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MUSICA

“Bush non è imbattibile”

Quello di Steve Earle è un nome noto soprattutto agli appassionati del rock americano. Energico. Appassionato. Consapevole. Autore di canzoni straordinarie come Christmas In Washington o The Mountain, Earle è stato anche tra i promotori di Tell Us The Truth, una serie di concerti a favore di John Kerry nelle ultime elezioni presidenziali statunitensi. Con amici come Billy Bragg e Mike Mills dei R.E.M., Earle ha portato nei teatri di mezza America un'idea di cambiamento e speranza che nasce dalla consapevolezza delle proprie radici. Nel libretto del suo ultimo album, The Revolution Starts... Now, Earle ha anche inserito un notevole breve saggio sulle origini della democrazia americana. Di Tell Us The Truth, di politica e altro abbiamo parlato con lui in occasione del suo breve giro di concerti in Italia con i fedeli Dukes.

Cosa pensa a distanza di qualche mese dell'esperienza di Tell Us The Truth?

Le elezioni sono ancora vicine e abbiamo coinvolto molte persone che fino a quel momento non si erano impegnate in un'attività politica. Io me ne occupo da molto tempo, ma ci sono musicisti che non lo fanno e non lo hanno mai fatto. Alcuni artisti, compreso Bruce Springsteen, non avevano mai preso una posizione così apertamente politica. Ci vorrà ancora un po' di tempo. Abbiamo la responsabilità di continuare a far sì che queste persone si impegnino ancora. Non abbiamo vinto, ma tra quattro anni ci saranno le presidenziali e nel frattempo ci saranno quelle per il Congresso e la Camera. Questa amministrazione non è invincibile e c'è ancora molto lavoro da fare.

Cosa farà per battere Bush alle prossime presidenziali?

Devo affrontare la realtà del modo in cui funziona il sistema politico negli Stati Uniti. Sono molto pragmatico a questo proposito. Ho sostenuto Kerry, ma sono essenzialmente un socialista in un paese in cui non c'è un partito socialista. Non voglio sprecare il mio voto in un'elezione importante come l'ultima votando per i Socialist Workers o per i Verdi. Sono partiti importanti, ma io ho votato per i Democratici perché penso che nel sistema che abbiamo siano una possibile alternativa alla presidenza repubblicana. C'è molto lavoro da fare, ripeto. Dobbiamo dimostrare che siamo capaci di fare meglio dei repubblicani anche le cose in cui hanno ottenuto dei risultati.

In una delle sue canzoni più belle, “Christmas In Washington”, lei parla di leader. Non soltanto di leader politici come Martin Luther King, ma di intellettuali e artisti come Woody Guthrie.

Sono persone che ammiro. L'ho scritta quando avevo 44 o 45 anni e avevo capito che c'era un punto nella mia vita quando ne avevo 30 in cui ero troppo preso dalla mia carriera e dal crescere i miei figli e non ero stato impegnato nella politica quanto avrei dovuto esserlo. Era una specie di crisi di mezza età. Non ci sono tutti i miei eroi, in quella canzone, ma... la gente ha votato per George W. Bush perché in un modo o nell'altro si identifica in lui. Una maggioranza, sia pure non grande, si riconosce in lui. In questo paese si tende a dimenticare i sacrifici che ha fatto una persona come Emma Goldman, per esempio, che è sepolta a Chicago. La nostra forma di democrazia è molto fragile e si muove molto lentamente perché è basata su questo sistema bipartitico. Non è nella costituzione, ma è quello che abbiamo.

Nel cd e nel dvd di “Tell Us The Truth” lei canta e suona da solo con la chitarra acustica, scelta che mette in risalto una canzone come “The Mountain”, dedicata ai minatori. Pensa di registrare un album intero nello stesso modo?

Ne ho fatto uno nel 1995 con Norman Blake e Peter Rowan, si intitola Train A Comin'. E c'è anche un disco del 1999 dedicato al bluegrass, The Mountain, da cui è tratta proprio la canzone cui si riferisce lei. Penso che ne farò un altro. Faccio ancora dei concerti in questo modo. Quello con i Dukes è l'ultimo tour: tre date in Spagna e tre in Italia. Durante l'estate farò dei concerti da solo, come sempre tra un tour e l'altro con il gruppo. Non so come sarà il mio prossimo disco, sono preso da altri progetti, non ho avuto ancora il tempo per pensarci.

Intervista di Giancarlo Susanna – L'UNITA' – 24/05/2005



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