria Serena Palieri – L'UNITA' – 06/02/2002


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